News di Marzo


                                                               Notizie,analisi,documenti sul nostro club e sul mondo della canoa a cura     di  Arnaldo Croccolino

 


 

INFO CLUB

Fogheraccia nel segno della tradizione
Non è bello interrompere una tradizione! Lo diceva anche Nerone che porta s…. Per cui quello che per usanza è il nostro primo appuntamento social dell’anno… noi ci saremo. Alle porte della primavera, Lunedì 18 Marzo 2019 alle ore 20 presso la nuova sede in V.Labriola n°5 in occasione della tradizionale fogheraccia tutti i soci, parenti e amici, sono invitati.
Menu della serata:
spaghettata, porchettata, piadinata, insalata, vino, acqua e caffè. Costo €10
Sono graditi dolcetti, prenotazione obbligatoria.

25 Aprile 2019 Gita al Conero
La nostra escursione parte dalla baia di Portonovo una località dove rimane semplice arrivare con le auto, scaricare i kayak e imbarcarsi. Una spiaggetta incantevole, si parte verso sud, per tutto il tragitto si gode la splendida e maestosa immagine delle scogliere del M. Conero, dopo aver percorso poche miglia si arriva allo scoglio “Le Due Sorelle” breve sosta sulla spiaggia e rientro. Partenza ore 7 dalla sede di V. Labriola, pranzo al sacco, rientro a Rimini previsto per le ore 19
Tutte le info Donati Ugo cell. 3336479852

 

 

 

 

A volte è difficile iniziare

corsi base di kayak in piscina
Al via le iscrizioni per il corso base di kayak in piscina, il corso è adatto a chiunque voglia avvicinarsi allo sport della canoa/kayak, per chi è completamente profano e per chi ha già un minimo di esperienza (autodidatti).Vengono insegnate le corrette tecniche di base per la conduzione e l’equilibrio; fornite le informazioni sulle attrezzature, sicurezza in acqua e meteo, adeguatezza dell’abbigliamento nelle varie stagioni. Sono previste due lezioni di tre ore ciascuna e possono parteciparvi persone singole o in gruppo, per un massimo di tre iscritti a corso
Responsabile corsi  Thomas Frani  Cell.349 2365048                                  Mail frani.thomass@gmail.com

 

 

 

 

 

 

 

Promemoria tesseramento 2019
Buon anno a tutti, è partita la nuova campagna di tesseramento, è possibile sottoscrivere o rinnovare l’iscrizione al C.C.R. per l’anno 2019. Come sappiamo, per fare attività sportiva presso un’associazione iscritta, nel nostro caso alla F.I.C.K / C.O.N.I. è necessario presentare: un certificato medico non scaduto e almeno una volta il certificato di un Elettrocardiogramma per attività non agonistica. Per coloro che hanno superato il 60°anno di età l’ ECG deve essere rinnovato ogni anno. Per ovvi motivi ai soci che non hanno rinnovato la tessera, scatta il divieto di svolgere in assoluto attività sportiva in ogni luogo in nome del Canoa Club Rimini, perdono il diritto di svolgere attività agonistica, non possono utilizzare le strutture e le attrezzature. Il versamento in ritardo della quota non esenta il pagamento dell’intera annualità.

RADUNI

 

 

 

8 Marzo 2019 Raduno di primavera Fict sul fiume Vara      per Tutti
Organizza Canoa Club Cagnacci Bagnati in collaborazione con F.I.K.T.
Programma
Venerdì 8 alla sera grigliata pre raduno..
Sabato 9 discesa sul tratto classico ore 12 e cena tutti insieme…
Domenica 10 discesa ore 10 sul tratto intermedio, alle ore 12 sul tratto classico
Domenica 10 ore 15.estrazione lotteria
Info cel 3271088219

 

 

13 Marzo 2019 Competizione L’Amsterdam Waterland Marathon  gara
Organizza Kanovereniging Viking
L’Amsterdam Waterland Marathon è una gara internazionale di canoa in cui i grandi campioni e i canoisti che fanno turismo combattono per l’onore di vincere la più antica e più grande maratona di canoa olandese. La maratona di Amsterdam Waterland è stata organizzata per 47 anni. La gara è uno degli eventi principali unici nel circuito internazionale. Lo spettacolo è garantito, la corsa consiste in una partenza di tipo Le Mans e due trasbordi impegnativi. I trasbordi nella maratona garantiscono sempre una gara spettacolare.

 

Due diverse partenze.
La partenza della gara di 24 chilometri per tutti: giovani, attempati, donne, uomini e istruttori inizia al canale North-Hollands che si trova a circa 2 km dalla sede del club Viking, ed avrà luogo alle 13:00.
La partenza è nei pressi della ciclabile Slochterweg – Amsterdam, non sono ammessi veicoli motorizzati su una pista ciclabile, divieto di transito e di sosta
E’ consigliabile per i partecipanti di essere alla partenza intorno alle 12:30.
Per gli juniors donne e junior uomini iniziano nella città di Monnickendam a circa 7 km più avanti dal punto di partenza.
Dal canoa club il trasporto delle canoe fino alla partenza è limitata, c’è un carrello rimorchio per le barche e un pulmino (max 8 persone).
Essendo limitata la nostra capacità, si prega di arrivare con il proprio mezzo di trasporto alla partenza (indirizzo) Kloosterdijk 2, Monnickendam
Info: facebook Kanovereniging Viking

