News di Gennaio


                                                               Notizie,analisi,documenti sul nostro club e sul mondo della canoa a cura     di  Arnaldo Croccolino

 


 

INFO CLUB

 

Un sito per tutti
Il sito ha ancora una sua importanza, non c’era un obiettivo da raggiungere, è solo un dato oggettivo di cui si prende atto, solo una pura constatazione. La pagina delle News del 2018 è stata consultata ben 2300 volte, senza dare i “numeri” in poche parole; i nostri lettori (ogni mese) risultano il doppio dei soci. E’ un risultato straordinario che premia il nostro lavoro incessante e continuo. Grazie a tutti i collaboratori e naturalmente il ringraziamento più forte va a tutti i nostri lettori. Auguri di un Felice Anno Nuovo

 

CONVOCAZIONE ASSEMBLEA ORDINARIA DEI SOCI
Sabato 19 Gennaio 2019, presso la nostra sede legale in V. Flaminia n°28 (Palazzetto Flaminio) Rimini, si terrà l‘Assemblea Ordinaria dei soci. L’assemblea è indetta: In 1^ convocazione alle ore 15 in mancanza del numero legale in 2^ convocazione alle ore 16. Tutti i soci maggiorenni iscritti nell’anno 2018 sono invitati a partecipare.
Ordine del giorno:
Nomina del Presidente dell’Assemblea
Relazione del Presidente sullo stato di avanzamento dei lavori alla nuova sede
Varie ed eventuali
Bilancio Consuntivo 2018
Approvazione Bilancio Consuntivo 2018
Approvazione Bilancio Preventivo 2019
Varie ed eventuali
Chiusura assemblea
Al termine seguirà un aperitivo offerto dal Canoa Club Rimini

Promemoria tesseramento 2019
Buon anno a tutti, è partita la nuova campagna di tesseramento, è possibile sottoscrivere o rinnovare l’iscrizione al C.C.R. per l’anno 2019. Come sappiamo, per fare attività sportiva presso un’associazione iscritta, nel nostro caso alla F.I.C.K / C.O.N.I. è necessario presentare: un certificato medico non scaduto e almeno una volta il certificato di un Elettrocardiogramma per attività non agonistica. Per coloro che hanno superato il 60°anno di età l’ ECG deve essere rinnovato ogni anno. Per ovvi motivi ai soci che non hanno rinnovato la tessera, scatta il divieto di svolgere in assoluto attività sportiva in ogni luogo in nome del Canoa Club Rimini, perdono il diritto di svolgere attività agonistica, non possono utilizzare le strutture e le attrezzature. Il versamento in ritardo della quota non esenta il pagamento dell’intera annualità.

ATTUALITA’

Intervista a Martina Wegman

 


Abbiamo avuto un faccia a faccia con una delle più talentuose canoiste al mondo, abbiamo fatto alcune domande a Martina Wegman. Martina è senza dubbio una delle canoiste più talentuose, costantemente con il piede sull’acceleratore, spingendo ai limiti il suo kayak. Sono quindi entusiasta del fatto che Martina abbia accettato di prendere parte alla serie di domande e risposte non sponsorizzate.

 

 

 

Raccontaci un po’ delle tue realizzazioni nel mondo del kayak.
Due settimane fa sono tornata da un fantastico viaggio nella regione del Karuma non lontano delle Cascate Murchison sul Nilo Bianco in Uganda. Da quelle parti vi è la più grande concentrazione del pianeta di ippopotami e uomini che mangiano coccodrilli. Sono stata la prima donna a scendere in kayak lungo questo intenso pezzo d’ acqua bianca.

 

Quando e come hai iniziato a pagaiare?
La mia prima esperienza in kayak è stata in piccoli torrenti della Francia. All’inizio ero molto spaventata e preferivo pagaiare senza paraspruzzi. Spesso il kayak si riempiva d’acqua e dovevo uscire e nuotare a riva, lasciando kayak pieno d’acqua a mio padre e mio fratello. A 13 anni ho iniziato a prendere più sul serio il kayak diventando più sicura.

