News di Maggio


 

 
Notizie,analisi,documenti sul nostro club e sul mondo della canoa    

INFO CLUB

A.S.D. CANOA CLUB RIMINI
Via Antonio Labriola
47932 Rimini RN

Grazie. Serve sempre
E’ passato un anno dalla donazione del 5 x 1000 a cui avete partecipato, sicuramente sarete curiosi di sapere cosa ne è stato delle vostre donazioni. Qualche giorno prima delle festività pasquali ci è pervenuto per la prima volta, dal nuovo commercialista il resoconto delle donazioni. Nel 2015 sono stati raccolti € 224 e nel 2016 ben € 398. Il Consiglio esprime il più sincero e profondo grazie per aver aiutato il nostro club, il vostro gesto non era cosa dovuta e quindi la vostra donazione ha un valore maggiore. Questo si somma ad altre vostre attenzioni riservate al club, forse a volte non riconosciute e ringraziate a sufficienza da parte nostra, GRAZIE!.
Fare dei nomi sarebbe un elenco molto lungo, la vostra importante generosità è stata destinata per la costruzione della nuova sede, in estrema sintesi questi soldi serviranno per fare il rivestimento (mattonelle) delle docce.
GRAZIE, per aver donato , è tutto.

La nostra associazione sportiva è presente nel territorio Romagnolo dal 12 Marzo 1984, sono stati 35 anni d’impegno e professionalità da parte dei dirigenti che si sono avvicendati. Il nostro club è guidato da un Consiglio Direttivo composto da volontari pertanto non percepiscono nessun compenso, le nostre entrate vengono impiegate al sostentamento delle nostre strutture e attrezzature, offerte a titolo gratuito a tutti i soci. Il nostro club è regolarmente iscritto alla Federazione Canoa e Kayak , partecipa con una propria squadra ai vari campionati riportando risultati importanti, come dimostra il nostro palmarès pubblicato sul sito ufficiale

L’associazione svolge in via preventiva attività di avviamento e formazione allo sport dei giovani di età inferiore ai 18 anni. A confermarlo sono i numerosi corsi svolti con le scuole medie di Viserba nell’ambito dell’iniziativa “il mare e il remo” e con il Comune di Rimini abbiamo collaborato fin dalla prima edizione di “Lo Sport non va in Vacanza”, proseguendo con “ Ho Scritto Sport sulla sabbia”, fino ai corsi “Tecnico Teorici Didattici” con l’Università UNIBO Alma Mater Studiorum. Il nostro impegno didattico prosegue tutto l’anno con la gente di ogni età che ama lo sport praticato in amicizia e in un ambiente sano.  L’appello che facciamo per il contributo del 5 x 1000, è rivolto a coloro che riconoscono il nostro impegno sociale e il valore umano che mettiamo nella nostra attività. Il contributo che tu donerai alCanoa Club Rimini, ci permetterà di portare avanti i nostri propositi con nuova energia e la prospettiva di autosufficienza. Un cordiale ringraziamento da parte del Consiglio Direttivo

Codice fiscale  91006590409

A Volte è difficile iniziare, corsi estivi al mare

Da anni il C.C.Rimini organizza corsi di kayak/canoa di vari livelli, dal  mare,al lago, al fiume, adatti non solo  a chi  voglia avvicinarsi al nostro sport ma anche per tutti coloro che desiderano migliorarsi. Durante i corsi vengono insegnate le corrette tecniche di base per la conduzione e l’equilibrio del kayak, fornite le informazioni sulle attrezzature, la sicurezza in acqua e l’abbigliamento nelle varie stagioni. Il corso si svolge in due incontri con lezioni di tre ore. Le attrezzature sono interamente fornite dal club,  al termine si potrà continuare ad usufruire del materiale e delle  attrezzature.

Iscrizioni al corso, “La canoa non va in vacanza”

Si terrà presso la nostra sede marina al Bagno Playa Batija  N°15 di Viserba,  questo corso è riservato ai ragazzi delle scuole  medie e superiori. Si terrà per tutto il mese di Luglio, con due lezioni settimanali a partire da Sabato 6 Luglio. Sabato 27 Luglio sarà organizzata un’uscita   alla diga di Ridracoli,  la chiusura del corso è prevista per Sabato 3 Agosto.  

Responsabile corsi – Thomas Frani Cell.349 2365048 Mail frani.thomass@gmail.com

Per qualsiasi corso serve un certificato medico e un ECG  per attività sportiva non agonistica.

Ulteriori informazioni – Ugo Donati 3336479852  Mail donatiugo@libero.it

21° Edizione del Raduno delle Donne del CCBo sul Limentra L’11 e 12 maggio sul Limentra, due giorni di discese assicurate dal rilascio di 14m3/s dal bacino di Suviana
Il C.C. Rimini partecipa al raduno Domenica 12 Maggio, come al solito il punto di ritrovo sarà al casello autostradale di Rimini nord alle ore 8.30 .
Ulteriori informazioni Arnaldo Cell 3284491552
PROGRAMMA:
Sabato 11 lo scarico inizia alle 14,00 e termina alle 16,00: l’acqua arriva alla partenza circa 30 min. dopo (14,30)
Domenica 12 lo scarico inizia alle 12,00 e termina alle 15,00: l’acqua arriva alla partenza circa 30min. dopo (12,30)
Importante: aspettare almeno 15/20min dall’arrivo dell’acqua per partire, altrimenti superate l’onda di “piena”

Domenica 19 Maggio : Discesa dei Fiumi Uniti 

Raduno rinviato (causa allerta meteo) a  Domenica 9 Giugno

Il Club Partecipa a questo raduno, chi è interessato a partecipare il programma è : partenza dalla sede marina bagno n°15 Playa Batija   di Viserba   alle ore 0.7 con la propria canoa. Prenotazioni canoa e/o ulteriori informazioni Ugo Donati 3336479852
Organizza: UISP Ravenna
Luogo: Chiusa San Marco
La discesa dei Fiumi Uniti in canoa, kayak o sup è aperta a tutti, vivere il fiume dall’ acqua, ovvero dalla sua prospettiva, è un’emozione unica.
Programma:
Domenica ore 9.00 da Chiusa San Marco, (13 km)
Domenica ore 10 da Ponte Nuovo (9 km)
Domenica ore 11 da Chiusa Rasponi – Canoa Family (3 km)

Promemoria tesseramento 2019

Buon anno a tutti, è partita la nuova campagna di tesseramento, è possibile sottoscrivere o rinnovare l’iscrizione al C.C.R. per l’anno 2019. Come sappiamo, per fare attività sportiva presso un’associazione iscritta, nel nostro caso alla F.I.C.K / C.O.N.I. è necessario presentare: un certificato medico non scaduto e almeno una volta il certificato di un Elettrocardiogramma per attività non agonistica. Per coloro che hanno superato il 60°anno di età l’ ECG deve essere rinnovato ogni anno. Per ovvi motivi ai soci che non hanno rinnovato la tessera, scatta il divieto di svolgere in assoluto attività sportiva in ogni luogo in nome del Canoa Club Rimini, perdono il diritto di svolgere attività agonistica, non possono utilizzare le strutture e le attrezzature. Il versamento in ritardo della quota non esenta il pagamento dell’intera annualità.