 

30 Marzo 2019 Raduno sul torrente Scoltenna   per Intermedi
Organizza C.C.BO in collaborazione con Canoa club “A.S.S.I.” AquaSport Santerno Imola
Fiume dell’Appennino Modenese, il ritrovo del raduno è in località Pian della Valle (MO).Cena convenzionata con specialità emiliane, festa con dee jay e lotteria finale.
Sabato discesa tratto intermedio imbarco a Pian della Valle
Domenica discesa tratto intermedio imbarco a Pian della Valle
Domenica discesa delle gole con rilascio dell’acqua dall’invaso

 

 

 

TURISMO FLUVIALE

 

L’Arco di trionfo dei canoisti

Da Vallon Pont d’Arc a Chames è probabilmente la tappa più frequentata dell’Ardèche, non c’è da stupirsi, lungo questo tratto di fiume c’è il leggendario “Pont d’Arc.”
Nei pressi dell’imbarco a Ardèche da Vallon, si possono trovare innumerevoli compagnie di noleggio di barche. Il tratto fino a Chames è una discesa breve ma bella, non serve una gran preparazione. Poco dopo l’imbarco, il fiume si restringe formando pareti sempre più ripide,sulle sponde s’incontrano diversi campeggi, a sinistra grandi con servizi di lusso, riva destra piccoli con più alberi e natura. Immediatamente dopo la gola della Ibie, spesso senz’acqua, scorre l’Ardèche nella “Rapide du Mézelet” su una roccia liscia e levigata. Con poca acqua, i passaggi sono stretti e poco profondi, sulla destra, la fonte “Source du Boeuf” sgorga dalle rocce, accanto ad essa si trova la pittoresca spiaggia del campeggio “Le Pequelet”. Se si guarda in alto a sinistra è possibile vedere la strada D290 scavata nella roccia. Poco più avanti di fronte a noi, si trova un’enorme masso, proprio come se fosse stato gettato in fiume “Rocher de Cayre Creyt”. Levigata dalle potenti inondazioni, annuncia le tre rapide più facili, lunghe solo poche centinaia di metri. Dopodiché, la riva diventa una sponda scoscesa, le scogliere calano dolcemente oltre 200 metri dal massiccio del Dévès de Virac verso il fiume.

Nella foresta di arbusti a bassa crescita, alta circa cinque metri, si nascondono piccoli sentieri, conducono a portali di roccia, vecchi rifugi e grotte, tra cui l’incredibile grotta scoperta nel 1996 “de la Bodine”. Poi il fiume gira a sinistra e ci troviamo di fronte a un’isola fluviale, si raggiunge la “Rapide des Branches”. Il percorso tra le quattro piccole rocce è complicato e, a seconda del livello, non è pericoloso. Poco dopo torna tranquillo, ma già alla fine dell’isola di ciottoli ci attendono le rapide più difficili dell’intera bassa Ardèche: il “Carlo Magno”. L’acqua scorre qui tra parecchie rocce, si riduce in un canale largo appena tre metri, scorre con impeto in un catino. Se prendi il centro del flusso e poi oltrepassi le isole rocciose, difficilmente avrai problemi. Salvo qualche barca che s’incastra ostruendo il passaggio e formino i cosiddetti “bouchon” – tappi di sughero, dove l’acqua gira a spirale riportandoti in corrente, molti canoisti inesperti si lasciano catturare dalla corrente facendo il bagno. Questi bagni, che non sono molto rari, sono seguiti con grande entusiasmo dai numerosi bagnanti sulla riva sinistra del fiume.

Subito dopo, ci troviamo di fronte alla meraviglia naturale dell’arco di roccia del Pont d’Arc. La sua apertura è larga 59 metri e alta 34 metri, è il punto di riferimento più famoso della regione. È nato circa un milione di anni fa, quando l’Ardèche sfondò un grande meandro nel punto più stretto e prosciugò l’ex alveo del Cirque d’Estre. Si sbarca sulla riva sinistra nei pressi del villaggio Chames.
Informazioni utili:
Percorso: Gorges de l’Ardèche – Vallon-Pont-d’Arc fino a Chames mini discesa di 6 km, WW I°-II°
Livello dell’acqua:
Livello del colore al punto d’imbarco a Vallon-Pont-d’Arc fino alla foce:
rosso (più di 2,5 m): Da evitare
rosso (1,3-2,5 m): solo per canoisti esperti
arancione (0,8-1,3 m): per canoisti intermedi
verde (meno di 0,8 m): discesa per tutti
Consigli per il campeggio a Vallon: Camping de l’Ile, Percorsi delle gole dell’Ardèche, Tel. +33 (0) 475 88 05 44, www.camping-delile.com
Noleggio barche / servizio navetta: numerosi noleggi in loco. Con alcuni di loro è anche possibile prenotare un servizio navetta per la gola in anticipo, anche se si viaggia con le proprie barche. Info. Office de Tourisme Vallon-Pont-d’Arc, 1, Pôle de la gare Routière, Tel +33 (0) 428 91 24 10, www.vallon-pont-darc.com, www.ardeche.com/de , www.ardecheinfo.de

AVVENTURA

Nel profondo del  Territorio della guerriglia, Rio Guabo e Guiza

Ho ricevuto un po ‘di domande su questo articolo, per favore capisco che questa è la MIA interpretazione della situazione. Tutti quelli che incontriamo in quest’area sono estremamente cordiali e spero di tornare in questa incredibile comunità.

