NEWS DI LUGLIO


 

 
Notizie,analisi,documenti sul nostro club e sul mondo della canoa    

INFO CLUB

Soča Valley

Soča Valley Uscita organizzata sul Fiume Soča, dove la natura è più forte dei tuoi pensieri e ti abbraccia l’anima. Il weekend da Venerdì 12 / 14 Luglio gita nella valle dell'Isonzo, in questo magnifico fiume che attraversa la Slovenia, dalle Alpi Giulie vicino alla città di Bovec per entrare in Italia a Gorizia. In programma due discese giornaliere, nei vari tratti facili per principianti ed altri molto molto belli, con rapide e passaggi più impegnativi. Pertanto l’uscita è aperta a tutti gli amanti della natura. Maggiori informazioni: Arnaldo cell.3284491552

Gepostet von Canoa Club Rimini am Mittwoch, 3. Juli 2019

Soca Valley
Uscita organizzata sul Fiume Soca, dove la natura è più forte dei tuoi sentimenti e ti abbraccia l’anima. Il weekend da Venerdì 12 / 14 Luglio gita nella valle dell’Isonzo, in questo magnifico fiume che attraversa la Slovenia, dalle Alpi Giulie vicino alla città di Bovec per entrare in Italia a Gorizia. In programma due discese giornaliere, nei vari tratti facili per principianti ed altri molto molto belli, con rapide e passaggi più impegnativi. Pertanto l’uscita è aperta a tutti gli amanti della natura.
Maggiori informazioni: Arnaldo cell.3284491552


Sede estiva

Da Giovedì 13 Giugno il consueto incontro del Giovedì si terrà presso la nostra sede marina al bagno 15 Playa Batija a Viserba, La sede è funzionante a tutti gli effetti,le rastrelliera sono al completo, come al solito si raccomanda di mantenere l’ordine e non fare sprechi d’acqua. Si avverte i naviganti che la combinazione della serratura prossimamente sarà sostituita. Chi non si è messo in regola con il tesseramento è pregato di farlo quanto prima.


A Volte è difficile iniziare, corsi estivi al mare

Da anni il C.C.Rimini organizza corsi di kayak/canoa di vari livelli, dal  mare,al lago, al fiume, adatti non solo  a chi  voglia avvicinarsi al nostro sport ma anche per tutti coloro che desiderano migliorarsi. Durante i corsi vengono insegnate le corrette tecniche di base per la conduzione e l’equilibrio del kayak, fornite le informazioni sulle attrezzature, la sicurezza in acqua e l’abbigliamento nelle varie stagioni. Il corso si svolge in due incontri con lezioni di tre ore. Le attrezzature sono interamente fornite dal club,  al termine si potrà continuare ad usufruire del materiale e delle  attrezzature.

Iscrizioni al corso, “La canoa non va in vacanza”

Si terrà presso la nostra sede marina al Bagno Playa Batija  N°15 di Viserba,  questo corso è riservato ai ragazzi delle scuole  medie e superiori. Si terrà per tutto il mese di Luglio, con due lezioni settimanali a partire da Sabato 6 Luglio. Sabato 27 Luglio sarà organizzata un’uscita   alla diga di Ridracoli,  la chiusura del corso è prevista per Sabato 3 Agosto.  

Responsabile corsi – Thomas Frani Cell.349 2365048 Mail frani.thomass@gmail.com

Per qualsiasi corso serve un certificato medico e un ECG  per attività sportiva non agonistica.

Ulteriori informazioni – Ugo Donati 3336479852  Mail donatiugo@libero.it


Promemoria tesseramento 2019

Buon anno a tutti, è partita la nuova campagna di tesseramento, è possibile sottoscrivere o rinnovare l’iscrizione al C.C.R. per l’anno 2019. Come sappiamo, per fare attività sportiva presso un’associazione iscritta, nel nostro caso alla F.I.C.K / C.O.N.I. è necessario presentare: un certificato medico non scaduto e almeno una volta il certificato di un Elettrocardiogramma per attività non agonistica. Per coloro che hanno superato il 60°anno di età l’ ECG deve essere rinnovato ogni anno. Per ovvi motivi ai soci che non hanno rinnovato la tessera, scatta il divieto di svolgere in assoluto attività sportiva in ogni luogo in nome del Canoa Club Rimini, perdono il diritto di svolgere attività agonistica, non possono utilizzare le strutture e le attrezzature. Il versamento in ritardo della quota non esenta il pagamento dell’intera annualità.