 

RADUNI

3-4-5 Maggio 2019 Raduno dell’Elba 
Organizza Seakayak,
Luogo Marciana Marina (Lungomare).
Programma:
Giovedì 2 Maggio
Ore 18.00 ritrovo partecipanti e aperitivo di benvenuto.
Venerdì 3 maggio
Ore 10.00 escursione in kayak partendo da Marciana Marina con direzione Ovest
Ore 17.00/18.00 rientro alla base
Ore 21.00 proiezione filmati sul tema “KAYAK ALL’ELBA”
Sabato 4 maggio
Ore 10 escursione in kayak partendo da Marciana Marina con direzione Est
Ore 17.00/18.00 rientro alla base
Ore 21.00 proiezione filmati sul tema “KAYAK NEL MONDO”
Domenica 5 maggio
Ore 9.00 trasferimento a Marciana, visita alla Casa del Parco ed escursione a piedi al Santuario della Madonna del Monte
Per info e prenotazioni:
Gaudenzio 342.5610677

11/12 Maggio 2019 21° Raduno W.W.W. sul Limentra
Organizza: Canoa Club Bologna
Luogo: Ponte Verzuno BO
L’11 e 12 maggio sul Limentra, due giorni di discese assicurate dal rilascio di 14m3/s dal bacino di Suviana
Programma:
Sabato 11 Maggio – apertura controllata d’acqua alle ore 14 e termina alle 16,00: l’acqua arriva alla partenza circa 30 min. dopo (14,30)
Domenica 12 Maggio – apertura controllata d’acqua alle ore 12,00 e termina alle 15,00: l’acqua arriva alla partenza circa 30min. dopo (12,30)
Importante: aspettare almeno 15/20min dall’arrivo dell’acqua per partire, altrimenti superate l’onda di “piena”

12 Maggio 2019 Marathon del Lario Memorial Erica

Organizza: Sottocosta
Luogo Onno (Oiveto Lario) LC
L’appuntamento è per Domenica 12 Maggio alle ore 9.15 Percorso di circa 30 km, salvo modifiche di percorso. L’imbarco è programmato prima delle ore 10.00 dopo il consueto briefing
I^ Traversata del lago puntando su Olcio per raggiungere Varenna, breve sosta.
II^ Traversata su Punta Spartivento a Bellagio, al Ponte del Diavolo si attraversa verso Punta Balbianello e sosta pranzo a Lenno
III^ traversata su Punta Spartivento, sul ritorno costeggeremo il lato da Pescallo, Limonta, Vassena e alla base di partenza di Onno
I “kayak da mare“ sono richiesti di lunghezza non inferiore ai mt. 4,70, dotati di gavoni stagni, cime di sicurezza in coperta mentre l’abbigliamento dovrà essere adeguato alla stagione Si chiede conferma di partecipazione entro il Mercoledì 8 Maggio a mezzo e-mail luciano.belloni@tin.it o telefonando al 338-1374722.

18 Maggio 2019 Uscita organizzata Riviera di Ponente
Organizza: Associazione Canoaverde Genova Nervi,
Luogo Varazze (SV)
Sabato 18 Maggio escursione in mare tratto da Varazze a Cogoleto
Domenica 19 Maggio escursione in Mare tratto da Varazze a Savona
Pernottamento Stella San Martino in casa o in tenda.
Email di contatto: canoaverde@canoaverde.org

18/19 Maggio 23019 8^ Vanoi Rapid Race Competizione

Organizza: Onda selvaggia
Luogo: Primiero, poi prendere la direzione Canal S. Bovo
Programma: Sabato 18 Maggio
pomeriggio Gara di Alto corso Trofeo Vanoi Rapid Race 2019 categoria maschile e femminile.
Percorso di circa 1km 700 mt Manche unica Gara Individuale e a Squadre.
Premiazioni presso il Rifugio Refavaie
Per Cena potrete degustare un’ottima cucina locale presso lo Stand Gastronomico degli Alpini di Caoria e i numerosi Ristoranti della zona . Oppure possiamo trovarci al Rifugio Refavaie per una cena tutti insieme!
Programma: Domenica 19 maggio
Ore10.30 Trofeo Kayak Cross Race 2019
Pasta party in locale convenzionato.
Classifiche e Premiazioni
Collaborate con noi per organizzare l’evento nel migliore dei modi iscrivendovi entro il 10 maggio 2019 chiamando il 3473767729
euro 15 Extreme Course Race – Trophy Vanoi Rapid Race 2019
euro 10 Trofeo Kayak Cross Race 2019
Maggiori informazioni consultando il sito: www.vanoirapidrace.eu
Chiamando : Sonia 3473767729


Domenica 19 Maggio : discesa dei Fiumi Uniti

Raduno rinviato (causa allerta meteo) a  Domenica 9 Giugno
Organizza: UISP Ravenna
Luogo: Chiusa San Marco
La discesa dei Fiumi Uniti in canoa, kayak o sup è aperta a tutti, vivere il fiume dall’acqua, ovvero dalla sua prospettiva, è un’emozione unica.
Programma:
Domenica ore 9.00 da Chiusa San Marco, (13 km)
Domenica ore 10 da Ponte Nuovo (9 km)
Domenica ore 11 da Chiusa Rasponi – Canoa Family (3 km)


19 Maggio 2019 Raduno Canoe d’epoca e autocostruite
Organizza: UISP Territoriali di Monza e Brianza e Tourincanoa asdc,
Luogo: Rogeno Via al Lago (LC)
Programma:
ore 9.00 esposizione delle canoe d’epoca e autocostruite
ore 11.45 maratona azzurra del Lago di Pusiano.
pranzo all’arrivo (euro 10,00 su prenotazione) intrattenimento pomeridiano, premi per i partecipanti, quota di partecipazione 10 eur
o. 24 /25/26 Maggio 2019 Valsesia River Festival 2019
Organizza: Gene 17 Kayaking
Località Campertogno
Programma Venerdì 23:
Ore 09.00 Gene17Kayaking Clinic il Gatto e la Volpe in Campertogno
Ore 18.00 Registrazione presso il campeggio il Gatto e la Volpe in Campertogno
Ore 21.00 Serata dei Filmati presso il Gatto e la Volpe
Programma Sabato:
Ore 08.00 Registrazione presso il campeggio il Gatto e la Volpe in Campertogno
Ore 10.00 Sesia Alpin Sprint Team Race gara a squadre sull’Alpin Sprint con partenza a Curgo
Ore 14.00 Sesia Alpin Sprint Team Race individuale sull’Alpin Sprint con partenza a Curgo
Ore 17.00 BoaterX la celebre boater cross in Campertogno
Ore 19.30 Palm Throwbag OlympicsOlimpiade Palm di lancio della corda in Campertogno
Ore 22.00 fino a notte fonda: Festa e premiazioni presso il Gatto e la Volpe
Programma Domenica:
Ore 09. Registrazione presso il campeggio il Gatto e la Volpe in Campertogno
Ore 10.00 Corsi di perfezionamento incontro in Campertogno presso il campeggio Il Gatto e la Volpe
Allenamento di tecnica
16.00: Chiusura del Val Sesia River Festival