Al momento cosa stai facendo?
Ho la fortuna di viaggiare in tutto il mondo per la maggior parte dell’anno, a gennaio sono a casa in Olanda per almeno 3 settimane.
Cosa ti spaventa di più?
Ci sono molte cose che mi spaventano. Penso di essere più spaventata se accadesse qualcosa di brutto alle persone che amo.
Qual’ è stato il tuo più grande ostacolo in canoa / kayak quando hai iniziato – trovare persone con cui pagaiare, arrivare al terzo grado, mancanza di fiumi ecc.?
Credo che il più grande ostacolo sia stato la mancanza di fiumi. In Olanda abbiamo l’oceano a meno di 5 km di distanza, non ci sono fiumi nel giro di 1000 km. Fortunatamente ho avuto mio fratello e mia sorella e un gruppo di canoisti ai quali spesso andava di fare un po’ di strada.
Cosa ti ha tenuto nello sport?
“Vivere belle storie ” Adoro viaggiare in tutto il mondo, visitare nuovi posti. Il kayak ci porta in molti posti incredibili e ci avvicina a culture diverse.

Che cosa consideri che sia il più grande successo nel mondo della canoa / kayak ad oggi?
Penso che ci siano stati così tanti pionieri in questo sport, che lo hanno portato a dove è oggi. Se devo nominare qualcuno, direi Patrick Camblin con la sua ispirazione e l’ambizione di far partire il fantastico Gran Premio di Whitewater.
Come ti senti prima di una gara o quando scendi un tratto d’acqua impegnativo?
La cosa più importante per me prima di una gara o di pagaiare in un impegnativo tratto di whitewater è di godermi il momento, sentirmi emozionata su quello che sto facendo e dove sono in quel momento.

Data la scelta dove vorresti pagaiare e perché?
Sono stata in alcuni nuovi posti belli e in nuovi fiumi quest’anno, Cile, Messico, Islanda e la spedizione Murchison. Mi piacerebbe continuare a viaggiare verso una nuova destinazione! Non sono mai stata in Asia e mi piacerebbe andare lì! Con un buon gruppo di compagni e un fiume epico potrei essere ovunque.
Quale sarebbe il tuo consiglio più grande per i compagni paddlers?
Viaggiare più che puoi, vai in posti diversi e goditi la vita al massimo!
Qual’ è il tuo kajak preferito di tutti i tempi e perché?
Ho iniziato a giocare con il Dagger Mamba 8.5 per quasi 10 anni e ad amarlo !!
Che attrezzature stai usando attualmente?
Sono fortunata ad essere supportata da Palm. Hanno colori fantastici e una vasta gamma di prodotti che hanno appositamente progettato per le donne. Per le calzature sto usando Teva as sono super eleganti, comode e allegre!
Ti ringrazio per il tempo che ci hai dedicato, ti auguro tanta fortuna
Grazie!

 

DIDATTICA

Il modo/sistema di valutazione WWW  fà acqua
Quest’ inverno ho passato tre mesi in Ecuador a scendere in una miriade di incredibili fiumi whitewater. La maggior parte di questi fiumi era descritta come di classe IV°, o forse di classe IV° + o anche IV° ++. Pochi sembravano disposti a mettere la connotazione di V grado su una qualsiasi delle sezioni. Quindi cosa succede? Ci stiamo contraddicendo a vicenda? Abbiamo paura di essere effettivamente kayaker di classe V°? Forse non vogliamo sembrare arroganti? Stavamo solo pagaiando su quelle sezioni con flussi molto più alti? Erano tutte queste sezioni in realtà di classe IV° … èh?
Cercando di valutare ogni singolo tratto d’acqua in movimento di un torrente tortuoso, a Palouse Falls ma non solo, da un I°-V°, o forse un I°-VI°, la scala sembra impazzire. Diamine, ho persino letto su una guida della Nuova Zelanda di una classe VII°! (A cui non credo di certo.) Ci sono semplicemente troppe variabili. E dov’è il luogo della prossima cavolata che viene scritta?
Allora, qual è questa scala? Da dove viene il modo? Chi lo rafforza? E la domanda ancora migliore è: chi valuta tutti i fiumi? Facendo una rapida ricerca su google, ho trovato American Whitewater che rivendicava la scala da I°-VI°come propria. La loro linea guida attuale è la seguente:
International Scale of River Difficulty, creato da American Whitewater, (… non molto internazionale a mio parere)

 

 

 

Classe I: facile
Acqua che si muove velocemente con increspature e piccole onde. Poche ostruzioni, tutte ovvie e facilmente evitabili con poco allenamento. Il rischio per i nuotatori è leggero; l’auto-salvataggio è facile.
Classe II: principiante
Rapide dritte con canali ampi e chiari che sono evidenti senza scouting (sopralluogo). Potrebbero essere necessarie manovre occasionali, ma rocce e onde di media grandezza sono facilmente evitate da canoisti addestrati. I nuotatori sono raramente feriti e l’assistenza di gruppo sebbene utile, è raramente necessaria. Le rapide che si trovano all’estremità superiore di questo livello di difficoltà sono classificate di Classe II° +.