 

RADUNI

6/7 Luglio 2019 Braccianoabbraccia Memorial Carmine Puzo” Raduno sul L.di Bracciano
Organizza: ASD Gruppo Canoe Roma, Luogo Vigna di Valle
Programma: Sabato 6
Dalle 17:30 – Iscrizioni
19:00 – “A Lume Di Pagaia” – Pagaiata di 10 Km al Tramonto
Domenica 7
09:00 – Appuntamento
09:30 – Giro del Lago 27 Km o Percorso “soft” 12 Km con sosta a Bracciano
Al rientro Pranzo al Dragolago – 12 € (facoltativo)
Iscrizione 12€ (10€ Soci GCR E DRL)
Maggiori informazioni Cell. 3335995869

13/14 Luglio 2019 Soča Valley Uscita organizzata sul F. Soča
Organizza: Canoa Club Rimini,Luogo Bovec (Slovenia)
Il Weekend di Sabato 13 e 14 Luglio, il club organizza l’escursione sul Fiume Soča in Slovenia, con possibilità di fare discese in vari tratti, facili per principianti ed altri molto molto belli, con rapide e passaggi più impegnativi. Pertanto l’uscita è aperta a tutti gli amanti della natura.
Maggiori informazioni: Arnaldo cell.3284491552

21 -27 Luglio 2019 28^ Artic sea Kayak Race / Ramble – Norvegia
Organizza Artik Sea Kayak Race, luogo Krackberget
Registrazione 21 luglio
Festival annuale di kayak a Vesterålen, nel nord della Norvegia. Possibilità di corsi avanzati e per principianti Escursioni giornaliere in kayak nell’arcipelago o al di fuori in oceano aperto. Sia per i novizi che per canoisti esperti! Maggiori informazioni sul nostro sito Web: www.askr.no


VIDEO DEL MESE


SEA KAYAK


The Crossing’
E’ la storia di 3 amici che hanno fatto la traversata dello stretto della Florida, una lunga pagaiata di 120 miglia. In occasione dell’anniversario hanno pubblicato un film che documenta il viaggio che ha richiesto 27 ore per essere completato.
L’anno scorso è stata aperta una nuova finestra, i canoisti americani Andy Cochrane, Wyatt Roscoe e Luke Walker hanno avuto un’idea: percorrere 120 miglia da L’Avana, (Cuba) a Key West, in Florida. Ci sono voluti 27 ore e 12 minuti dall’inizio alla fine, i primi kayaker documentati.

Per l’anniversario del loro viaggio – la squadra ha pubblicato il cortometraggio che documenta l’intera impresa: “The Crossing”.
“L’obiettivo di questo progetto era capire meglio ed empatizzare con le migliaia di rifugiati e migranti che hanno compiuto un viaggio umano nella speranza di cambiare le loro situazioni”, dice Cochrane, produttore esecutivo e kayaker. “Dopo questa traversata ho una comprensione e un rispetto completamente diversi per le persone che hanno bisogno di fuggire dalle loro case e cercare asilo. Noi abbiamo avuto tutti i vantaggi, moderni kayak da mare, mesi di allenamento, un piano alimentare e ce l’abbiamo fatta a malapena

Gli Stretti sono grandi, cattive acque e sono noti per una buona ragione. Il mio cuore va alla gente messa in quella situazione perché non hanno altra scelta, quelli che non sono al sicuro a casa loro. Abbiamo anche imparato molto dai rifugiati che abbiamo incontrato a Miami, e quanto amano gli Stati Uniti, quanto sono pazienti per il cambiamento e quanto rispetto hanno per la libertà di parola, il duro lavoro e le altre persone . Ti fa molto dubitare delle tue stesse prospettive. “
Questo epico viaggio rende davvero omaggio alle migliaia di coraggiosi uomini, donne e bambini che hanno tentato la stessa traversata con attrezzature molto meno adeguate. È una testimonianza della forza d’animo e della determinazione di ogni persona che cerca asilo e opportunità e pone anche la domanda: qual è il costo umano delle frontiere chiuse?

Pagaiando lo stretto della Florida il primo attraversamento kayak singolo non supportato documentato dall’Avana a Key West.Il 29 maggio 2018, Andy Cochrane, Wyatt Roscoe e Luke Walker sbarcarono a Stock Island, in Florida, dopo 27 ore di navigazione, diventando così i primi kayakisti documentati non supportati a completare con successo la traversata di 120 miglia dello Stretto della Florida tra l’Avana e Key West.