VIDEO DEL MESE

Kayak esplode nel bel mezzo di una rapida/ cascata di Alex Traynor
Wade Harrison ha caricato un video sul suo canale di Youtube, mostra un kayak che esplode mentre scende l’ultima rapida su Avalanche Falls. Un’esperienza terrificante per l’individuo all’interno del kayak. Bello vedere che il paddler indossava un elmetto e un PFD e aveva il supporto dei suoi amici in questa discesa. E’ riuscito a nuotare verso riva giusto prima che iniziasse un’altra rapida.Alcuni grandi commenti da altri sul video che evidenziano che in effetti ha fatto il suo eskimo e che questo non si considera una nuotata.


AVVENTURA

La strada verso il Fiume Ram

Crescendo, ho sempre desiderato di saltar giù dalle cascate con un kayak, forse un concetto pazzo e imprevedibile. Non ho mai capito la pianificazione, la preparazione e dopo aver disegnato la tua linea quindi non ho apprezzato la celebrazione sotto un grande salto, mi sembrava una sceneggiata inutile. Ci sono voluti diversi anni per capire, imparare e controllare i diversi aspetti della caduta libera nel mio kayak, ma ora la mia comprensione di tutto ciò è diventata molto dettagliata.

Mentre c’è ancora tanto da praticare e da imparare, spero di condividere un po’della conoscenza che ho acquisito in questi ultimi anni per far luce sul “perché” e sul “come” delle cascate. Così tante persone si chiedono perché dovremmo buttarci sopra una sporgenza d’acqua dentro ad un pezzo di plastica. Ho l’impressione che ciò sia dovuto principalmente alla mancanza di comprensione e capire cosa succede veramente nella mente di qualcuno mentre si lancia a capofitto. Per alcuni di noi, le cascate rappresentano molto più della ricerca di quella scarica di adrenalina.


Mamquam Folls

Le cascate sono bellissime,sono una  forza della natura, ma l’unica cosa che può mettere in ombra quella bellezza è il loro potere. Mamquam Falls è una delle mie preferite. Una bestia piuttosto elusiva, richiede molta perseveranza e una buona dose di fortuna, di arrivare alla soglia con il flusso giusto per eseguirlo. Ho vissuto nella Columbia Britannica per quasi quattro anni , ho esplorato questa cascata un centinaio di volte, il che mi ha dato un forte senso di rispetto e comprensione per questo. Quando si tratta di grandi salti, non posso sottolineare abbastanza di prendere il tuo tempo. Che stia aspettando il prossimo temporale per avere quel livello d’acqua che desideri o che aspetti un’altra stagione per aumentare la tua forza e la tua esperienza, ascoltare questa sensazione istintiva è molto importante.

Le cascate sono bellissime,sono una  forza della natura, ma l’unica cosa che può mettere in ombra quella bellezza è il loro potere. Mamquam Falls è una delle mie preferite. Una bestia piuttosto elusiva, richiede molta perseveranza e una buona dose di fortuna, di arrivare alla soglia con il flusso giusto per eseguirla. Ho vissuto nella Columbia Britannica per quasi quattro anni , ho esplorato questa cascata un centinaio di volte, il che mi ha dato un forte senso di rispetto e comprensione per questo. Quando si tratta di grandi salti, non posso sottolineare abbastanza di prendere il tuo tempo. Che stia aspettando il prossimo temporale per avere quel livello d’acqua che desideri o che aspetti un’altra stagione per aumentare la tua forza e la tua esperienza, ascoltare questa sensazione istintiva è molto importante.

Il South Ram River, vicino alla piccola città di Nordegg, nell’Alberta, a detta di un gruppo selezionato di kayakisti, si distingue a causa di una bella serie di cascate disseminate lungo le sue pareti del canyon. La cascata più alta sul fiume, Ram Falls, precipita in verticale per quasi 30 m. con piscina sottostante. Per anni i paddlers hanno visitato il South Ram River per fare il canyon di Classe 5°, ma scelgono sempre di godersi la vista della cascata Ram in modo sicuro dalle rive del fiume. Nell’estate del 2012, dopo un significativo temporale di fine stagione, il compianto Peter Thompson all’età di 18 anni, infranse questo tabù. Dylan Thompson e Ryan Lucas, due famosi kayakers neozelandesi ben presto lo seguirono. Ho visto Peter, Dylan e Baby Bird scendere il Ram in TV a Bombflow , quando avevo 14 o 15 anni e da allora ho considerato il river Ram una delle cascate più incredibili che avessi mai visto. L’idea di scenderla in kayak effettivamente, è iniziata come un sogno lontano e niente più. Una di quelle cose che potrebbe  accadere in un mondo perfetto, se tutti i tuoi desideri più profondi si realizzassero.


Dopo alcuni anni dedicati a migliorare le mie capacità in kayak, nel 2017 ho iniziato a sondare tranquillamente le Ram Falls. Chiedendo ad alcune persone selezionate sulla zona, ho accumulato più informazioni possibile sulle cascate eseguite, i messaggi di Facebook pieni di esperienze personali, le prove fotografiche che ho trovato sparse su Internet. Ho tenuto nascoste le mie intenzioni e ho pianificato di condividere questa esperienza solo con i miei migliori amici, Inoltre, chi sapeva se sarebbe mai successo? Nel giugno del 2018, il mio amico Knox Hammack, arrivò a Squamish pronto per un viaggio sulle Montagne Rocciose canadesi alla ricerca di una solida azione di discesa libera con i nostri kayak. Il viaggio è stato bellissimo, passando attraverso fitte valli boscose create da alcune delle catene montuose più spettacolari che abbia mai visto.

Abbiamo fatto una breve sosta a Revelstoke, facendo un paio di giri sulle cascate di Blanket Creek (Sutherland Falls). Questa è stata la nostra prima volta che siamo andati in kaiak nella zona di  Revy, dove abbiamo avuto un assaggio perfetto di ciò che la regione ha da offrire. Entrando in Alberta, attraversammo Banff, la città emblema delle montagne e continuammo a nord verso il Parco Provinciale di Ram Falls. Le montagne sulla Icefield Parkway sono aggressive, cime maestose e frastagliate che possiamo vedere dall’autostrada. Mentre raggiungevamo la strada per le cascate, il mio cuore, batteva dentro il petto con un ritmo intenso. Ma quando abbiamo raggiunto il belvedere, ci siamo resi subito conto che il fiume era troppo basso per poter prendere in considerazione anche le cascate.