Valutazione del rischio
Nel corso degli anni l’ho fatto molto. Cercare di capire quale sia il livello di rischio che vale la ricompensa, è una costante nella mia vita. Affrontare l’acqua bianca è relativamente facile, puoi vedere i pericoli. Trattare con guerriglieri e militari corrotti è completamente diverso. Ognuno diventa sospetto e il livello di tensione aumenta rapidamente.

Due compagni di canoa ed io abbiamo fatto le valigie per un viaggio in autobus di sedici ore verso la città di Pasto. Alla stazione degli autobus avevamo appuntamento con un conoscente locale, eravamo felici d’ incontrare questa persona che stava avviando un’attività turistica in città.

 

L’obiettivo del nostro viaggio era in direzione della piccola città di Piedrancha e pagaiare sul Rio Guabo e Guiza. Gli altri due paddlers erano stati nella zona l’anno precedente e ne avevano parlato molto bene dei fiumi. C’era anche un misterioso canyon a valle che non avevano ancora esplorato. Su Google Earth il canyon sembrava ripido e molto impegnativo.
Territorio della guerriglia
C’era solo un piccolo grande problema, è che Piedrancha si trova nel bel mezzo del territorio controllato dalla Guerriglia. Mentre organizzavamo il trasporto, i locali di Pasto ci chiedevano perché volevamo andare in un posto così pericoloso. Ci è voluto un po ‘di tempo per trovare un autista che ci portasse nell’area, alla fine si presentò un autista, si chiamava Milton e fu disposto a portarci nel territorio della Guerriglia.
Corrompere i militari

Sulla strada per Piedrancha, i check point militari aumentavano rapidamente. È stato in uno di questi che il nostro camion è stato fermato. I militari hanno controllato le nostre barche e tutto quello che potevano, stavano cercando una bustarella. Il cuore mi batteva forte, mentre ero circondato da adolescenti con mitragliatrici, alla ricerca di un po ‘di soldi. Ci è voluto del tempo perché questo si evidenziasse, ma alla fine il denaro è uscito. Abbiamo pagato i militari così siamo stati in grado di continuare per la nostra strada. All’arrivo a Piedrancha ci siamo incontrati con il dentista locale, Eduardo, che parla fluentemente l’inglese. Siamo usciti con lui la sera, parlando di logistica, guerriglieri e scherzi – tutto in compagnia di una birra e ascoltando il suo vecchio giradischi. Alla sera siamo andatipin centro per mangiare un boccone. Abbiamo trovato un posto che serve una versione interessante di hamburger e abbiamo iniziato a chiacchierare con la gente del posto. La luna stava sorgendo brillantemente sopra la città, così ho camminato un po’per fare qualche foto. Ho subito notato un puntatore laser su di me, Per fortuna erano i militari, e dopo un rapido controllo mi hanno lasciato andare. Dopo due interessanti incontri con i militari, tutto quello che volevo fare era trovare un posto sicuro in cui passare la serata. La mattina dopo ci siamo svegliati nella bellissima cittadina di montagna e siamo andati a fare colazione. Il nostro amico del posto aveva organizzato un incontro con uno dei suoi amici d’infanzia, Evan, Evan ha un’influenza considerevole nell’area. Dopo aver promesso ad Evan che non eravamo coinvolti politicamente, non eravamo membri della Farc (organizzazione guerrigliera), e tutto ciò che volevamo veramente fare era andare in kayak, così ci ha aiutato a incontrare i due sindaci locali.

 

 


Stringere la mano al Sindaco
L’incontro con i sindaci (Giavanny Melo e Eder Burgoswas) è stato interessante. Non ho mai saltato attraverso così tanti cerchi per pagaiare in un fiume. Ci siamo stretti la mano e ancora una volta abbiamo promesso che non eravamo lì per affari loschi. Entrambi i sindaci, erano più che amichevoli e ci hanno dato l’autorizzazione a pagaiare in fiume. Hanno anche firmato un documento / nota che abbiamo chiamato “uscita di prigione”. Giavanny ha fatto un ulteriore favore e ci ha fornito il suo camion personale compreso di autista. Il trasporto è stato curato, siamo stati entusiasti.
DRAGONS! adesso siamo nel territorio dell’organizzazione Farc
Abbiamo iniziato a esplorare il fiume, sembrava fantastico, grandi massi di granito con abbastanza acqua da navigare senza essere troppo invadenti. Mentre esploravamo il fiume, l’influenza della Guerriglia diventava sempre più visibile, “Farc” è stato dipinto a spruzzo sulle case. Abbiamo chiacchierato con gente del posto sul canyon inferiore e tutti avevano una versione diversa. Era lungo dodici chilometri – non c’erano 2 chilometri. Ci sono cascate … sparisce tutto fra le rocce … serpenti … Guerriglieri … campi di coca … DRAGHI! Beh, forse non i draghi, ma la risposta che abbiamo ottenuto era un modo per rispondere, specialmente dopo aver posto la domanda successiva “l’hai visto” … “Beh, no, non puoi vedere lì dentro”.