Lo Stretto si estende per oltre cento miglia di oceano esposto e pericoloso. Negli ultimi cinquant’anni, migliaia di migranti cubani hanno tentato la stessa traversata – spesso in condizioni di fortuna – alla ricerca di asilo politico e opportunità economiche.
“In un discorso in generale, il nostro progetto di traversata consisteva nell’usare la nostra esperienza come kayakisti per elevare la storia dei rifugiati cubani e difendere i confini aperti in futuro”, dice Cochrane, che in un primo tentativo l’anno scorso è stato interrotto dal maltempo . “Ciò che ti colpisce è molto più personale: amicizie, nuove prospettive sulle strutture governative e sociali e un profondo amore per i nostri vicini cubani. Volevamo utilizzare qualcosa che conosciamo e amiamo, il kayak per generare compassione ed empatia con le persone di tutto il mondo che escono di casa, spesso con la forza, nella speranza di trovare una vita migliore “.

Prima di partire per Cuba, l’equipaggio visita il Museo Marittimo di Mel Fisher a Key West, che ospita un’esposizione di recente apertura sull’esperienza dei migranti cubani.

La Mariana, un’imbarcazione di fortuna di 21 piedi che trasportava 24 cubani dalla loro terra natale a Key West, è esposta permanentemente appena fuori dal museo. La Mariana è stata costruita con bidoni di latta e un motore di un camion a 8 cilindri ed è atterrata in Florida nel 2015 dopo un viaggio di 111 miglia. I suoi passeggeri hanno ricevuto asilo dopo il loro arrivo.

Ai canoisti è stato concesso il permesso dal commodoro della Marina di Havana, Marina Hemingway, di fare l’allenamento mentre aspettavano una buona finestra meteorologica per tentare la traversata.

Cuba

cuba9
cuba10
cuba8
cuba11
cuba16
Loading image... Loading image... Loading image... Loading image... Loading image...

Le strade dell’Avana sono piene di gente, dai venditori ai giovani calciatori, agli spazzini. Queste persone sono la vita della città.


Il giorno prima della partenza, canoisti imbustano il cibo, burro di arachidi, sandwich, caramelle gommose, pasta al burro. Una dieta a base di carboidrati e zucchero, perché qualsiasi altra cosa richiede troppa energia per digerire. A sinistra, Andy valuta l’attrezzatura. Acqua fresca nelle sacche (camel bag), il cibo suddiviso in tre un set per ogni blocco di dieci ore che ci aspettavamo di pagaiare

 Tutto a L’Avana è colorato, è una città che sta lentamente cadendo in rovina a causa delle poche risorse. Detto questo, i meccanici e gli handymen (tuttofare) di Cuba sono tra i migliori al mondo, spesso utilizzando strumenti fatti a mano per ricostruire i motori da zero.

Il giorno prima della partenza sono state rilasciate delle dichiarazioni, prima all’Associated Press poi Andy ospite alla Marina Hemingway a l’Avana è stata tenuta una conferenza stampa, pubblicata sia a Cuba che in America, parlando delle aspettative per la traversata.

La mattina presto del 28 maggio, l’equipaggio attende di essere sdoganato, da lì a poco, lasceranno scivolare le loro barche nell’acqua e cominceranno la loro lunga pagaiata da Marina Hemingway verso l’oceano aperto. L’atmosfera è tranquilla e contemplativa.

Andy, Wyatt e Luke (da sinistra a destra) entrano nell’area della barriera corallina al largo di Key West, a pochi chilometri dalla costa. I paddlers combattono una marea in uscita per le loro ultime ore di fatica, dopo un giorno intero di 24 ore di paddle non-stop, si fermano brevemente per una pausa.

Luke esce dal suo kayak per la prima volta in 27 ore. Sullo sfondo, Andy fa fatica a stare in piedi. È difficile esprimere come fosse quel momento. Le mani di Luca, resistono all’acqua salata e afferrano la pagaia per circa 75.000 colpi di pagaia, finalmente si prendono una pausa. Ci vogliono ore prima che la pelle ritorni del suo colore.

Tutte le foto di Johnie Gall. Contributo aggiuntivo di Andy Cochrane.