Quando arrivo a una cascata, la prima cosa che guardo è il livello dell’acqua e determinare cosa fa quel livello alla cascata e all’atterraggio. Se il livello non è giusto per il mio parere, è meglio aspettare un altro giorno. E ‘così semplice, quel giorno, nel Giugno del 2018, nonostante le 13 ore di viaggio da Squamish, fare la Ram Falls non era possibile. Quando si contempla una grande linea, una che già spinge contro i propri confini, non c’è bisogno di spingerla ancora oltre. Conoscere e capire quanto è troppo o quanto poco è poco, si riduce a ciò che sappiamo sulla fisica di una cascata. Con l’alto livello dell’acqua, si ha più acqua che scorre sulla soglia, creando più aerazione, infine, creando il potenziale per un atterraggio più morbido. Bolle di acqua aerata che rifioriscono dalla base delle cascate creano bolle. Più acqua c’è, più grande è l’ebollizione o “mucchio di cuscini” su cui atterrerai.

Tuttavia, non esiste al momento un modo pulito e asciutto per determinare quale sarà l’impatto in ogni discesa. I fiumi trasportano quantità astronomiche di forza attraverso i loro percorsi e quando guardi le cascate sul lato più alto del volume dello spettro, sembra esserci una soglia in cui la potenza grezza dell’acqua crea una zona di atterraggio incredibilmente violenta da affrontare, causando potenziali ingranaggi di fallimento, infortunio o complicazioni con misure di sicurezza perché il fiume si muove con molta più velocità e potenza. Con un volume più basso, tutto si muoverà più lentamente ma c’è meno acqua che rompe la tensione superficiale della piscina sottostante per attutire la caduta. Personalmente, credo che l’importanza di mantenere la linea e minimizzare l’area di impatto aumenti in modo significativo con diminuzioni di volume inferiori.

La capacità di gestire una grande cascata,  è sapere che ti stai mettendo nella posizione di avere un grande successo e prepararti per questo impatto. È importante ricordare, migliore è la configurazione della tua linea, migliore sarà il tuo atterraggio. È anche importante il tempo attuale se sei nel mezzo di un temporale,    l’acqua potrebbe ancora alzarsi. Se sei all’estremità della pioggia o della neve, il fiume potrebbe calare. Solo perché i livelli sembrano buoni al primo sopralluogo non significa che lo saranno dopo due ore quando tutto  funzionerà  per una situazione di salvataggio, pianificare in anticipo.

Durante il primo e il secondo giorno di guida verso Ram Falls, tenevamo controllatoil tempo e le cose sembravano molto promettenti, fino a quando il tempo ha iniziato a schiarirsi. Abbiamo deciso di continuare, per essere almeno in grado di vedere sul posto le linee di caduta, di elaborare un valido piano di attacco per un secondo tentativo, magari in futuro. C’è stato anche un po’di sollievo sapere che avevamo un altro paio di mesi, o anni, per prepararci al grande giorno. Avanti tutta! A Giugno il campionato North Fork, la stagione della West Coast era stata la nostra storia, a Luglio, Aniol Serrasolses  veniva da Washington per fare un giro in barca. È considerato da molti il ​​padrone delle cascate,  nella storia di questo sport ha registrato oltre 100 discese di cascate. Stavo scorrendo Instagram sul mio telefono quella settimana quando ho notato una foto di Ram Falls con un flusso epico simile a quello della prima discesa. Nonostante le mie supposizioni secondo le quali Ram Falls non sarebbe quest’anno potuto succedere.

Ho controllato rapidamente il tempo e ho visto che c’era ancora molta pioggia in arrivo, rendendo molto probabile che il livello si sarebbe trattenuto abbastanza a lungo da consentirci di arrivarci. Ho chiamato Aniol e quasi scherzosamente gli ho suggerito che avrebbe dovuto dimenticare Alexandra come il suo ultimo 30 metri e venire direttamente a Ram Falls con noi perché era l’occasione perfetta per saltare giù da una cascata perfetta e volevo davvero che fosse lì con noi, non si è tirato indietro.

Come prima, abbiamo fatto un breve pit-stop per lavorare i muscoli su Sutherland Falls, poi caricati di nuovo per finire il viaggio. Quando mi sono avvicinato al parco per la seconda volta, mi ha colpito un’ondata di panico. Diverso dai primi sentimenti di ansia, questa volta, il fatto che tutti i segnali sembravano giusti  per fare la cascata mi ha reso nervoso. Aniol ed io ci siamo presi qualche minuto per controllare il flusso di persona e risolvere alcune delle nostre preoccupazioni. Dopo una lunga contemplazione, siamo entrambi giunti alla conclusione che era bello andare e volevamo farlo.

Siamo scensi fino alle cascate, camminando lungo la soglia verso il bordo, per una visuale ravvicinata e personale della discesa. Abbiamo perlustrato ogni centimetro di quella cascata. Abbiamo gettato dei registri nella corrente e osservato il modo in cui l’acqua ha reagito. Una roccia particolare, a un metro e mezzo di profondità, sembrava essere nascosta dietro il velo, mi riguardava. Urtare una roccia potrebbe far cambiare  pericolosamente la nostra angolazione, ancora altri registri, ci hanno assicurato che si trattava solo di uno spruzzo d’acqua.

Aniol ha chiesto se volevo scendere per  primo, ho esitato, questo era un livello d’acqua al suo flusso più basso assoluto per scendere in sicurezza, che avessi mai guardato con l’intenzione di saltare. Penso che Aniol lo sapesse e prima di tutto ha rinunciato, saltando quel tradizionale gioco di Rock, Paper, Scissors e dandomi l’immenso privilegio di guardare la sua linea. Mentre lo guardavo fluttuare sul labbro obliquo della cascata, vedendo quanto fosse perfetto il suo arco di caduta, capii immediatamente che la mia linea era chiusa a chiave. Sopraffatto dall’ adrenalina, mi sono concentrato sulla mia linea così intensamente che sembrava che tutto il resto sparisse intorno a me. Mentalmente, mi sentivo come se fossi diventato tutt’uno con la cascata, sentendo ogni corrente e caratteristica che portava alla linea perfetta. Mentre uscivo, mi allontanai con calma e tornai con calma al labbro. Nel momento in cui mi sono avvicinato al labbro, ho capito che ero esattamente dove volevo essere. Con la mia pagaia perfettamente posizionata, rimasi neutrale e scorrevo con l’acqua, ho gettato la mia pagaia nella caduta libera e ho preparato il mio corpo all’impatto… quindi ho aspettato.