 

Classe III°: intermedio
Rapide con onde moderate e irregolari che possono essere difficili da evitare e che possono sommergere una canoa aperta. Spesso sono richieste manovre complesse in corrente veloce e un buon controllo dell’imbarcazione in passaggi stretti o intorno a sporgenze; possono essere presenti grandi onde o filtri, ma sono facilmente evitabili. Si possono trovare forti vortici e potenti ritorni, in particolare sui fiumi di grandi volumi. Scendere a vedere è consigliabile per i tratti nascosti alla vista. Le lesioni durante un bagno sono rare; l’autosoccorso è di solito facile, ma potrebbe essere necessario un aiuto di gruppo per evitare lunghe nuotate. Le rapide che si trovano all’estremità inferiore o superiore di questo intervallo di difficoltà sono classificate rispettivamente di Classe III° – o di Classe III° +.

 

 

Classe IV: avanzato
Rapide intense, potenti ma prevedibili che richiedono una gestione precisa della barca in acque turbolenti. A seconda del carattere del fiume, può essere caratterizzato da grandi onde e buchi inevitabili o passaggi costretti che richiedono manovre veloci sotto pressione. Potrebbe essere necessario entrare in rapida veloce per iniziare manovre, controllare le rapide. Le rapide possono richiedere trasbordi “obbligati” al di sopra di rischi pericolosi. Lo scoutismo potrebbe essere necessario la prima volta. Il rischio di lesioni ai nuotatori è da moderato a elevato e le condizioni dell’acqua possono rendere difficile l’autosoccorso. L’assistenza di gruppo per il soccorso è spesso essenziale ma richiede abilità pratiche. Per i canoisti, è consigliabile un eskymo forte. Le rapide che si trovano all’estremità inferiore o superiore di questo intervallo di difficoltà sono classificate rispettivamente come Classe IV- o IV+.
Classe V: Esperto
Rapide estremamente lunghe, ostruite o molto violente che espongono un canoista a un rischio maggiore. Le rapide possono avere onde e buchi molto importanti e inevitabili, scivoli ripidi e congestionati con percorsi complessi e impegnativi. Le rapide possono essere continue per lunghe distanze e alternate a piscine, richiedendo un alto livello di forma fisica. Le morte esistenti possono essere piccole, turbolenti o difficili da raggiungere, questi fattori possono essere combinati. Lo scautismo è raccomandato, ma potrebbe essere difficile. Le nuotate sono pericolose e il soccorso è spesso difficile anche per gli esperti. Equipaggiamento adeguato, molta esperienza e abilità di salvataggio praticate sono essenziali. A causa dell’ampia gamma di difficoltà che esiste al di là della Classe IV°, la Classe V° è una scala a più livelli definita da classi 5.0, 5.1, 5.2, ecc. Ognuno di questi livelli è un ordine di grandezza più difficile dell’ultimo . Ossia, passare dalla classe 5.0 alla classe 5.1 è un ordine di grandezza simile al grado superiore come dalla classe IV° al V°.
Classe VI: Rapide estreme ed esplorative
Le discese con questa classificazione sono raramente eseguite e spesso semplificano gli estremi di difficoltà, imprevedibilità e pericolo. Le conseguenze degli errori sono gravi e il salvataggio può essere impossibile. Solo per gruppi di esperti, con livelli di acqua favorevoli, dopo un’attenta ispezione personale e l’adozione di tutte le precauzioni. Dopo che una rapida di Classe VI° è stata eseguita più volte, la sua valutazione può essere modificata in una classificazione di Classe 5.x appropriata.
Devo ammettere che, dopo aver letto questa versione della scala, sono rimasto piuttosto soddisfatto delle loro spiegazioni sul rating. Tranne che questo fatto è estremamente soggettivo. Quanto è grande “il grande”? Quanto veloce è il veloce”? Come deve fare ” il deve fare”? C’è semplicemente troppa interpretazione personale per me.