Il nostro tempo stava scadendo. Parte del nostro accordo con Giavanny era che avremmo fatto un’apparizione in pubblico davanti alla cittadinanza. Parlare del perché noi (i pazzi gringos), di come la loro città e il loro fiume fosse così tanto bello. Finendo il nostro breve discorso, abbiamo visto tremolare in cielo migliaia di mani, firmato autografi, tenuto bambini e un centinaio di foto … siamo stati trattati come delle rockstar!

Zona esplosiva
Tornammo al camioncino e ci dirigemmo verso una fattoria di famiglia, che si trovava a poche miglia di distanza e adiacente al fiume. All’arrivo sulla proprietà, l’unica cosa che sporgeva come un pollice dolente era un oleodotto. L’oleodotto trasporta petrolio dalle terre pianeggianti inferiori alla costa occidentale per essere esportato. Uno dei locali ha poi sottolineato che questa è una delle cose a cui i guerriglieri sono molto contrari. Si scopre che i guerriglieri sono in parte eco-terroristi. Si sono opposti al prelievo delle risorse naturali del paese, specialmente quando la gente del posto non viene rimborsata finanziariamente per le perdite. Abbiamo camminato lungo la tubazione per un paio di minuti e abbiamo notato una grande radura di fronte a noi. “È lì che l’ hanno fatto esplodere”, ha detto.


I Guerriglieri avevano fatto saltare in aria la linea, il oleodotto era stato riparato, uno del posto ha detto che probabilmente non sarebbe passato molto prima che accadesse di nuovo.
Il giorno dopo ci siamo svegliati e ancora una volta siamo andati a fare colazione, questa volta abbiamo mangiato con il sindaco Giavanny Melo. Era tutto un sorriso, entusiasta del fatto che eravamo lì e che non avevamo troppa paura dei guerriglieri e della reputazione dell’area. Finita la colazione abbiamo caricato le nostre barche sul camion del sindaco. Era finalmente giunto il momento di andare a pagaiare. Il piano consisteva nel scendere diversi tratti, in parte un passaggio attraverso le aree della città e placare i curiosi locali, il resto discese mai eseguite alcune di prima mondiale.


Finalmente sul fiume
In fiume abbiamo pagaiato davvero bene, una distesa di macigni divertenti e levigati. Eravamo dentro e fuori dal camion, saltando i tratti che avevamo disceso l’anno prima. Ad ogni ponte s’incontrava la gente del posto, facendo centinaia di foto e strette di mano.


A metà giornata ci siamo fermati su un altro ponte, e gli abitanti del posto si sono accalcati attorno a noi. Le macchine fotografiche lampeggiavano, i bambini salivano sui kayak e ogni donna dai 6 ai 60 si avvicinava per un abbraccio e una foto. Uno di noi è diventato subito una celebrità dopo aver dato un paio di baci sulla guancia. La cosa migliore era che uno degli agricoltori locali aveva portato della birra locale (Gurappo), questa roba era deliziosa e decisamente potente. Dopo alcune centinaia di foto e qualche sorso di Gurappo ci siamo voltati e abbiamo continuato verso valle.
Il fiume ha continuato a correre tranquillo, rapidamente abbiamo fatto miglia, fino a quando siamo stati salutati e fermati dalla famiglia Florez, ci hanno offerto pancetta di maiale, succo di frutta e la loro figlia. Sorrisi, alti cinque dita e giù foto e foto.

Nel primo pomeriggio siamo arrivati alla rapida più grande della giornata, dal nostro punto d’ osservazione sembrava che tutta l’acqua si muovesse verso sinistra contro un alto muro verticale e cadesse in un paio di grandi rapide. Ho pensato che fossero abbastanza praticabili, caricato parto ,il primo buco principale era grande, ho preso un colpo enorme e mi sono trovato a stento giusto sul lato posteriore del punto di ebollizione. Il resto della rapida era piuttosto turbolenta e mi sono fermato prima di prendere un altro vortice. Ho provato di dare agli altri alcuni segnali con la mano e impostare la sicurezza; era grande il successivo marinaio, caricò e prese una linea dura a destra, attraversò il buco senza intoppi. Le sue prime parole in morta furono: “Maledizione quel buco è GRANDE”.

L’ ultimo canoista fece sussultare il retro del gruppo e cercò di riprendere la rapida, non ha funzionato, ed è finito per prendere un grosso buco. La cosa è stata diciamo come una sessione da rodeo importante, lo ha bloccato lì per un po’ e poi ha stappato abbandonando la nave. La nuotata era brutale, la sporgenza dopo era vicina la corrente lo trascinava a valle. Quando lo abbiamo preso, era completamente esausto e non riusciva nemmeno a tenersi alle nostre maniglie, faticosamente siamo arrivati a riva. Gli ho chiesto se stava bene e lui ha risposto lentamente e debolmente con “I think so?”. Una volta al sicuro a terra, io e l’altro andammo verso l’ignoto a dare la caccia alla canoa e pagaia.