Ci sono milioni di modi per eseguire una cascata la considero un’arte, ognuno ha il proprio stile e fluidità unici che derivano dalle proprie interpretazioni del flusso dell’acqua e da come prenderlo. Si tratta di prendere ciò che funziona per te e ciò che comprendi e creare il tuo metodo per trovare il percorso di minor resistenza. Cerco di pensare a tutto ciò che faccio dalla soglia delle cascate alla piscina sottostante come un singolare movimento disegnato dall’inizio alla fine. Richiede una combinazione di estrema finezza, concentrazione e potenza che spesso possono essere trascurate. Uso la mia pagaia per controllare la maggior parte della mia angolazione mentre mi avvicino alla soglia, cercando di trovare la velocità e l’equilibrio perfetti. Con la mia lama in corrente, posso fare il minimo movimento per spingere o tirare e regolare l’angolo della mia barca. In una cascata come Mamquam, la soglia ti arriva quasi ad un angolo di 45 gradi. Questo aggiunge qualcosa di più al semplice movimento push-pull, aggiunge un arco meno diretto alla linea, il che mi fa occasionalmente perdere il bordo e incidere anche su di esso. La lama può essere utilizzata per impostare l’angolo iniziale all’ingresso, ma non si ferma qui, un pensiero comune è che la pagaia può essere utile solo alla soglia in cui si trova la più alta concentrazione di flusso. Tuttavia può essere utilizzata per apportare correzioni nella linea a metà strada, oppure, lungo la cadute se giudicata male gli aspetti dell’approccio e dell’ingresso. Significa che puoi sistemarti con un po’ di rete di sicurezza sapendo di avere il controllo del tuo angolo, spingendo o tirando l’acqua nel velo durante la caduta libera. Questo può creare lievi cambiamenti nel tuo slancio e può permetterti di alterare leggermente la tua traiettoria se commetti un errore. Questo è più facile con cascate di volume più elevato dove c’è più acqua per spingere o tirare la lama.

Una volta raggiunto il punto a metà, comincio lentamente a piegarmi verso l’addome. Mi piace chiudere a chiave, rendermi il più piccolo possibile, e prepararmi a saltare sul ponte posteriore del mio kayak. Aiuta a mantenere la posizione del corpo aperta mentre arrivo sul bordo delle cascate, quindi c’è una linea di vista sul pianerottolo e so quando aspettarmi di colpire la piscina sottostante. Ciò dipende in larga misura dall’importanza di essere neutrali e rilassati fino all’adattatore.

Ho il tempo più semplice per impostare la mia linea quando sono in una posizione del corpo calma e neutra rispetto alla mia barca e mi sento più concentrato e in sintonia con il flusso dell’acqua. Quando sono spaventato e teso, divento nervoso e tendo a commettere errori nei miei movimenti facendoli troppo aggressivamente e perdendo la concentrazione e la finezza della mia linea.

Cerco sempre di posizionare il mio corpo leggermente sopra la cabina di pilotaggio, così mi sento centrato o anche un po’ in avanti , rendendo più facile trovare il mio equilibrio e superare il mio arco. Questo riduce al minimo la quantità di movimento necessaria per piegare in modo da non fare un pesante spostamento di quantità di moto e gettare la mia angolazione.


Lachie Carracher

Nel caso in cui la mia barca inizi ad appiattirsi fuori da un colpo, una roccia o una velocità sbagliata, avrò abbastanza peso sulla prua per calpestare i miei piedi e riportarli il più vicino possibile al verticale. Ovviamente non è una situazione ideale su qualcosa di alto in cui si vuole atterrare a 80 o 90 gradi, ma è un bel trucco. Se mi sto appoggiando troppo indietro e provo a calpestare, appiattirò la mia barca ancora di più e esporrò la colonna vertebrale a un impatto pesante e ad un’alta probabilità di infortunio. (Ci sono stato, non lo consiglierei.)

Nell’attimo in cui raggiunsi il fondo di Ram Falls, schiaffeggiai con forza il mio viso nel bordo della cabina di pilotaggio del mio kayak, rompendomi il naso al momento dell’impatto. Ma sono uscito dritto e ho gettato le mie mani in aria. In fondo erano  sei o sette anni di sogni che avevano portato a questo esatto momento.

Dopo pochi minuti, l’adrenalina ha iniziato a svanire e ho davvero iniziato a sentire il mio naso rotto. Eravamo a diverse ore dall’ospedale più vicino. Aniol, da sempre il mentore, aveva infranto il suo in passato  così mi ha aiutato a raddrizzarmi il naso. L’ho afferrato e ho seguito le sue istruzioni fino a quando ho sentito un clic, e dopo due tentativi mi ha detto che sembrava abbastanza dritto, così l’ho definito buono. Non volevo provare di nuovo.

Guardammo in alto il ripido ghiaione che ci stava di fronte. Avevo quasi avuto la paura di farmi uscire dalla mia barca fuori dal canyon mentre stavo remando giù dalle cascate. Era un’escursione abbozzata e non si poteva scivolare, altrimenti, si stava cadendo fino in fondo. Con l’aiuto del nostro amico e alcune corde, alla fine siamo arrivati al top.

C’erano alcune persone intorno al belvedere che ci avevano guardato remare sopra le cascate e ci fissavano come se avessero visto un fantasma. Tutti noi conosciamo le domande che stanno attraversando la loro testa e probabilmente non capiranno mai completamente e va bene così.


Il Messico potrebbe essere il segreto ben custodito

Quando il freddo invernale arriva, saprai quanto può essere snervante Gennaio, se stai cercando di andare in kayak, c’è poco o nulla. Gennaio può sembrare i postumi di una sbornia ritardata della stagione estiva, mi chiedo perché tutti i miei amici sono malati, perché mi sento come se non riuscissi a lasciare il divano. Di solito, trascorro gran parte del mese sognando ad occhi aperti di fuggire. Se in tasca hai poco denaro per scappare all’estero e non hai la possibilità di prenderti una lunga pausa dal lavoro, nessun problema.

Il Messico è la risposta per la tua destinazione

Lo scorso Gennaio ho fatto i miei piani all’ultimo minuto, per recarmi in Messico una decina di giorni. Partito alla volta di Città del Messico, con i miei amici canoisti, Alec Voorhees, Evan Moore, all’arrivo siamo saliti su un autobus locale per recarci a Tlapacoyan, a cinque ore di macchina dalla capitale. E’ impressionante vedere quanto è grande Città del Messico , anche da una finestra dell’autobus, con 8,8 milioni di abitanti, Città del Messico è una delle città più grandi del mondo. La sicurezza in Messico lontano dalle località turistiche ha una reputazione piuttosto terribile nei media. Tuttavia, ben presto abbiamo riscontrato la cordialità dei locali e la loro curiosità, grazie alle nostre grandi barche di plastica.