 

Opinione personale
Il fatto è che non ci sono due persone che ti danno la stessa definizione di classe I°, per non parlare del V°, o se c’è persino una classe di VI°. In che modo in una comunità internazionale, dovremmo parlare del sistema di classificazione? Il mio suggerimento sarebbe di continuare con l’ingombrante scala I-V (o VI). Quindi, suggerisco fermamente che la gente ne parli, facendo una descrizione esaustiva su ciò che definisce veramente questa scala di valutazione I°-V°. I seguenti sono alcuni dei fattori che considero quando si contempla una sezione fluviale.
Differenze regionali
Sembra che in tutte le regioni in cui vado, ci sia un qualche tipo di pericolo a cui i locali sono così abituati da non rendersi più conto che si tratti di un problema, o al massimo sono abituati e compiaciuti del pericolo locale. Una volta… in Nuova Zelanda: arrivando a una rapida mi è stato detto che c’era un pezzo di legno molto impreciso nella parte inferiore della rapida. Entrando in rapida, metà dell’acqua rapidamente si è incanalata in un setaccio a destra, un altro quarto dell’acqua scomparve in un setaccio a sinistra e proprio in fondo alla rapida c’era un piccolo ramo che sporgeva a malapena dalla riva sinistra. Negli U.S.A dove ti trovi c’è un però. Colorado; In fiume ho trovato resti di un treno. California; avvelena tutto, piante, serpenti, e c’è sempre un bacino che devi attraversare al momento dello sbarco. Sud-Est; non c’è acqua, salterai su una roccia umida e poi atterri su una roccia leggermente più umida. Nordovest del Pacifico; ci sono tronchi … ovunque. Minnesota; ghiaccio lungo rive accidentate!
Zambia; ippopotami, babbuini, elefanti, oh mio Dio!
Perù; Cotahuasi Canyon è la gola più profonda del mondo! I picchi torreggianti raggiungono i 6.000 metri su entrambi i lati, fare un’escursione non è nemmeno immaginabile.
In ogni posto c’è un pericolo locale. Non importa quanto ti è famigliare, l’ imperativo è sapere che si tratta di veri pericoli. Devi essere in grado di condividere correttamente questi problemi locali con i canoisti che non conoscono la regione.
Il tempo passa
Gli anni continuano a scorrere e non rivediamo le valutazioni delle sezioni di fiume. Questo per me è evidente sul fiume Gauley in West Virginia. L’Iron Ring era considerato di classe VI° fino a non molto tempo fa. Le cascate sono ancora dichiarate di classe V°. Con le nuove attrezzature che aumentano la curva di apprendimento e un’enorme esperienza in acque bianche fatta su fiumi sconosciuti in tutto il mondo, il ritmo con cui stiamo alzando il livello ha continuato a crescere. Ora stiamo (facendo) scendendo sezioni di fiumi che erano inimmaginabili solo pochi anni fa.
Partner di pagaiata
Un’altra considerazione chiave: con chi stai pagaiando? Risulta leggermente diversa la situazione se sono con Darin McQuid o con la mia ragazza. Devi capire se la persona con cui stai pagaiando se di solito scende fiumi di V°, e ti dicono… un III° è tranquillo, (ovviamente un III° è facile per loro), questo potrebbe essere esattamente il momento di capirci qualcosa. D’altra parte, quando incontri un canoista all’imbarco e ti dice che è un III ° abbastanza nodoso, di nuovo, potrebbe essere il momento di trarre delle conseguenze.
I numeri certi
È ora di dare meno importanza alla scala I-V e porre maggiore attenzione su alcune fattori certi.
La pendenza – sembra abbastanza semplice: quanto è ripida la sezione? A seconda del luogo nel mondo, è indicato in FPM (Foot Per Mile) o per quasi tutto il resto del mondo, MPK (Meter Per Kilometer).
Volume – di nuovo questo non è arbitrario, quant’acqua c’è nel drenaggio? Misurato da CFS (piede cubico al secondo) o CMS (metro cubo al secondo), e quando si indicano questi fattori, dovete dare la vostra interpretazione del flusso tipo; (alluvione, alta, media, bassa). Una breve nota a lato, metro o graffiti o scarabocchi casuali su di un pilone del ponte o quell’onda specifica a volte è l’unica misura del volume disponibile su fiumi senza idrometro. Se è così, fai del tuo meglio per mettere in relazione questo in almeno una stima del volume, in modo che un estraneo possa essere in grado di indovinare a cosa va incontro.
Un paio di esempi estremi di questo in pratica:
Yule Creek, dislivello 640 FPM (Foot Per Mile) 300 CFS (piede cubico al secondo), In piena, Classe V … più o meno
Grand Canyon, dislivello 8 FPM (Foot Per Mile) 12.000 CFS (piede cubico al secondo), Medio, Classe IV … più o meno
La soluzione
In realtà, non esiste una “correzione” universale all’attuale sistema di valutazione. È profondamente radicato nel nostro sport e allontanarsi da esso non è fattibile. Ad aggravare il problema, ogni volta che la pagaia è stata raccolta in una nuova regione, la scala è stata imbastardita dai locali. L’opzione migliore per noi ora è essere veramente consapevoli delle carenze della scala WWW e integrare questo con dati più tangibili.
Quindi, quando cerchi informazioni sul tuo prossimo fiume che sia di I° o di V° + -, farai un’altra domanda o due,vero?