Cose da ricordare … Sacche di galleggiamento e pratica della corda di lancio.
Sfortunatamente, il nostro amico non aveva le sacche galleggianti nella sua barca e il recupero ha richiesto molto tempo. Dopo aver immobilizzato il suo kayak, mi ci sono voluti tre brutti lanci per attaccarlo al moschettone per far salire la barca a riva.

 

 

Guiza è il migliore
Vai a tirare la tua corda!
Abbiamo pulito il melo, senza energie abbiamo concluso la giornata e siamo stati piuttosto contenti di avere delle nuove discese da fare e un ottimo rapporto con la gente del posto. Abbiamo indossato panni asciutti e saliti ancora una volta nel camion del sindaco, questa volta cotti e stremati con tre kayak per un viaggio di tre ore fino a Pasto. Detto ciò, questa è una parte bella e relativamente pericolosa del paese. Parlare con i sindaci potrebbe essere il modo migliore per garantire una visita più sicura e la cooperazione locale. L’intera rete fluviale sembra fantastica. La sezione canyon è ancora piena di draghi e ha bisogno di una ciurma per ucciderli … Voglio entrare!
un’altra avventura di Chris Baer

 

PAGINA https://www.redbull.com/int-en/ladakh-project-nouria-newman-kayaks-india-rivers-interactive-story

VIDEO https://www.youtube.com/watch?v=Z_O2_M1E7e4



Nouria Newman possiede un’abilità sorprendente di giocare su acque bianche con una sete infinita di scoprire nuovi orizzonti. Nouria a metà Dicembre è partita per l’ India, obiettivo prendersi qualche soddisfazione in kayak. Aveva già sentito parlare di Zanskar e della parte inferiore dell’Indo, due luoghi famosi in tutto il mondo. partendo da Zanskar, poi si è diretta verso l’Indo e ha attraversando luoghi bellissimi dell’India, un bel da fare, una questione di sopravvivenza con situazioni molto pericolose, sia nei fiumi che in terra.

Questa è la storia dell’avventura in solitaria di Nouria Newman nella regione del Ladakh in India. E’ la seconda volta che visito l’India, l’anno scorso per una gara chiamata “Malabar River Fest”, nello stato meridionale del Kerala. Quest’anno la mia speranza era quella di fare discese sui fiumi meridionali dell’India, ma a causa delle inondazioni e delle difficoltà burocratiche, di fatto è stato impossibile.
Detto questo, ho fatto un ragionamento : se ora torno in Francia, dopo questa delusione, non tornerò mai più. Ho deciso di rimanere più a lungo ma dirigendomi verso nord, avevo già sentito parlare di Zanskar e della parte inferiore dell’Indo, entrambi famosi in tutto il mondo. Questo è stato sufficiente per motivarmi, le immagini su Google sono così accattivanti, che ho deciso che dovevo solo farlo; inoltre i fiumi sembravano fattibili per un viaggio in solitaria.
Il mio amico e il suo socio conoscono bene l’area, mi hanno aiutato molto con la logistica, il viaggio in auto e con i permessi. In quest’area del Ladakh, hai bisogno di permessi speciali per andare in fiume. Nel frattempo, mi sono concentrata sull’area, quindi… ho studiato mappe altimetriche, internet, Google Earth. Tutti sono stati utili, tranne che i livelli sulla mappa cartacea che ho acquistato in Ladakh erano completamente sbagliati! Invece per quanto riguarda la sicurezza, era normale come al solito … tranne che ero da sola! avevo due amici indiani che mi supportavano a terra. In caso di bisogno, erano il mio contatto, altrimenti, avrei dovuto chiamare mia madre.
Inizio
Zanskar è un classico, un fiume conosciuto da molti kayakisti, questa volta però c’era un’enorme quantità d’acqua. Normalmente, è un fiume che la gente scende più avanti nella stagione. Ma quando ho raggiunto il fiume Indo, beh, è stato davvero enorme.
La prima parte del fiume doveva essere facile. Il mio amico mi ha anche detto: “È un livello di Classe 3°!” Nel mezzo però c’è da fare un trasbordo

 


Il primo giorno della discesa l’ho gestito bene, ma il secondo giorno, sullo Zanskar, la portata era sempre sostenuta, in un tratto sono arrivata un po’ molto veloce … li ho capito che era grande. Sapevo di poterlo fare, mi son detta: “Dai, ci riesco!” Tranne che ho perso una piccola mossa, sono andata fuori linea rimanendo bloccata in un sifone.

Questo è lo scenario peggiore nel nostro sport, specialmente quando sei da solo. Una volta che sei lì, non hai un sacco di opzioni, così ho deciso di stappare, ho preso la mia borsa stagna e l’ho lanciata su una roccia.

In questo punto non sapevo se ne sarei uscita fuori

Questo è quanto mi ricordo di come sono uscita da questo casino. Avevo tutta l’attrezzatura di sicurezza con me, allora ho preso il moschettone dalla mia sacca di salvataggio, con l’intento di tirarmi su e saltare su una roccia. Quindi sono riuscita a raggiungere la maniglia anteriore della mia barca, poi ho perso l’equilibrio e sono caduta. Poi sono scivolata nel sifone e sono stata tirata giù, fino in fondo, sotto una roccia.