VALUTAZIONI

Impariamo dai nostri errori

Di Jeff Jackson professore all’Algonquin College nell’Ontario esperto in sicurezza e
Certamente, hai già sentito il vecchio detto “Impariamo dai nostri errori.” È il mantra dell’apprendimento e dell’ esperienza. Il fatto che apprendiamo qualcosa dagli errori è considerato un dato di fatto e giustifica che per ognuno di noi, sia diverso l’approccio ad un problema o una situazione, facendo errori anche nella vita di tutti i giorni. Tuttavia, ciò che effettivamente impariamo a volte è discutibile. Quando un amico chiama,,, è difficile rimanere indifferenti alla prospettiva di una discesa in fiume. Come la maggior parte dei paddlers di lunga data, il bagaglio dell’esperienza è assai carico ed interessante, ma quante storie ci raccontiamo seduti al bar e cosa abbiamo imparato veramente?
Nel lontano 1943, lo psicologo John T. MacCurdy coniò “near miss” (scampato pericolo), un termine che ancora oggi utilizziamo nel campo della sicurezza e della gestione di brutte situazioni all’esterno.
MacCurdy stava studiando le risposte dei sopravvissuti ai bombardamenti aerei di Londra della seconda guerra mondiale. Cercava di saperne di più sulla natura della paura e del morale nella società, essendo la guerra un esperimento sfortunato ma conveniente per lui da osservare. Anche se il termine “scampato pericolo” di MacCurdy è ancora vivo, le sue scoperte più importanti no.
MacCurdy ha individuato due gruppi di persone che vivevano a Londra durante i bombardamenti notturni. Gli scampati al pericolo, i più vicini ai bombardamenti, quelli che potevano effettivamente “sentire l’esplosione e vedere la distruzione”. Queste persone sopravvissero molto influenzate dagli eventi, avendo sperimentato una vera paura. Ha usato la parola “impressionato” per significare “l’evento ha creato un’impressione molto forte sui ricordi degli individui”.
Il secondo gruppo MacCurdy ha chiamato “miss remote” (non essere colpiti, farla franca). Questo gruppo erano le persone che hanno sentito le sirene del raid aereo, hanno visto passare gli aeroplani, non hanno avuto ne bombardamenti ne distruzione. Non hanno pagato il prezzo della devastazione, non hanno subito perdite, sapendo che la distruzione è tutt’intorno, ma che ne escono indenni. Questi individui, dice MacCurdy , sono rimasti con “una sensazione di eccitazione con un sapore d’ invulnerabilità”. L’esatto opposto di quelli del gruppo near miss, la strategia del raid aereo tedesco ha procurato uno shock e paura,restando traumatizzati e terrorizzati,
E così è stato per me, e la ricerca di MacCurdy suggerirebbe che sarà, anche per te.
La mia prima discesa lungo la Dragon’s Tongue sull’Ottawa River magicamente ingannevole sono caduto in un buco profondo, gran bagnone, stordito vengo trascinato a riva dai miei compagni. Sono sopravvissuto e non era così male. In realtà, è stato un po ‘elettrizzante. Anche divertente.
Ho una lunga lista di questi scenari da beat-down a fun-ronzio. Quindi cosa ho imparato dai miei errori? Durante nel periodo diciamo , da intermedio ho imparato a fare surf, quindi traghettare e auto salvataggio, non è poi così male. Sono riuscito a farla franca ,fin quando non è successo. Sono queste le lezioni che avrei dovuto togliere dai miei errori? Queste sono le lezioni per costruire un paddler competente e sicuro? Ovviamente no.
[Leggi anche: I 7 peggiori suggerimenti per principianti Kayakers]
La mia prima vera mancanza è stata una bella botta in testa in un buco grosso e brutto nella gola di Elora con un livello di piena. Non è stato affatto negativo, ma un successo completo, poteva andare molto peggio. Quelle lezioni di lettura del fiume che stavo ignorando le ho pagate care, lì dove non dovevo essere, e l’ho pagata con una pagaia persa, mi son dovuto arrampicare fuori dalla gola e un fastidioso mal di testa di tre giorni.
La mia mancanza mi ha lasciato profondamente impressionato e uno strascico di grande paura. Centinaia di discese dopo, ricordo ancora bene il mio approccio di quella discesa in gola.
Cinquanta anni prima di Internet, MacCurdy ha sottolineato che se non paghiamo un prezzo, lasciandoci impressionati in modo significativo, è probabile che stiamo imparando le cose sbagliate dai nostri errori.
Osservando i nostri amici commettere errori in fiume e farla franca, il nostro senso di invulnerabilità è ulteriormente rafforzato. Guardare orribili linee sulle Fowlersville Falls che vanno bene nel Moose Festival dello Stato di New York e ci chiediamo quale sia il motivo della sicurezza. O peggio, sui social media dove possiamo vedere centinaia di incidenti miracolosamente vicino alla disgrazia e che accadono ogni giorno. A coloro che gli capita e sono coinvolti, questi incidenti li lasciano molto impressionati. Ma come osservatori non fa altro che rafforzare in noi una malsana fiducia in ciò, che è possibile farla franca.
Fino a quando non succede.