 

 

 

 

Farsi un’esperienza e divertirsi in fiume con piccoli volumi
Scritto da Scott Mac.regor


Non importa se è un grande fiume dove si può giocare o un torrente, principianti o canoisti più esperti possono fare linee diverse e molto interessanti scendendo un fiume. Anche se non sei un playboater o uno scatenato del fiume, di solito c’è una linea più liscia, più tranquilla, più pulita e a volte più sicura anzichè saltare nel mezzo. Trovare queste linee rende la discesa più divertente e migliora le tue capacità.
Controllare per gioco, non funziona così!
A monte di una serie di rapide, senti spesso i canoisti che parlano della linea. Non una linea, o la loro linea, ma la linea come se ci fosse solo una possibile scelta. In alcuni casi estremi questo è vero, ma in fiume il più delle volte, ci sono centinaia di combinazioni possibili. Inizia identificando i pericoli come tronchi e buchi cattivi. Finché non ci si entra dentro pagaiando o nuotando il resto è un gioco leale. Inizia a scegliere alcune vie all’inizio quando puoi vederle dall’alto, quando sei fresco e lucido, quando la tua barca è ancora asciutta. Ricordati di come sei riuscito a fare quel passaggio, della linea che ti ha più convinto e la lingua in cui comunque avresti pagaiato.
Centrare un vortice e fare traghetti
Non c’è niente di più gratificante che entrare in un piccolo vortice, un vortice abbastanza piccolo da farti catturare la barca e riportarti indietro nella corrente. L’istruttore whitewater Kent Ford partecipando ad una conferenza dove ha parlato di come sia divertente praticare un II°. Per Kent, lo scopo è quello di presentare al meglio l’immagine del whitewater, renderlo quanto più attraente agl’occhi della gente. Pagaiare in una classe di II° fa bene a tutti, con poco sforzo si riesce a fare traghetti aggiungendo valore ad una discesa.

 

Boofs

Dai un’occhiata alla foto sopra. Vorresti saltare giù dalla roccia o scivolare sulla lingua con la pagaia in grembo? Il boofing è una delle mosse più divertenti sul fiume, per non parlare di un’abilità incredibilmente preziosa. Questo vuol dire filar via liscio e asciutto. Certamente le linee sono diverse e fattibili entrambe, sia fuori dal bordo della roccia o semplicemente tagliare la cima della Eddyline, con un salto in attesa di seguito. L’angolo, la forza e i tempi lavorano insieme; se uno di questi fattori viene a meno, basta compensare con gli altri. Esercitati a fare lo stesso il salto da approcci diversi finché non riesci a capirlo da qualsiasi punto in alto.
Navigare

Non tutte le onde sono perfette, l’angolo d’entrata può essere diverso nella parte inferiore di un set. Entra nell’onda quando stai facendo una discesa, mettiti alla prova, praticare il surf al volo è più facile di quanto sembri. Mentre galleggi su un’onda, fai ruotare la tua barca in modo che il bordo(pancia) sia rivolto a monte e pagaia in avanti per controllare il tuo approccio. Guarda oltre la spalla e prendi la parte più ripida con il mucchio di schiuma, aiuterà l’onda a prendere la tua barca. Diportisti con canadesi e canoisti C1, si dovrebbe provare a colpire l’onda inclinato leggermente verso il vostro lato in modo che con l’ultima pagaiata in avanti si raddrizza sull’onda.