Campo base a Tlapacoyan

Abbiamo trovato un tassista abbastanza coraggioso, da legare due kayak sul suo minuscolo veicolo. La città di Tlapacoyan si trova nella parte orientale del Messico, ed è un’ottima base di partenza per coloro che desiderano sperimentare i fiumi Alseseca, Filobobos e Jalacingo. Con una popolazione di 100.000 abitanti è una bella città , con un’atmosfera incontaminata e amichevole. Circondato da colline boscose, vi sono molti siti e rovine pre-colombiane.  Siamo arrivati a Tlapacoyan nel mezzo della notte. Con le barche sulle spalle abbiamo cercato l’ostello e base rafting Aventurec dove avremmo trascorso la vacanza.

(1)Godersi la bella vita ad Adventures.          (2) Mais con mayo condita con                                                                                            formaggio

Aventurec si trova alla periferia della città, un punto di riferimento per canoisti, sia per frequentatori annuali che per nuovi arrivati. Immerso nella giungla, questo splendido rifugio rappresenta un luogo rilassante in cui tornare dopo una giornata in fiume. Svegliati dagli uccelli che annunciavano la mattina, ci siamo riempiti di carboidrati  al buffet e via. Con Alec ed Evan, si sono uniti alle due settimane di divertimento gli amici cechi Matej Holub e Petr Civrny. Il nostro piano era di scendere diverse sezioni del Alseseca e Jalacingo, due classici della zona.

La nostra guida il tipo giusto da ingaggiare

(1)Isreal Celis Mesura (guida)                                   (2) School children 

Una settimana prima di volare in Messico, Abbiamo contattato Israel Celis Mesura come guida, cugino del famoso kayaker Rafa Ortiz. Mesura con la sua navetta capiente  è stato indispensabile, non solo nel trasporto, ma fondamentale nel mostrarci delle belle linee sulle soglie delle cascate. Mesura ha fatto da guida a un sacco di troupe intorno alla zona di Tlapacoyan, inclusa la troupe del film di Ortiz  Chasing Niagara. Da Aventurec fino all’ imbarco della sezione Big Banana di Alseseca, ci sono solo 30 minuti, attraversando la vasta campagna e scavalcando la montagna lussureggiante. Il denso fogliame verde delle piantagioni di banane era punteggiato da edifici coloratissimi, il Messico nel suo splendore. Kayak in spalla scendiamo lungo un sentiero che scende nella valle  siamo passati dinanzi ad una scuola. I bambini interessati hanno osservato i nostri Kayaks e il gruppo dei Gringos colorati. Era evidente che questo non era la prima volta per loro, ma probabilmente era più interessante della lezione di matematica.

Messico’s Whitewater la leggendaria Big banana

Lungo il sentiero scivoloso della giungla, ho seguito i miei amici fin giù alla famigerate Big Banana Falls. Il paddler locale Rafa Ortiz e lo spagnolo Aniol Serrasolses sono stati i primi a infrangere la Big Banana Falls da 40 metri nel 2010. All’epoca era la seconda cascata più alta, superata solo da Palouse Falls a Washington. La piscina di Big Banana sotto le cascate deve essere uno dei più belli atterraggi del mondo e appena a valle c’è una rapida salutare. Stupendo in Messico è bel tempo – ironicamente, non è una cosa grandiosa perché i fiumi dipendono dalla pioggia. Gennaio non è il mese più bello per andare in canoa nell’emisfero settentrionale, ma in genere è eccezionale per il Messico. A Novembre inizia la stagione delle piogge intorno a Tlapacoyan ed è caldo umido, la pioggia porta la parte più importante dell’equazione per chiunque desideri divertirsi.

Cascata dei Truchas

I livelli erano perfetti, l’equipaggio ambizioso e Mesura era felice di accontentare il gruppo. Truchas scorre nel canyon di Alseseca, per arrivare all’imbarco richiede una discesa in corda doppia, fin giù al fiume. Una gran fatica arrivare all’imbarco, a monte della sua cascata di 18 metri,  ma nessuno dei ragazzi si è pentito di trascorrere un giorno in questo maestoso canyon a guardare la cascata più bella del Messico.

Due settimane su due fiumi potrebbero sembrare molto, ma la mia mente è rimasta colpita da quante sfumature e sezioni ha solo l’Alseseca. Non lasciarti intimidire dalle grosse cascate che vedi in molti video su YouTube. Se ti piace il tratto  meno peloso, la sezione stradale della Alseseca fornisce la classe IV più. È una breve sezione sulla quale scendono molti kayakisti. Altre discese di classe IV° includono il vicino Jalacingo, che offre una discesa molto varia, eccellente con cascate pulite e alcune caverne infide, nei dintorni c’è il Rio Oro e Filobobos.

Il Messico è pieno di avventura

La gente del posto è amichevole, i tacos sono deliziosi,  l’acqua bianca è ultraterrena, non ci sono molti posti come il Tlapacoyan dove puoi tranquillamente pagaiare in diverse cascate in un giorno.

Finalmente,Gennaio non sembra affatto male.


SEE KAYAK

L’Irlanda e la sua costa settentrionale sono un’ispirazione alla pagaiata e all’avventura, passare sopra le rocce, surf, splendide grotte e calanchi di tutte le forme e dimensioni. Aggiungeteci una pagaia fino a Inishtrahull, l’isola più a nord dell’Irlanda e avrete un posto ideale. I mari della costa settentrionale dell’Irlanda sono alcuni dei paesaggi più dinamici. Il flusso veloce della marea e la direzione  che sfugge a tutti i grafici. Un sacco di caratteristiche costiere per fare rock hop. È uno dei tratti più unici della costa in Irlanda. Quel tipo di ambiente che è un campo da gioco, per alzare i tuoi limiti, indipendentemente da quale sia il motivo che ti porti qui.

Condizioni del Donegal

Una piccola storia laterale. Solo un mese fa, non lontano da dove abbiamo pagaiato (66 km), c’è stato l’evento di windsur  “Red Bull Storm Chase”. Parlando con un windsurfer locale che ha partecipato  (guardando, non partecipando) si riesce a capire cosa c’è dietro i video strabilianti. L’abilità di windsurf è chiaramente evidente, ma lo è anche il lavoro  di supporto per l’evento. Il pilota dell’ elicottero tedesco aveva i nervi dell’acciaio (anche dopo alcune pinte di Guinness).In acqua a sostenere i windsurfisti  c’erano due watermer locali con i jetski. Questa è la risposta alla mia domanda su come sono tornati indietro i windsurf in queste condizioni estreme.

ISKGA Advanced Coastal Guide Training

Ad ogni modo, quello che mi porta a questo viaggio in kayak in mare è la formazione ISKGA Advanced Coastal Guide. Fa parte di un intenso programma, di capire ed evitare incidenti in queste acque difficili, pagaiando con alcuni dei migliori paddlers dell’Irlanda. La formazione comprendeva salvataggi di diversa complessità. Salvare le persone dai calanchi, dalle maree e da tutto il supporto medico che ne consegue. Le nostre mani e le nostre menti erano piene, ma sono comunque riuscito a scattare alcune foto del puro paddle. Ecco un piccolo assaggio di ciò che abbiamo visto.