AVVENTURA IN FIUME

Viaggio in India

Dopo un inverno poco movimentato e in relax decidemmo di tornare a Rishikesh, nella regione di Kumaon, nell’Uttarakhand in India, Nel nostro radar c’erano un paio di fiumi che avevamo intenzione di scendere. E così … con la jeep di Puran carica, Ute, Stanzin e io ci dirigemmo verso le montagne, sopra un passo e infine giù fino alla città di Bageshwar. Abbiamo controllato la parte alta del Saryu, successivamente abbiamo fatto una breve sezione da mezza giornata, il giorno successivo ci siamo andati a Bageshwar e abbiamo fatto un kayaked nel canyon successivo. Con l’acqua più limpida che abbiamo mai incontrato sull’Himalaya abbiamo anche trovato delle rapide fantastiche e delle belle cascate in una splendida gola immersa nella giungla.

La nostra guida Puran ci aspettava allo sbarco, una volta arrivati siamo partiti alla volta di Seraghat dove abbiamo passato la notte. Fortunatamente in extremis, siamo stati invitati a casa di un soldato in pensione poiché non siamo riusciti a trovare da dormire in hotel o alloggio che sia. La mattina successiva di buon ora siamo ripartiti alla volta di Saryu per un paio di giorni, Anche qui di nuovo con delle grandi rapide tutte ambientate in uno scenario mozzafiato che ricorda “Il Libro della Giungla” di Kiplings. Dopo aver goduto di questo splendore siamo sbarcati a Pancheswar,caricato armi e bagagli, Puran ci ha portato fino a Pithoragarh infine al fiume Goriganga. Abbiamo controllato la sezione superiore,il paesaggio del Goriganga era completamente diverso rispetto a quello che avevamo incontrato sul Saryu. Così Stanzin ed io abbiamo disceso la parte inferiore del Goriganga, affrontando grandi rapide, enormi buchi e facendoci strada lungo il pasticcio marrone di acque molto agitate.

India

Kayaking Trips in India
Goriganga River
Ramganga River
Saryu River
Loading image... Loading image... Loading image... Loading image...


Il nostro ultimo fiume da pagaiare era il Ramganga – e che fiume era!. La prima gola, incredibile con una fantastica acqua bianca e una sensazione molto remota, come in un sogno,una cartolina. Finalmente stavamo vedendo le alte montagne himalayane innevate, lo scenario compensavano la lunga sezione dolce dopo la prima gola impegnativa.


Se potessi catturare solo un momento di “benessere” in oceano quale sarebbe e perché?
Mi vengono in mente solo le volte in cui sono sotto pressione e completamente impegnato. Una volta che spicca è quando ho pagaiato su Lundy Island. Faceva caldo e salivo in cima a un promontorio. Mi sono seduto lì per un po’, sono tornato giù, ho circumnavigato l’isola e poi sono tornato indietro. In quel viaggio, ho visto l’alba, pulcinelle di mare, foche, delfini, navi e mi sono divertito molto.
Quando ti prepari per una spedizione impegnativa, quali sono le qualità che cerchi in un compagno di squadra ?
Questo è difficile, dato che sono nella FSK e pagaiare su lunghe distanze abbastanza velocemente, trovare partner è complicato. Devono avere la stessa mentalità ed essere resilienti. Abbiamo anche bisogno di andare d’accordo e avere le stesse aspettative, essere in grado di concordare un piano ed essere in grado di scendere a compromessi. Il senso dell’umorismo è importante e fa luce su situazioni serie. Una cosa che so è che una volta trovato un buon partner, pagaiare è più divertente. La condivisione è grande.