Lavora bene e farne tesoro
Di solito sono il primo a scendere verso le rapide e l’ultimo a finire. La maggior parte dei miei compagni pensa che sia perché ho una barca aperta, lo è, ma di solito è perché mi trattengo, lavorando il fiume per tutto ciò che vale. Qual’è la fretta di arrivare in fondo, a meno chee … ovviamente non ti piaccia l’acqua.

 

AVVENTURA

 

Senza fiato nel Sikkim di Darin McQuoid

Tutti siamo con il fiato corto, per il semplice motivo di portare i kayak lungo un sentiero verso le sorgenti del fiume Teesta. A quattromila metri sul livello del mare, nello stato settentrionale indiano del Sikkim, un’intrepida squadra di kayaker tenta di fare la discesa nel fiume forse il più ripido che scorra sulla terra!

Il fiume va sottoterra
Il settimo paese più grande al mondo, l’India è troppo grande per conoscerla a pieno in un unico viaggio. Il Sikkim è uno stato con un passato ricco di storia, situato nell’estremo nord-est tra Nepal, Tibet e Bhutan. Condividendo più tratti culturali con il Nepal, rispetto al all’India del sud e privo del dilagante turismo occidentale, il Sikkim è un luogo ideale per fare trekking . Il team è venuto nel Sikkim per un fiume specifico; il Fiume Teesta. Scendendo dalla terza montagna più alta del mondo, il Kangchenjunga (8.586 m), il fiume perde quota in modo drastico, con una media incredibile di 112 metri per chilometro per 100 chilometri.

Dirigendosi verso la pendenza più ripida del mondo e la portata minima, il gruppo non sa cosa aspettarsi. Ci vogliono quattro lunghi giorni con la guida, per arrivare a oltre 4.000 metri. La legge impone l’ingaggio di una guida locale del Sikkim settentrionale, Targain li avverte che il fiume è troppo ripido per andare in kayak. A questa latitudine la cultura è cambiata, tanto quanto la flora e la fauna, sembra una fetta di cultura dell’Asia occidentale, a soli 30 chilometri dal Tibet e a 1.500 chilometri da Nuova Delhi. Il ghiaccio si scioglie sul lato della strada mentre indossiamo le mute stagne. Avevamo programmato di far scalo a Lake Tso Lhamo, ma le restrizioni militari bloccano la jeep nella valle di Thangu. Poi si procede a piedi, nessuno si lamenta, tutti sono senza fiato con i nostri kayak sulle spalle lungo un sentiero che porta alle sorgenti del fiume Teesta. Dall’alto della valle il fiume appare insignificante, lo scenario è stupendo, con le cime sovrastanti innevate, le bandiere di preghiera fiancheggiano i lati del fiume.

Sotto la valle di Thangu
per sei chilometri, il Teesta è semplicemente troppo ripido! Tutti d’accordo, è un evento raro nel kayak whitewater su un fiume di questo volume. Giorno dopo giorno, la squadra passa il tempo a controllare ogni parte del fiume, sembra che ogni sezione del fiume in cui si possa scendere sia dannatamente ripido, spesso ingolato. Trascorsa una settimana di esplorazioni, viene tentata l’ultima sezione del Teesta, non c’è niente da fare, il fiume entra in un altro canyon profondo di lunghezza sconosciuta. Forse il più saggio, il più anziano decide di non scendere in questa parte del fiume, ci si spinge a valle, solo per scoprire che il fiume è ancora una volta troppo ripido e letteralmente va sottoterra in una distesa di macigni lunga 300m. Come formiche attraverso un mucchio di ghiaia, la squadra passa otto ore solo per scoprire che c’è troppo acqua nel letto del fiume. Il sollievo è palpabile quando la loro guida locale li chiama ai margini di un piccolo villaggio di montagna. Forse Targain lo sapeva davvero da sempre.
Mentre la squadra non ha raggiunto il tratto classico, quello che avevano sognato di trovare nella parte superiore della Teesta, I tratti più bassi del fiume vedono fiorire attività commerciali di rafting e ci sono molti fiumi raramente fatti e molti fiumi più fattibili da esplorare nel Sikkim.