In mare kayak Inishowen

 Dopo un po’ di “conversazione in classe”  si riesce a  pagaiare, le condizioni in questa parte della costa sono impegnative. La nostra escursione è arrivata  alla Torre di Malin Head, è il punto più a nord dell’Irlanda. Al rientro nel tardo pomeriggio, ci trovammo a guardare i filmati con i nostri bicchieri da birra, nel pub più settentrionale d’Irlanda il “Farren’s. Il giorno dopo siamo partiti da una delle lunghe spiagge sabbiose  della costa appena qualche miglio, praticamente dietro l’angolo, ecco uno stupendo crepaccio fra la scogliera.Più avanti un altro angolo e trovi  una grotta, che porta a un altro crepaccio. Un labirinto d’insenature infinito, le ore volano come minuti. L’ultimo giorno di turismo costiero, abbiamo avuto condizioni più piccanti.

Ciaran  mostra le sue abilità.

Pagaiare verso l’isola di Inishtrahull ” con mare lungo, su e giù come in una giostra. Nel finale della traversata abbiamo avuto un discreto flusso di marea. Una volta sull’isola, abbiamo allestito il campo, ho raccolto alcuni legni per il fuoco …e sistemiamo i teli per la notte.Mentre stavamo preparando il cibo per la cena, spruzzi di onde lontane si mescolarono a suoni ululanti di decine di foche che si agitavano sulle rocce vicine. Non so se questo ha ispirato storie di fate (presumibilmente lo ha fatto). Siamo stati molto fortunati con  il tempo, Non una nuvola nel cielo.

Camminando attorno a Inishtrahull, non puoi sfuggire a questa strana atmosfera meditativa, non ci sono alberi in vista, le rocce sembrano lettere di un alfabeto dimenticato. I gabbiani vanno alla deriva sulle termiche e le colline irlandesi della terraferma decorano lo sfondo. Sotto i tuoi piedi, l’erba morbida assorbe i tuoi passi, si notano due linee di un veicolo a quattro ruote lasciate  molto tempo fa. Tutto intorno ci sono letteralmente centinaia di buchi nel terreno, lepri che fanno capolino. Dove guardi, lepri che scappano dalla vista appena le vedi. Sulla costa, le foche riposano sulle rocce coperte di alghe.

Il giorno dopo, il colore è tornato. Torniamo sulla terraferma verso le isole Garvan. Lungo la scogliera esploriamo un labirinto d’insenature…. per  poi trovare una piccola spiaggia e un paio di foche, un posto davvero magico.  


AVVENTURA PERICOLOSA

Una lezione che tutti noi possiamo vivere
Sean Danielson è un uomo fortunato.
Un pescatore in kayak, dopo quasi tre ore nelle acque gelide della baia di Chesapeake, era ipotermico e quasi incosciente. Il sole era appena tramontato e se Lana Lohe non avesse abbassato la telecamera in quell’istante e avesse colto l’insolita striscia verde con la coda dell’occhio, allora Sean Danielson sarebbe sicuramente morto quella sera di Aprile. Dopo 18 giorni di navigazione dalle Bahamas Il solo fatto che Lohe e suo marito Robert siano passati in quel punto in quel momento, è stata una straordinaria coincidenza, un miracolo, qualcuno direbbe. Dopotutto, la loro era l’unica barca che Danielson aveva visto tutto il giorno. Sean Danielson è davvero un uomo fortunato, ma c’è molto di più nella storia del suo capovolgimento e un salvataggio di fortuna, o l’eroismo quotidiano di chi lo ha tirato fuori dalle gelide acque della baia. E, come molte cose nella vita, è iniziato con un piccolo consiglio paterno. Danielson è cresciuto pescando con suo padre e quando si è trasferito a casa nel Connecticut per aiutare suo padre dopo la rottura di un fianco, hanno ripreso da dove avevano lasciato. Spesso pescavano dai kayak e in quei caldi giorni estivi in cui Danielson si sarebbe tolto il giubbotto di salvataggio e l’avrebbe sistemato dietro il sedile, suo padre l’avrebbe gentilmente tollerato. “Voglio dire, eravamo a 100 metri dalla riva, e il lago era come un vetro”, dice Danielson. “Ma ha sempre detto, ‘Sean, quel kayak non è molto vivace. Sai che dovresti continuare a indossare quel giubbotto di salvataggio. “
La lezione ebbe termine quando Danielson si trasferì nel Maryland e iniziò a pescare nelle acque a volte turbolente di Chesapeake Bay, non mancò mai di indossare il giubbotto di salvataggio. Mentre la stagione dei Stripes Bass si avvicinava nella primavera del 2018, divenne una vera ossessione, leggendo libri, con gli anziani con cui ha parlato danno tutti lo stesso consiglio: Fish the drop-off, dove la profondità va da circa 3 a 12 metri, ecco dove sono gli stripers. Comprò uno scandaglio di profondità e un Sabato di Aprile si recò nella baia per quelle che sembravano miglia, pensò di aver pagaiato per tutta la baia. In realtà, non era andato abbastanza lontano, non ha trovato la linea di profondità. Quel Mercoledì ci riprovò, scese in acqua verso le tre del pomeriggio andando verso est. Questa volta non ha detto a nessuno dove stava andando, vestito con un paio di jeans e una maglietta a maniche lunghe sotto il giubbotto di salvataggio. Era abbastanza a suo agio, una temperatura sui 13 °, impiegò alcuni minuti per trovare il suo ritmo di pagaiata nella baia un po’ agitata. “All’inizio traballante, ma ho imparato a rilassarmi, a mantenere il mio centro di gravità basso adattandomi ‘,” dice. Era a circa due miglia fuori quando l’onda lo colse. “Non l’ho vista”, dice, “non c’è stato nessun avvertimento, solo una grande ondata che veniva dal lato e mi ha rotolato sopra. È successo all’istante e all’improvviso sono finito in acqua. “

Da quel momento, l’orologio stava contando.
Grazie al suo giubbotto di salvataggio non rischiava di annegare, che è la causa principale delle morti in kayak. Ma la prossima causa più comune di morte di kayak è l’ipotermia. In acqua a 11 gradi, un uomo sano delle dimensioni di Danielson può aspettarsi di sopravvivere da una a tre ore. È una scienza inesatta, ma sul tramonto del sole non c’era alcuna incertezza, scende sotto l’orizzonte in meno di tre ore, perdendo tutte le speranze di salvataggio.
Danielson ha fatto il punto della situazione.
“Mi ricordo perfettamente mi son detto di stare calmo. Mi sono detto, ‘Va tutto bene. Capovolgi il kayak e torna sopra. ” ” Ma quando ha sistemato il kayak, era completamente zuppo d’acqua, stava pagaiando su un Old Town Vapor 10, un kayak sit-inside di 3 metri. Un kayaker ragionevolmente atletico può arrampicarsi a bordo di un kayak sit-on-top dopo un capovolgimento, e con la pratica è possibile rimontare anche un kayak sit-inside se è dotato di paratie che dividono lo scafo in compartimenti stagni separati. Il compito è quasi impossibile in un kayak come quello di Danielson, un sit-in senza paratie.