India*

Ramganga River
Ramganga River
Ramganga River
Saryu River
Loading image... Loading image... Loading image... Loading image...

Abbiamo trascorso la notte su una spiaggia sabbiosa con impronte di animali. Abbiamo raccolto un sacco di legna, Stanzin ha fatto un fuoco per tenere lontani i leopardi! Il giorno seguente ci ritrovammo in kayak in quella fantastica acqua bianca, il fiume si irrigidì e noi stavamo esplorando ogni goccia. L’acqua bianca non finiva mai, fin quando l’occhio poteva vedere c’era un’altra cascata, poi un’altra e un’altra ancora. L’acqua era cristallina, non c’era nessuno in giro e noi eravamo lì! in quell’acqua bianca. La nostra ultima notte l’abbiamo trascorsa ad Almora in un grande hotel gestito dal governo. La mattina seguente ci siamo goduti una colazione rilassante guardando il sole che porta la vita sulle montagne innevate.


PERSONAGGI

Intervista a Stuart Rowan
Di Chris Wing
Una volta mentre allenavo dei giovani atleti aspiranti, ho conosciuto Rowan sul Nantahala river, quando era ancora una timida ragazza di 14 anni. Anche se non ho avuto un rapporto diretto con Rowan mentre cresceva come canoista, mi è piaciuta la sua crescita di giovane donna e ambasciatrice dello sport e del kayak. Siamo entusiasti che Rowan voglia continuare questo percorso.

Da quanto tempo vai in kayak? Che ne dici di insegnare?
Vado in kayak dal 2010, circa un anno dopo ho iniziato a insegnare come “Junior Instructor ” per un rivenditore di kayak nella Gola di Nantahala. Da allora i miei momenti preferiti sono stati lavorare con gli studenti attraverso i programmi Outdoor di UNC Asheville.

Perché ti piace insegnare?
Amo insegnare perché amo imparare e mi piace davvero essere in grado di aiutare le persone ad imparare qualcosa di cui sono così appassionata. Mi piace la sfida di insegnare la stessa cosa in modi diversi a persone diverse, ed è sempre un privilegio vedere lo sguardo negli occhi della gente quando finalmente, clic si accende la lampadina.
Qual’ è la tua tecnica che preferisci insegnare? E come rendi divertente un’abilità?
Quando ho iniziato ad andare in kayak, mi ci è voluto molto tempo per avere una buona capacità. Avrei voluto andare in barca tutti i giorni, avevo una gran voglia d’imparare l’eskimo. Per questo motivo, mi piace davvero insegnare l’eskimo ad altre persone. A distanza di anni, è così facile per me ricordare come è stato, entrare in sintonia con la frustrazione o la gioia che deriva dal lavorare, come in un combattimento.

Qual è la tua cosa preferita da fare in acqua?
Divertimi! Può essere la mia risposta per tutto! La mia cosa preferita da fare in fiume cambia spesso giorno dopo giorno. Adoro il freestyle e la competizione, ma non c’è niente di meglio di una giornata trascorsa a giocare in qualsiasi fiume con un buon gruppo di amici.
Se dovessi scegliere un modello per pagaiare il resto della tua vita, quale sarebbe?
E’ una grossa domanda! Avrei bisogno di qualcosa di abbastanza giocoso per rendere divertente il piccolo whitewater, ma con abbastanza volume da permettermi di scendere delle rapide toste. Pensa a un volume basso e a poppa, un arco più grande del volume. Perfetto per gli schizzi di poppa.

Qual è la cosa che preferisci fare quando non sei in acqua?
Amo qualsiasi altra cosa all’aria aperta. Sto appena iniziando ad andare in mountain bike, e mi sto davvero divertendo, ho molte delle stesse emozioni che provavo quando imparavo in kayak.
Descrivi il momento in cui ti sei avvicinata al kayak.
Onestamente, non mi piaceva molto il kayak quando ho iniziato. È stato davvero difficile per me, e non ne ho visto l’appeal. Mio fratello più giovane l’ha adorato, e non ci è mai piaciuta la stessa cosa. Allo stesso tempo, sono davvero testarda, non mi piace davvero non essere brava in qualcosa. Ricordo di aver praticato una sequenza di traghetti su tre piccole correnti, ancora e ancora e ancora finché non sono riuscita a farlo senza problemi, solo con un paio di colpi. Una volta che ho capito come spostare la mia barca, nel modo in cui volevo che si muovesse, mi sono innamorata.