News di Maggio


                            Notizie,analisi,documenti sul nostro club e sul mondo della canoa a cura     di  Arnaldo Croccolino

 


INFO CLUB

Corsi Scuola Dante Alighieri 
Per tutta la mattinata di Sababato 5 Maggio 30 alunni della Scuola Dante Alighieri di S. Giuliano, hanno animato la spiaggia di Viserba. Un corso che fornisce le nozioni fondamentali della pagaiata in kayak, hanno già preso alcune lezioni di teoria in classe ed oggi… pratica per applicare gli insegnamenti . Quest’anno formula nuova, Thomas Frani responsabile dei corsi, ha messo a punto un programma semplice che ha prodotto l’effetto desiderato, ricevendo i complimenti dei docenti.

 

 

 

 

Corso di avvicinamento alla canoa per gli alunni della Scuola Media Dante A. di S. Giuliano. (II° gruppo)
Nel mese di Maggio saliranno in canoa un centinaio di alunne/i, un ambizioso programma del nostro club per promuovere il kayak. Un calendario denso di corsi ed eventi che animeranno la stagione Riminese. Questa mattina 40 ragazze/i dopo un’introduzione alle tecniche, progressivamente si sono imbarcati. Un occasione per vivere una bella esperienza coinvolgente e gratificante.

 

Comune di Santarcangelo di Romagna riunione della Consulta per lo Sport

La prima necessità per una amministrazione locale che crede nel valore sociale, educativo e di prevenzione, rappresentato dalla pratica sportiva è quella di conoscere come il fenomeno sportivo si sviluppa sul proprio territorio. Sabato 5 Maggio Luigi Pompili in rappresentanza del Canoa Club Rimini, è stato protagonista di varie proposte fatte nella riunione. L’incontro tra Comune e società sportive riguardava  la preparazione alla manifestazione “ Caccia allo Sport 2018” che si svolgerà nel centro storico di Santarcangelo. Il Presidente della Consulta e il Sindaco hanno dimostrato interesse alle proposte di Luigi (Gigi) assicurando che verranno prese in considerazione.

 

 

A.A.A. ISTRUTTORI CERCASI! OPPORTUNITA’ PER TECNICI: ESTATE ALLE ISOLE TREMITI
Touring Club Italiano e Federazione Italiana Canoa Kayak insieme per valorizzare la cultura del mare e dello sport. La F.I.C.K. ha formalizzato per l’estate 2018 una convenzione con il Touring Club Italiano, con la prospettiva di una maggior divulgazione del nostro sport nel settore turistico. L’accordo, basato su uno scambio di servizi, permetterà ai nostri tecnici federali di trascorrere qualche settimane nel villaggio turistico delle Isole Tremiti in Puglia. L’iniziativa è stata presentata alla stampa attraverso un comunicato congiunto FICK-Touring.

 

INFO UTILI: l’accordo non prevede compenso , ma vitto e alloggio. Eventuali accompagnatori, fino ad un massimo di 3, potranno soggiornare ad una tariffa speciale di 20€ al giorno in pensione completa.  (PER TUTTE LE INFO DETTAGLIATE )

 

MODULO CANDIDATI CLICCANDO QUI GOOGLE FORM 

 

Calendario Agonistico Regionale 2018
In base alla delibera del Consiglio Federale nella riunione del 26 Gennaio 2018 il CCR estende la divulgazione dei seguenti calendari:
Velocità, Maratona, Slalom, Discesa,Canoa Polo e Paracanoa

 

 

 

 

Promemoria iscrizioni 2018
sottoscrivere o rinnovare l’iscrizione al C.C.R. per l’anno 2018. Come sappiamo, per fare attività sportiva presso un’associazione iscritta ad una federazione, nel nostro caso alla F.I.C.K / C.O.N.I. è necessario presentare: Un certificato medico non scaduto e almeno una volta il certificato di un Elettrocardiogramma per attività non agonistica. Per coloro che hanno superato il 60°anno di età l’ ECG deve essere rinnovato ogni anno. Per ovvi motivi ai soci che non hanno rinnovato la tessera scatta il divieto di svolgere in assoluto attività sportiva in ogni luogo in nome del Canoa Club Rimini, perdono il diritto di svolgere attività amatoriale o agonistica, non possono utilizzare le strutture e le attrezzature. Il versamento in ritardo della quota non esenta il pagamento dell’intera annualità.