 

L’uscita della valle di Thangu il Sikkim

Sotto il monte Kanchanjunga (8534 m), la terza montagna più alta del mondo e venerata dai Sikkimesi come loro divinità protettiva, il Sikkim confina con il Tibet a nord a est con il Bhutan, a ovest con il Nepal e con il Bengala a sud. Le cinque cime innevate di Kanchanjunga si ergono alte sopra il paesaggio himalayano del Sikkim, avvolte dalle nebbie o dalle nuvole, e a volte infuocate contro un cielo blu brillante. Sotto il Sikkim si sviluppa la sua magia e il suo fascino, uno stato giardino con ricche foreste tropicali, uccelli e farfalle brillanti, una straordinaria varietà di orchidee, rododendri e fiori selvatici, innumerevoli torrenti impetuosi e panorami infiniti di cime innevate.
Sikkim White Water Rafting e kayak sono recentemente diventati un’attrazione turistica importante nello stato. Il possente Teesta e il suo affluente Rangit offrono grandi opportunità per il rafting e il kayak e il dipartimento del turismo di Sikkim è favorevole a sviluppare il turismo nello stato e promuovere il rafting e il kayak come uno dei loro principali progetti per raggiungere questo obiettivo finale.

Troppo ripido con una jeep nel mezzo
Il rafting nel Sikkim si svolge sui fiumi Teesta e Rangit. Il Teesta offre grandi opportunità di rafting, si annovera con successo sulla mappa internazionale del rafting. Molti appassionati di sport acquatici arrivano ogni anno a provare il rafting sul F. Teesta. Il sentiero è serpentino e il paesaggio è bellissimo con grandi foreste lungo le rive del fiume. Il F. Rangit offre anche opportunità di rafting, tuttavia, le tempestose acque del Rangit sono più difficili, solo le agenzie di grande esperienza intraprendono una spedizione. Tra di loro, i fiumi offrono alcuni discese classificate tra II° e IV°, dove molti novizi provano il brivido. Si può quindi affermare che nel Sikkim c’è una discesa per tutti gli appassionati di sport acquatici a tutti i livelli di esperienza. Per fare rafting, Sikip, Jorethang, Majitar e Melli sono i posti migliori per vivere il Rangit, serve tempo ma anche il kayak sta avendo successo. il F. Teesta è il luogo ideale per il kayak tuttavia, il kayak può essere potenzialmente pericoloso e un certo livello di esperienza è necessaria per intraprenderlo.

Tempo metereologico:
A causa dell’altitudine estrema, c’è un’enorme variazione di clima e vegetazione, con una piovosità assurda. A Gangtok, il clima è tropicale fino a 1500 metri, temperato tra i 1500 e i 3.500, alpino e neve oltre i 4000. Il periodo migliore per visitare il Sikkim è tra metà marzo e giugno, ma soprattutto aprile e maggio, quando i rododendri e le orchidee sono in fiore. Tuttavia, le temperature possono essere elevate, specialmente nelle valli. Durante i monsoni, dalla fine di giugno alla fine di settembre, i fiumi e le strade diventano impenetrabili, anche se le piante alimentate dalla pioggia incessante sbocciano di nuovo in fioritura verso la fine di agosto. Ottobre, quando le orchidee sbocciano ancora una volta e novembre tende ad avere il tempo più chiaro di tutti. Con l’avvicinarsi del mese di dicembre, diventa molto freddo alle alte quote e rimane così fino all’inizio di marzo, nonostante i lunghi periodi di tempo sereno. Oltre al normale visto indiano per entrare nel Sikkim i visitatori devono richiedere anche un permesso di linea interna (ILP) e possono visitare Gangtok, Rumtek, Phodang e Pemayangtse.