Quando sei solo ,non c’è margine di sicurezza

Dopo alcuni momenti difficili, ho raggiunto di nuovo la superficie! fuori dal mio kayak ho dovevo nuotare a manetta per riprendere il mio kayak che se ne andava verso valle. Se l’avessi perso, sarebbe finita, perché ero sola. Ho nuotato dietro la mia barca, finalmente l’ho presa, e poi, un miracolo: la mia pagaia fluttuando è venuta verso me. Dovevo tornare indietro per trovare la mia borsa impermeabile, all’interno c’era il GPS la carta topografica, il permesso di navigazione per quel fiume, il mio passaporto, la mia carta di credito, tutte le cose importanti. Una volta che tutto questo è stato recuperato, mi sono risollevata.

Questo è stato un vero momento di stop, il mio livello di serenità era piuttosto basso. Avevo trovato tutto, ma sentivo molto freddo, molto sola e molto spaventata. E poi mi sono ricordata, non ho detto a mia madre che stavo andando da sola. Quindi, come ti prepari per momenti come questi? Ho fatto un sacco di spedizioni negli ultimi due anni e in ognuna ho fatto esperienza, ma ogni volta è diverso. Le cose accadono sempre e tu non sei necessariamente pronta.
Tempi duri in cui bisogna mantenere la calma, non pensare troppo, non fermarsi, anche se è fatica, RESET


Il giorno dopo, ho avuto un altro momento no nella prima grande rapida, ma con successo quella rapida mi ha aiutato molto. E’ stata un po’ come il pulsante del reset. Poco dopo, più avanti, ho incontrato un gruppo di giovani monaci, erano sulla riva del fiume e mi salutavano. Mi sono fermata, sono uscita dal mio kayak, il loro insegnante era lì e mi ha detto che andava tutto bene. I ragazzi hanno iniziato a parlarmi in inglese, uno o due hanno persino parlato in francese con me, il loro francese era quasi perfetto! Ho mostrato loro il mio equipaggiamento, hanno tambureggiato con il kayak e mi hanno filmato con la GoPro

 

Ho frainteso quello che io faccio
Questo ci voleva, mi ha davvero aiutato a tornare all’umore giusto. Quando li ho visti giocare con il mio equipaggiamento da kayak, ho capito la ragione di tutto ciò che faccio: è divertirsi e giocare. Vederli così lieti, mi ha dato quella piccola spinta di cui avevo bisogno in quel momento. Ho avuto un momento difficile, sì, ma mi piacciono le sfide, dovevo solo tornarci. È divertente, perché può essere visto come qualcosa di abbastanza informale, incontrare persone sulla riva di un fiume.

 

GIORNO DI TRANSIZIONE

La settimana è stata un’esperienza forte, ma ho capito che preferisco andare con gli amici. Non solo per l’aspetto della sicurezza, quando le cose possono diventare davvero difficili, ma anche per i bei momenti, nelle grandi rapide, quando vuoi condividerle con qualcun altro.
VERAMENTE VULNERABILE,

Dopo la mia spedizione in kayak da solista, ho pensato: “Sono stufa di aver paura, non mi piace affatto.” E, dopo, ho avuto un momento difficile perché mi sentivo sempre spaventata e ho faticato a riprendermi da una situazione stressante. Di solito, queste situazioni riesco a gestirle davvero bene.
La gente crede che noi kayakisti non proviamo paura per fare quello che facciamo in fiume. Ma in realtà sono sempre spaventata. È solo che riesco a dominarla e ho imparato ad apprezzarla. Ma quando entro in una grande rapida, sono ancora preoccupata
Ora con il passare del tempo, non sono così sicura se lo rifarei 
Quando ripenso a questa spedizione, ho tanti sentimenti contrastanti , non riesco a raggiungere nessun tipo di conclusione, non so se voglio fare un altro viaggio in solitaria. Quando ne sono uscita, ho pensato mai dire mai.
A Parigi ho programmato un corso di cinema di tre mesi
dopo questa esperienza, ho pensato: ” sarà bello, non avrò paura per i prossimi tre mesi!” Ma ironicamente, dopo tre settimane ero completamente stufa! Ho perso l’adrenalina e le forti rapide. Come mai ho pensato che fosse una buona idea entrare in un’aula ogni mattina … Sentimenti contrastanti di nuovo.
Il mio corso finalmente si è concluso il 28 Febbraio. Il giorno dopo sono salita a bordo di un aereo per l’Argentina, e ora sono molto felice dove sono, sto per partire per una grande spedizione con il mitico Ben Stookesberry.

SEEKAYAK

La balena atterra sul kayak
Doveva essere una rilassante escursione al santuario delle balene ma, una megattera salta fuori dall’acqua e atterra sul loro kayak. Una tranquilla pagaiata mattutina sulla Monterey Bay, circa un miglio fuori da Moss Landing. per fortuna sembra che nessuno sia stato ferito gravemente.

