Traversata del M. Adriatico


 

I ragazzi della porta accanto

di Arnaldo Croccolino
L’avvincente avventura alla conquista dell’Adriatico, si articola in capitoli che raccontano la storia di una lunga ed appassionante pagaiata ,da Pola a Misano Adriatico. Leonardo ed Andrea sono due ragazzi con i quali in assoluto è semplice entrare in relazione, la narrazione, semplice ma rigorosa racconta un’avvincente storia di lupi di mare che soddisfa la sete di avventura di un canoista. Leonardo Bonfanti vive a San Giovanni in Marignano, ex guardia del Corpo Forestale, è una persona eclettica, un canoista di lungo corso, un bravo cantante e scrittore. Personal Trainer C.O.N.I. C.S.E.N (Centro Sportivo Educativo Nazionale), Ricercatore Spirituale, dirige il Centro Olistico e sportivo “Sogni in Movimento”. Andrea Bazzotti di Misano Adriatico, ex ufficiale della Marina Militare, insegnante alle superiori ,lo conosciamo come portacolori del nostro club . E’ il veterano della traversata, della sua prima esperienza ha scritto il libro “ Oltre l’Azzurro. Gli avventurieri possono essere veramente di infinite tipologie, Leonardo e Andrea sono viaggiatori semplici, che esplorano, condividono, tutto con infinita naturalezza.

ADRIATIC CHALLENGE 2018, ovvero la traversata del Mar Adriatico su kayak biposto da Pola in Croazia a Cattolica (RN)

1° Episodio di Leonardo Bonfanti.
Un giorno di fine Novembre 2017, il mio amico Andrea Bazzotti, mi propone un’insolita quanto affascinante sfida: attraversare il mare Adriatico con un kayak biposto. Essendo un canoista sfegatato e avendo praticato per molti anni e a livello agonistico la canoa da discesa fluviale, accolgo praticamente subito questa pazza idea, con Andrea abbiamo già vissuto assieme altre avventure canoistiche, come la percorrenza del Fiume Duero, al confine tra Spagna e Portogallo, la traversata in fiume e mare della Maremma Toscana e altre imprese ma questa mi appare subito una sfida di alto valore atletico e spirituale.

Scegliamo così di traversare il mare da Pola in Croazia a Cattolica in provincia di Rimini, stabilendo anche la data della nostra impresa, la prima settimana di Luglio 2018. Ribattezziamo questa follia “Adriatic Challenge 2018” per darle non solo un tocco di internazionalità ma per sottolineare l’aspetto di sfida della cosa. Non contenti di ciò stabiliamo che l’attraversata verrà fatta con un tempo record, l’idea è quella di compiere in meno di 18 ore i 135 chilometri che separano le due coste. Il primo di Dicembre iniziamo ad allenarci, in k1 da mare, nell’attesa di reperire l’imbarcazione doppia con la quale cimentarci per l’impresa e attraverso allenamenti funzionali e condizionali, tramite sovraccarichi (preparazione coi pesi) e allenamenti aerobici, corsa, bici, nuoto ecc. Nel frattempo la scelta dell’imbarcazione cade su un surfski doppio, dalle prestazioni incredibili per quanto riguarda la velocità, quanto poco stabile e difficilmente gestibile per un percorso così lungo e impegnativo. Dopo diverse ricerche, contatti, telefonate e prove in acqua di due modelli differenti, sul lago di Bracciano e sul mare di Anzio, prendiamo un CX della Allwave, di cui entriamo in possesso però molto tardi, a inizi Aprile, dopo svariati allenamenti invernali in solitaria.

 

 

Prologo

2° Episodio di Leonardo Bonfanti.

PER PREPARARE QUESTA TRAVERSATA CI SIAMO ALLENATI 7 MESI. VI DIAMO QUALCHE NUMERO PER CAPIRE LA MOLE DI LAVORO SVOLTA:
ALLENAMENTI in CANOA (singola e biposto): 65
ALLENAMENTI a SECCO (pesi, allenamenti aerobici vari): 82
NUMERO COMPLESSIVO ORE IN CANOA: 165
KILOMETRI PERCORSI IN MARE: circa 1400
NUMERO COMPLESSIVO PAGAIATE: circa 685.000

Inizialmente, nei mesi invernali, ci siamo allenati singolarmente in k1, partendo da allenamenti di un’ora per aumentare progressivamente la durata degli stessi fino a raggiungere le tre ore. Contestualmente nei giorni dedicati alla preparazione a secco, abbiamo focalizzato la nostra attenzione su training aerobici di corsa e nuoto, più allenamenti in palestra. Oltre a questo, entrambi abbiamo dedicato del tempo per praticare in maniera costante esercizi di allungamento e stretching, molto importanti in quanto la permanenza prolungata, all’interno delle canoe, poteva procurare problematiche di infiammazioni, tendiniti, contratture ecc. e in proiezione traversata, un fisico forte ma anche molto elastico garantiva buone prestazioni oltre a scongiurare possibili infortuni, dovuti alla postura in barca per tempi così lunghi. Da Aprile, con l’acquisto del surf ski doppio CX della ALLWAVE, abbiamo cominciato ad andare sulla stessa imbarcazione. Inizialmente si sono palesati problemi di assieme e fluidità nella pagaiata, non che problematiche di equilibrio e gestione del mare, su un’imbarcazione davvero rastremata e poco consona ad essere utilizzata specie nei rifornimenti idrici e alimentari. Notavamo con estremo disappunto che la maggior parte delle energie veniva utilizzata non per avanzare speditamente ma per tenersi a galla e il continuo moto fastidioso del mare e il vento trasversale che è durato per tutta la preparazione, complicava ulteriormente le cose.


A Maggio tuttavia, nonostante le difficoltà appena descritte, decidiamo di partecipare alla Vogalonga di Venezia, assieme a Maurizio Tognacci e alla sua compagna. In questa occasione, nonostante la presenza di quasi tremila imbarcazioni, i problemi legati alla direzionalità e alla gestione del surfski doppio, di cui vi ho appena descritto, sono magicamente scomparsi e con nostra stessa sorpresa siamo risultati tra le imbarcazioni in assoluto più veloci, superando praticamente tutti gli altri equipaggi, comprese imbarcazioni velocissima, quali otto con del canottaggio e k4 olimpici.
Di ritorno da Venezia, decidiamo di proseguire con gli allenamenti in surfski ma le problematiche purtroppo ricompaiono, minando il nostro ottimismo, a malincuore quindi prendiamo una decisione drastica quanto coraggiosa e saggia, abbandonare il surfski per trovare un’imbarcazione più adatta alla traversata. Nel frattempo ci alleniamo assieme ma su due k1 Avanak della QUAYAQ, Resinvetro. Intensifichiamo gli allenamenti e le ore in barca, facendo allenamenti di circa cinquanta chilometri per volta, arrivando anche a sei ore consecutive seduti in barca. Si crea tra noi una sana rivalità che ci spinge a tenere un passo decisamente veloce per distanze così lunghe. Questo periodo di allenamenti lunghi ed intensi in k1 rappresentano la chiave di volta positiva della nostra preparazione, in attesa di reperire la giusta imbarcazione che ci permetta di essere veloci e stabili al qual tempo. A due settimane circa dalla nostra impresa, finalmente entriamo in possesso di un k2 da mare con le caratteristiche che cercavamo, seppur un po’ pesante e con un assetto poco comodo, si chiama Waterman, del famoso costruttore Portoghese NELO. Con questa imbarcazione facciamo i nostri ultimi allenamenti e ci apprestiamo a partire per la Croazia.

                                                                               Prossimamente il 3° episodio