ECOLOGIA

 

Alla ricerca di un oceano ghiacciato

 

Il progetto Enduring Ice è un catalizzatore sull’Oceano Artico e sui sistemi naturali che mantengono fredda la Terra. Un insieme di sinergie, film e media interattivi, il progetto esplora le connessioni tra mari polari distanti e i cambiamenti prevalenti nel clima globale. Il suo obiettivo è stimolare la curiosità e l’impegno fornendo esperienze di apprendimento in grado di stimolare le emozioni umane. La premessa di fondo del progetto è che un sistema naturale ha maggiori probabilità di essere valutato, protetto e alla fine se possiamo visualizzarlo è rilevante per le nostre vite quotidiane.
Sotto la foto ?
Come il rover Mars che trasmette le sue prime immagini sulla terra, la spedizione Enduring Ice apre una finestra sull’Artide ultraterreno e fantastico.
Dal suo punto di osservazione nell’Artico settentrionale, Enduring Ice ci mostra il modo in cui oceano e atmosfera lavorano insieme, e quindi porta queste interazioni in un focus significativo. La componente del film, il documentario albedo, fornisce l’accesso alla scoperta e alla visione. Attingendo agli eventi quotidiani che si svolgono in una spedizione scientifica – dove una squadra di esploratori è assalita da un guazzabuglio di ghiaccio marino – l’albedo offre al pubblico un’esposizione unica alla scienza del campo e al know-how pratico dall’apprendimento empirico.
Sostenere il film in modo interattivo è l’iniziativa dei media digitali del progetto. La componente dei media digitali di Enduring Ice è progettata per basarsi sui concetti introdotti nel lungometraggio. Oltre ad avanzare un’approfondita conoscenza di come funzionano i sistemi naturali, questa componente porta il coinvolgimento del pubblico al livello successivo, presentando obiettivi realizzabili che sposteranno la società verso il ripristino di tali sistemi. Calcolando i risultati positivi del mondo reale di azioni ambientali lungimiranti, questa estensione digitale del progetto promuove visioni centrate sulle opportunità per il cambiamento.
Il progetto Enduring Ice è informato e guidato da nuovi risultati di studio che rivelano le insidie e le inadeguatezze del giornalismo ambientale di oggi. Il suo approccio sperimentale applica intuizioni dalla ricerca sul marketing virale e dalle scoperte nella scienza comportamentale. Il progetto si ispira alla filosofia secondo cui è possibile pensare come uno scienziato senza essere effettivamente uno scienziato.

 

 

Pagaiata contro i rifiuti di plastica

 


Il tour operator Club Aktiv di Oldenburg in Germania, sta organizzando per mare un viaggio in kayak, allo scopo, non solo evitare di produrre ma anche raccogliere rifiuti di plastica. La destinazione dal 24 Maggio al 2 Giugno 2019 è la Croazia. Più in particolare, si va verso l’isola di Krk, nel Golfo del Quarnero. Purtroppo spesso il bellissimo aspetto inganna, le spiagge e il mare sono invasi dalla plastica, eredità della nostra civiltà ben educata. Ecco perché, il Club Aktiv, vuol dare un segnale con questo viaggio in kayak da mare – contro la spazzatura di plastica e non solo in mare. I partecipanti cercheranno di evitare imballaggi e sacchetti di plastica in questo viaggio senza rifiuti, mentre puliscono le spiagge e il mare dalla plastica. Nessuna bottiglia di plastica vuota che fluttua deve rimanere nell’ambiente! Tutto è documentato e raccolto. Le campagne zero rifiuti inizieranno nel 2019 in Croazia. Negli anni successivi, le dimostrazioni senza spazzatura continueranno in altre regioni europee .E’ una promessa, raccogliere rifiuti di plastica, documentare e riciclare. Vogliamo pagaiare nella natura, non in un mare di plastica, questo è l’obiettivo del progetto. Il viaggio sarà accompagnato dalla rivista KANU, che riferirà poi in dettaglio.
• Durata del viaggio: dal 24 maggio al 2 giugno 2019
• Numero di partecipanti: almeno 5, massimo 12
• Requisiti di partecipazione: esperienza di kayak di mare, fitness, spirito di squadra
• Prezzo: 1.249, – Euro, incluso:
• Monaco di Baviera in treno – Rijeka – Monaco di Baviera
• Tutte le prenotazioni ferroviarie necessarie
• Tutti i trasferimenti necessari sul posto
• Trasporto bagagli nel veicolo di supporto
• Noleggio di tende da 2 persone, spese di campeggio
• Attrezzatura completa per il noleggio: sea kayak doppio (kayak personale con supplemento di 80 €, salvagente, paraspruzzi, pagaia e sacca impermeabile da 60 litri
• Briefing dettagliato sulla sicurezza all’inizio del tour
• Viaggi in base al programma
• Guida turistica esperta in kayak e cuoco in loco
Informazioni e prenotazioni: https://www.club-aktiv.de/wir-gegen-plastikmuell