 

 

Una storia dal nord


“Guarda” ! Il mio compagno di pagaia Thomas Holm-Carlsen indica il cielo con un grande sorriso sul volto. Sopra di noi un’aquila sta svettando, inseguita da un gabbiano che sta attaccando ferocemente l’uccello molto più grande. L’aquila di mare, o aquila dalla coda bianca come viene anche chiamata, è la quarta aquila più grande del mondo e nel nord Europa, è il più grande predatore di uccelli che ci sia.
Si procede ad un ritmo di pagaiata comune, mentre osserviamo la battaglia svolgersi nel cielo. Mi chiedo in silenzio se questo è il vero coraggio – per attaccare il concorrente più grande senza esitazioni – o se è pura stupidità. Ma chi sono io per decidere? Lascio la domanda senza risposta e mentre attraversiamo il fiordo da nord a sud gli uccelli scompaiono lasciandoci a bocca aperta sul risultato, anche se ci dimentichiamo presto di Davide e Golia – stiamo per entrare in un posto speciale.
Cattura la falesia con le mani storte;
Vicino al sole nelle terre solitarie,
circondato dal mondo azzurro, si erge.
Il mare rugoso sotto di lui striscia;
Guarda dalle sue pareti di montagna
e come un fulmine cade.
Tennyson

 

In Norvegia i canoisti arrivano da tutto il mondo per fare Seekajak e in particolare nella contea di Nordland. Ci sono punti turistici come Lofoten e Geiranger, molti navigano anche lungo la costa tra la città di Brønnøysund a Bodø, da nord a sud o viceversa. Molti kayakers distrattamente o perché non lo conoscono passano il fiordo di Visten senza nemmeno accorgersi.
Situato a nord di Brønnøysund, ma a sud della mecca del kayak di Nesna, è un fiordo di 22 chilometri, si estende in terre selvagge, creando una spettacolare porta d’accesso al parco nazionale di Lomsdal-Visten. Questo parco è tra i più giovani della Norvegia, creato solo nel 2009 e forse il meno visitato. Poche sono le piste, i fenomeni meteorologici che cambiano rapidamente e il terreno accidentato, ma anche la foresta pluviale costiera, una ricca storia culturale, un’immensa fauna selvatica e una natura assolutamente incontaminata. In altre parole: paradiso.
Un Fiordo nascosto
Abbiamo parcheggiato le nostre auto nella piccola città di Vistus e abbiamo messo i kayak in mare con ansia sulle acque color smeraldo del Vistenfjord. È infatti considerato il più pulito dell’Europa settentrionale abbiamo passato due giorni a pagaiare dall’oceano all’entroterra. Il nostro obiettivo era esplorare un angolo della Norvegia non molto visitato e permetterci qualche piccola avventura lungo la strada. Abbiamo lasciato il fiordo principale e pagaiato verso Langkilvågen, un piccolo fiordo che taglia ostinatamente la terra.
Lasciando il fiordo principale, i lati sono alti e scuri, creando un passaggio stretto prima di aprirsi in una piccola oasi di verde. Un fiume scorre giù dalla montagna vicino a una piccola spiaggia, con una lussureggiante foresta alle spalle. Questo è un posto per il campeggio, circondato da serena bellezza e tranquillità. Chiudo gli occhi e respiro – non penso molto a nulla, semplicemente all’essere.
Mentre torniamo indietro verso il fiordo principale, parliamo del paesaggio lussureggiante che circonda questo ramo artico. Thomas, che ha una laurea in scienze ambientali, mi dice che questo particolare fiordo è abitato da una vasta gamma di picchi, a causa della grande quantità di foreste antiche e intatte. In effetti, alcuni degli alberi non dovrebbero crescere così a nord. Per quanto è ostinata la natura, le sacche di microclima consentono a certi tipi di alberi come l’olmo di prosperare in determinati luoghi, come Vistenfjorden. Qui si trova anche la foresta pluviale boreale – qualcosa che mi fa sentire fortunata, stiamo pagaiando sotto il sole glorioso – una foresta pluviale boreale richiede fino a 1200 mm di pioggia all’anno – e oltre 200 giorni di pioggia!

corrente di marea
Abbiamo trascorso la buona parte della giornata pagaiando fino alla fine del fiordo, scoprendo piccole fattorie abbandonate e case lungo la strada. L’avifauna è ricca e noi continuiamo a scrutare le foreste – sono foreste pluviali boreali, di olmi e noccioli. Mentre ci avviciniamo alla fine del primo giorno, appare il primo ostacolo. Lo Stretto di Aussundet è uno stretto passaggio nel fiordo – un ricordo del ghiacciaio che un tempo ha modellato la regione, proprio qui ha lasciato una morena che rende l’oceano poco profondo.
E’ qui che la corrente di marea si spinge ad alta velocità e ovviamente non avevamo pensato molto al fatto che avremmo attraversato durante il riflusso o la marea, ben presto ci siamo pentiti. Mentre stavamo pagaiando in avanti per superare lo stretto, la marea stava per uscire. C’è voluto quasi un’ora per avanzare qualche centinaio di metri, affannosamente finalmente abbiamo raggiunto la curva del fiordo che segnava il passaggio nelle aree interne della Visten. Ce l’abbiamo fatta, la nostra ricompensa … una vista spettacolare, una delle cime più grandi della zona chiamata Vistmannen, che si traduce come L’uomo di Visten, seduto a 1066 metri sul livello del mare. Questo posto è semplicemente pieno di magia e non sorprende che la regione sia stata abitata da millenni. Non sto scherzando. Tuttavia, la storia nel Vistenfjord è diversa, qualcosa che si manifesta nella piccola baia di Sommersetvika. Ci siamo fermati per una piccola passeggiata su per la collina, per visitare un sito di una piccola fattoria, che ora è completamente svanita. Non ci sono edifici in piedi, ma è possibile distinguere i piccoli pascoli usati per le loro pecore, ci si potrebbe solo chiedere come fosse stato vivere qui, in questo piccolo angolo riparato del mondo.
Ciò che lo rende più spettacolare è il ritrovamento di una grotta sulla collina, con pitture rupestri risalenti a migliaia di anni fa. Sono piccole e sembrano insignificanti, persino difficili da identificare, ma sono lì. La grotta si chiama Reshålå – che significa caverna della Stregoneria, mostra che la gente del posto è stata a conoscenza di questo sito speciale per molto tempo. Inoltre, i samis (lapponi) hanno camminato in queste regioni per centinaia di anni, allevando le loro renne tra la montagna e il mare.
Essendo una cultura nomade, non hanno lasciato molte tracce in forme di edifici, ma i rifugi di roccia sono ancora da trovare, insieme ad alcuni artefatti. Forse la prova più chiara del loro uso della terra sono i numerosi nomi sami ai laghi, fiumi e luoghi in tutto il Vistenfjord. Non è esagerato affermare, quella notte sono andata a letto sentendomi leggermente sopraffatta dalla natura, la storia il luogo stesso ha avuto un impatto su di me che non avevo previsto. Il viaggio era tutt’altro che finito.

