Sportivi si nasce… intervista ad Andrea A.


 

Sportivi si nasce campioni si diventa!
Intervista di Arnaldo Croccolino ad Andra Arcangeli
Ciao Andrea, sono molto felice che mi riservi un po’ del tuo tempo. Andrea è nato a Rimini, ovviamente è un canoista DOC, con le sue vittorie ha dato lustro al Canoa Club Rimini, inoltre ha ricoperto la carica di Presidente.

Molti non ti conoscono, puoi presentarti brevemente?
Ho avuto una formazione cattolica, dalla parrocchia sono passato agli scout ed alla fine sono approdato al movimento studentesco dopo le contestazioni del 1968. Sono uscito da casa a 22 anni per sposarmi ed ho finito gli studi in filosofia lavorando come operaio lamierista. La passione per il kayak è nata quando mio babbo, dirigente di una polisportiva, ha portato a casa due K2 in legno e tela. In Realtà ho iniziato a fare attività sportiva molto più tardi solo praticando il kayak. Ho partecipato alla prima gara a 33 anni. Sono stato Presidente del Club nella sua fase “eroica”, cioè quando tutto doveva essere inventato, per quasi tre mandati organizzando le prime edizioni della “Rimini in Voga” con l’aiuto di Enzo Perazzini e delle gare di fondo per kayak olimpici al lago Santarini.

Quest’anno quali e quanti titoli hai vinto?
Elenco quelli più importanti. Nel settore del kayak olimpico ho vinto i titoli italiani di maratona, di fondo, dei 500 e dei 200 metri. Nel settore della discesa fluviale quello della sprint, quest’ultimo solo perché il mio amico e quasi coetaneo Maurizio Tognacci ha deciso di iscriversi in una categoria diversa dalla mia.

Quale motivazione ti porta a praticare l’olimpica?
In realtà non pratico solo il kayak olimpico ma anche quello da discesa fluviale. Questi due tipi di kayak hanno in comune la velocità e la preparazione fisica. Quello olimpico assomiglia vagamente all’atletica leggera con gare in circuito o in linea su distanze diverse che richiedono preparazioni specifiche. Le gare di discesa fluviale invece richiedono la necessità di adattamento alle difficoltà del percorso. In entrambi i casi la motivazione riguarda la verifica delle proprie capacità.

Puoi dirci che tipo di canoe usi per fare le gare?
In gara uso due tipi di kayak, in olimpica il “Cinqo” della ditta Nelo, in discesa fluviale la “Esox 3” di CS Canoe. Tutte e due questi kayak mi permettono di avvicinarmi, per quanto possibile, al mio ideale di pagaiata: una miscela fra forza, coordinazione ed equilibrio che alla fine dovrebbero sintetizzarsi in una pagaiata elegante ed efficace

Come fai ad essere in forma per una gara?
Da anni seguo l’esempio che mi ha dato Adriano Pari, un nostro socio ed amico purtroppo scomparso recentemente. Pur non facendo gare in kayak mi ha insegnato che la forma fisica, ma anche mentale, si raggiunge svolgendo diverse forme di sport. Anche se l’allenamento in kayak è prevalente faccio anche quello in palestra, vado a nuoto in inverno ed in bicicletta in estate. Infine mi piace molto fare anche trekking. Recentemente mio figlio Alfredo, che è un Personal Trainer, mi aiuta ad organizzare la mia preparazione anche prima della gara. Sostanzialmente si riduce il carico fisico per lasciare spazio alla concentrazione mentale

Quando lavoravi, cambiava qualcosa nella tua preparazione?
Soprattutto il tempo a disposizione, ancora oggi mi chiedo come riuscissi a rispettare i vari impegni.
Se ne hai, qual’ è il tuo segreto?
Non ho segreti.

Quali sono i tuoi punti di forza ?
Prevalentemente la costanza che considero una forma di serietà e di correttezza verso se stessi. A questo aggiungerei anche una forma di curiosità che, nel tentativo di migliorare le mie prestazioni, mi porta a documentarmi sui vari metodi di allenamento.

Come ti senti poco prima della gara?
Emozionatissimo. Sono molto emotivo e dopo tanti anni non mi sono ancora abituato a questa delicata fase della gara. Cerco di porre rimedio controllando mentalmente tutto, dall’equipaggiamento alla tattica di gara

Quale potrebbe essere la tua distanza giusta?
Lo sprint nella discesa fluviale ed i 200 metri nell’olimpica
Cosa ti motiverà a gareggiare nel 2019?
Sentirsi bene e rivedere gli avversari che considero soprattutto degli amici

Che consiglio daresti a chi vuole avvicinarsi alla canoa olimpica?
Avere degli obiettivi agonistici che se da ragazzo portano solo a voler emergere poi da adulto portano a rispettare se stessi e gli avversari

Hai uno stile di vita?
Normalissimo, a parte la preparazione fisica non mi pongo problemi alimentari. Anche il lavoro in campagna mi aiuta a restare piuttosto attivo

Cosa fai per rilassarti?
Recentemente ho iniziato a prendere lezioni per imparare a suonare la tromba anche se ho scoperto che poi non è così rilassante

Sappiamo tutti della sciagura del L. Santarini hai una tua considerazione?
Non si tratta di una sciagura. Occorre guardare il bicchiere mezzo pieno. Il vecchio impegno assunto in passato con Santarini non era sufficiente da un punto di vista legale. Serve un nuovo accordo che garantisca maggiormente la proprietà e che quindi offra quella stabilità necessaria al nostro Club per fare progetti e quindi investimenti per il futuro. Naturalmente non sono d’accordo con il modo usato per allontanarci dal lago, ma sono fiducioso che con l’aiuto dell’amministrazione di Santarcangelo il Club riuscirà presto a riavere quell’ accesso all’acqua ed un posto dove installare un magazzino ed uno spogliatoio decente. Invece sono dubbioso sulle concrete possibilità del Club di realizzare progetti ed investimenti immediati nel lago Santarini. Giustamente tutte le risorse sono state impegnate nella costruzione della nuova sede di via Labriola a Rimini e credo che, salvo interventi economici straordinari di tipo privato, soprattutto il settore dell’agonismo verrà pesantemente penalizzato.

Ti lascio concludere …
Penalizzare l’agonismo è un errore strategico enorme. Ritengo che una forma non esasperata di agonismo aiuti ad avvicinare ed a trattenere presso il Club nuove generazioni di canoisti. Il Club deve associare a quell’ immagine di gruppo di amici che va in canoa la funzione che può avere anche questo sport nell’ educazione sociale delle persone attraverso l’impegno ed il rispetto delle regole, da quelle delle gare a quelle della convivenza civile.

Ti ringrazio per la collaborazione, il nostro club ha bisogno di sportivi come te. Apprezziamo da veri sportivi e da effettivi appassionati le tue doti, sei un esempio stimolante, tanti complimenti e un futuro pieno di successi.