“L’ho capovolto ed era così pieno d’acqua che si è ribaltato di nuovo. Ho continuato a girarlo di nuovo e ancora e ancora. Ho provato sedendomi sulla chiglia “, dice, ” ho capito che questo non funzionava.” Ha guardato l’orizzonte per vedere se vi erano barche, ma nulla non ne ha viste, peggio ancora nessuno sapeva che era là fuori. Pensò di lasciare il kayak e di nuotare verso la riva, ma decise che restare con il kayak gli dava la migliore possibilità di essere visto, e farsi vedere era la sua migliore possibilità di sopravvivenza. Realisticamente, era la sua unica possibilità.
“All’inizio, mi sono detto che non morirò nella baia di Chesapeake. Non succederà mai “, dice. Per più di due ore, mentre il sole seguiva l’orizzonte, continuava a cercare di raddrizzare il kayak. Provò a cavalcare lo scafo rovesciato, ma non riuscì a mantenere l’equilibrio. La baia era completamente vuota, fatta eccezione per le navi portacontainer che spuntavano dal canale di spedizione. Erano lontani da Danielson come la spiaggia, a circa due miglia di distanza, ma continuava a salutare con la mano il fischietto di plastica arancione fissato al suo giubbotto di salvataggio. “Col passare del tempo stavo diventando più freddo”, dice. “Mi stavo stancando, non ho intenzione di morire non senza provare. “
Quella sera stessa, Lana e Robert Lohe stavano guidando verso nord nel loro Catalina 36 Our Diamond. Avevano trascorso i sei mesi precedenti vivendo a bordo della barca a vela di 36 piedi alle Bahamas. Ora, dopo 18 giorni di viaggio sull’Intracoastal Waterway, erano a malapena a un’ora dalla loro casa di Annapolis. “Stavamo riflettendo su quale meraviglioso viaggio avessimo fatto e stavo scattando foto del tramonto – era un bel tramonto e proprio quando mi stavo preparando a mettere giù la fotocamera ho visto qualcosa”, dice Lana Lohe . Pensò che sembrava un pezzo di moquette, a Robert sembrava una macchia di alghe, ma quando guardò di nuovo con il binocolo vide un braccio muoversi. “Ho detto a Robert,” penso che ci sia qualcuno nell’acqua, oh mio Dio, c’è qualcuno nell’acqua. Giriamo! Andiamo! ‘”, ricorda ora potevano sentire il fischio di Danielson e vedere che la macchia di colore non era un tappeto o delle alghe! Era un kayak rovesciato.

La coppia andò immediatamente verso il naufrago, il nostro diamante era a motore, ma anche senza vele è stata dura, ci sono voluti alcuni passaggi per ottenere una linea per raggiungere Danielson. Robert riesce ad afferrare la sua mano, aiutarlo e tirarlo sulla poppa della nave. Successivamente ha fatto una chiamata radio su VHF Channel 16: “Mayday! Mayday! Mayday! Questa è la nave a vela Our Diamond…”.
La guardia costiera rispose all’istante, mentre Robert riferiva la sua posizione e la natura dell’emergenza, Danielson aveva troppo freddo per muoversi, Lana lo avvolse in una coperta di pile. Era al sicuro per il momento, ma ancora pericolosamente ipotermico, Aveva bisogno di andare in ospedale e in fretta. Nel momento in cui il capitano Bill Walls udì la chiamata del Mayday, puntò la sua barca verso l’unica barca a vela in vista. Mentre si avvicinava chiamò Robert sul VHF, chiedendo se poteva andargli incontro, Robert rispose affermativo, Il nostro diamond fa circa 15 km/h. il motoscafo di Walls è quasi quattro volte più veloce e il tempo è stato essenziale. Decisero di trasferire Danielson sulla barca più veloce, un’impresa che richiedeva non poca forza e abilità . Portarono le barche da poppa a poppa, e Lana gestiva la manovra, il suo compagno Mark Marra e Robert Lohe, passarono il semicosciente Danielson nel motoscafo.
“Normalmente non corro con una barca così difficile, sapevo che c’era bisogno di aiuto e in fretta”, dice Walls. Danielson era “viola rossastro” e cadeva dentro e fuori dalla coscienza. Marra gli ha sfilato i vestiti bagnati e fatto indossare vestiti asciutti, poi lo ha trattenuto a parlare. Ogni volta che Danielson iniziava ad andarsene, Marra gli schiaffeggiava le guance, le spalle, le gambe,continuò a scherzare. “Gli abbiamo chiesto cosa stesse facendo qui e ha detto “pesca”, dice Walls. “Quindi gli abbiamo chiesto se avesse preso qualcosa.” Mentre correvano verso la costa, Walls e Robert prendevano accordi via radio, a River Marina era già buio e il porto era pieno di luci lampeggianti. Danielson è stato ricoverato in ospedale con una temperatura corporea interna di 80 gradi, nei giorni a venire ha recuperato completamente. Ha persino comprato un nuovo kayak da pesca questa volta un sit-on-top per pescare il persico trota nelle acque interne.
Quindi sì, Sean Danielson è davvero un uomo fortunato.
Se hai letto concentrato, potresti stilare una lista di controllo delle regole cardinali sulla sicurezza che Danielson ha ignorato o forse nemmeno sapeva. Non era vestito per l’immersione in acqua fredda, cioè indossava semplici abiti, non una muta in neoprene ne stagna . Ha pagaiato da solo e non ha detto a nessuno dove stava andando. Gli mancava esperienza in mare aperto e il suo kayak, per dirla con carità, era poco meglio di un biliardo. Ma purtroppo, molti kayakisti hanno fatto le stesse scelte e spesso, quindi, anche se Sean Danielson è un uomo fortunato, non è insolito. Ognuno di noi potrebbe trovarsi al suo posto o in quello delle persone che gli hanno salvato la vita. Se lo facciamo, possiamo solo sperare di rispondere con la determinazione di Danielson, o l’altruismo dei suoi soccorritori. Walls dice che chiunque avrebbe fatto lo stesso con le sue scarpe. “È la regola d’oro. Tratti le persone come vuoi essere trattato e li aiuti nei momenti di bisogno “. Alla fine, è per questo che Danielson ha accettato di sedersi davanti a una macchina fotografica e di raccontare la sua storia. Per tutte le cose che ha sbagliato, quella che ha avuto ragione è che indossava il giubbotto di salvataggio! – Una lezione che tutti noi possiamo vivere.