Il Fime  Tidal
Per il nostro secondo giorno ci aspettavamo una grande avventura, non vedevo l’ora di farla. Vedete, nella parte interna di Visten, il mare spinge verso l’interno in un’area chiamata Strauman, o “Le correnti”. Crea un fiume di marea, che spinge a monte in determinati momenti della giornata e poi scorre indietro altre volte. Quando il riflusso è dominante ci sono rapide, in questo fiume di marea che può essere navigato, è consigliabile ed intelligente cambiare il kayak da mare con uno fluviale più robusto, si può fare nelle fattorie di Aursletta o Bønnå.

Strauman è un’area protetta creata nel 2009, che insieme al Parco nazionale di Lomsdal-Visten, è pensata per garantire un pezzo unico di natura dalla sorgente al mare, una zona dove le correnti di marea sono speciali e dove pesci d’ acqua dolce e di mare si mescolano nel lago di Lakselvvatnet.
Consiste in uno strato di dieci metri di acqua dolce sopra all’acqua di mare, creando un habitat insolito che ricorda un crogiolo di tempi moderni. Questa zona è aperta alla pesca e c’è sia la trota di mare che il salmone che vengono catturati frequentemente.

Mentre attraversiamo il lago, studio qui le fattorie abbandonate. Ci sono molte storie di incidenti e annegamenti in inverno, una volta non c’erano le strade. Così i locali usavano il ghiaccio infido per andare verso il fiordo principale e a volte pagavano il prezzo più alto dato che le correnti di marea creavano una strato che non era sempre solido.
Le fattorie circondate da profonde foreste con fauna selvatica e la pesca ricca, rendevano possibile la vita in questo angolo remoto del mondo. Oggi è difficile capire le difficoltà di una vita simile, ma è più facile capire perché si sarebbe arrivati ad amare questa brutale bellezza naturale, lo scenario è crudo e potente. Abbiamo deciso di tentare la fortuna su uno dei fiumi che sfociano nel lago per vedere fino a dove possiamo arrivare. Come si è scoperto, non troppo lontano.
Il fiume Sæterelva precipita giù dalle montagne nelle regioni interne di Lomsdal-Visten, ma nelle sue fasi finali si snoda verso il lago Lakselvvatnet, solo occasionalmente viene disturbato da grandi cascate. La cascata Mølnhusforsen è una di quelle e l’ultima nel letto del fiume prima che incontri l’oceano. Possiamo sentirla da lontano mentre risaliamo il fiume cristallino. Grandi pini circondano il letto del fiume e ci sono numerosi segni di castoro lungo tutta l’acqua.
In un certo senso sembra più un fiume prelevato dalle zone selvagge canadesi, non nella Norvegia artica. Prima chiacchierando, poi arrivati alla cascata cadiamo in silenzio. È un grande gigante di acqua, ruggisce con forza in questo luogo desolato, ma lussureggiante letto di una valle. Ci soffermiamo per un po ‘, assorbendo la natura grezza e tirando fuori dalla sua energia. Alcuni posti sono pura magia. E mentre giravamo i nostri kayak a valle, per tornare alla civiltà, eravamo d’accordo sul fatto che il Vistenfjord fosse semplicemente questo: Magico oltre i mezzi.

INFORMAZIONi
Dove: nella contea di Nordland nella Norvegia settentrionale, appena a nord di Brønnøysund.
Accesso alla regione: l’aeroporto nazionale di Sandnessjøen, con collegamenti con gli aeroporti internazionali di Bodø, Trondheim e Oslo, dista circa un’ora.
Accesso al fiordo: si può utilizzare un motoscafo (partenze giornaliere) dalle vicine città di Tjøtta e Visthus per evitare di pagaiare sull’intero fiordo fino alle Visten interne.
È ora di andare: giugno – agosto. Settembre può essere spettacolare, ma il tempo è solitamente più difficile.
Noleggio kayak / alloggio: www.vistenfjord.no o www.bonaa.no