RADUNI E MANIFESTAZIONI

05 Maggio 2018 1° Raduno Nazionale UISP Acquaviva sul Sesia. Raduno per Tutti
Organizza UISP Acquaviva sul Sesia.
Due giorni intensi di acquabianca per tutti, principianti ed intermedi, in kayak ed in canadese.
Sabato e Domenica 5/6 Maggio discesa del tratto classico di gara del Sesia (da sotto Balmuccia a Baraggiolo) e della sezione Varallo-Doccio. Discese guidate con recuperi organizzati e workshop con gli istruttori qualificati UISP.
E tantissimo altro …
Per info
Andrea-3886344484
Mike-3468240638
Livio-3482258281
tel: 3886344484

12/13 Maggio 2018 Water Women’s Day Raduno per Intermedi
Organizza Canoa Club Bologna sul Fiume Limentra
2 giorni di discese assicurate dal rilascio programmato dell’acqua (14m3/s). Gadget, servizio navetta, cena convenzionata sabato sera con festa danzante, ristoro la domenica, Test Boat di Ozone e Drago Rossi, e riffa finale con ricchi premi tra cui 2 kayak!
Info Guido Malossi tel: 3388016201

12/13 Maggio 2018 1° Raduno Nazionale Canoe d’Epoca L. di Pusiano Raduno per Tutti
Organizza Canoa Club Sottocosta a Rogeno (LC) Stada Provinciale 47 N° 108
Possono partecipare qualsiasi tipo di canoa e Kayak, ritrovo al Lago di Pusiano Lido di Casletto di Rogeno (LC)
Programma
Sabato 12 Maggio 2018 ore 10
inizio esposizione canoe d’epoca
Domenica 13 Maggio 2018 ore 10
partenza in canoa per il giro turistico
del Lago di Pusiano (Km. 10)
Info: Andrea Alessandrini 329-6010167

18/20 maggio 2018 Festival del Fiume Valsesia per esperti
Organizza Gene17Kayaking & Campeggio il Gatto e la Volpe a Campertogno
Un festival di kayak d’acqua bianca in Valsesia, Gene17Kayaking organizza gare, discese di gruppo, corsi, film e altro ancora. Il Campeggio del Gatto & la Volpe a Campertogno ospiterà la manifestazione.
Il Valsesia River Festival è per tutti i White Water Paddlers,con molta scelta molte gare aperte con classi agonistiche, corsi Steep Creeking accessibili e per completare il tutto, un ottimo intrattenimento serale.
I premi di sabato sera al Party
Ecco il nostro programma:
Registrazione al Gatto e la Volpe a Campertogno
Venerdì
1800 – Iscrizione a Campertogno
2100 – Movie Night al Gatto e la Volpe
Sabato
0800 – Registrazione a Campertogno
1000 – Sesia Alpin Sprint Team Round sul Sesia Alpin Sprint
1400 – Individuale Sesia Alpin Sprint Round sulla Sesia Alpin Sprint
1700 – Sweet Rumble BoaterX Finals – Campertogno
1930 – Olimpiadi di Palm Throwbag – Il Gatto e la Volpe a Campertogno
2200 – Party & Premi il Gatto e la Volpe a Campertogno
Domenica
Day time – Coaching Clinics
1600 – Chiusura del Festival e Premi a Campertogno
Il Festival Pass includerà:
Entrata alle competizioni
Ingresso alla notte del cinema del venerdì sera
Ingresso alla festa del sabato sera
Scopri di più su http://www.valsesiariverfestival.com/

20 Maggio 2018 44^ Vogalonga Venezia per intermedi
Regolamento
La Vogalonga, 44° edizione, è una manifestazione sportiva ludico-motoria amatoriale, non competitiva, che si svolgerà nel contesto della laguna di Venezia su un tracciato di 30 chilometri circa, il 20 maggio 2018. La manifestazione è regolata dalle seguenti norme:
Partecipazione
Possono iscriversi tutti coloro, uomini e donne, che abbiano superato il sedicesimo anno di età; potranno partecipare anche i minori di 16 anni, purché accompagnati da chi esercita la patria potestà
Imbarcazioni
Possono partecipare tutti i tipi di imbarcazione a remi, senza limiti di peso, misura e numero di vogatori.
Iscrizione: dal lunedì al sabato dalle ore 9:30 alle ore 12:30. Venerdì 18 e sabato 19 maggio l’ufficio sarà aperto fino alle 18:00 esclusivamente per formalizzare le iscrizioni già effettuate e per il ritiro del materiale della manifestazione. Il rappresentante di ciascun equipaggio dovrà compilare l’apposito modulo. La quota d’iscrizione è di € 22,00 per ogni persona imbarcata.
Il pagamento potrà avvenire per contanti, assegni o bonifico bancario intestati al Comitato Organizzatore Vogalonga S.Marco 951 – 30124 Venezia. Sarà possibile addebitare la quota di iscrizione su carta di credito effettuando l’iscrizione via internet direttamente dal sito www.vogalonga.com.

19/05/2018 20/05/2018 Raduno per  esperti
Vanoi Rapid Race RADUNO GARA e FESTIVAL del KAYAK . 2 giorni pagaiando nei diversi tratti del Fiume Vanoi, tratto Basso (difficoltà III°-IV°) e Alto ( difficoltà IV° ).
Domenica si svolgerà la Gara VANOI RAPID RACE MEDIO CORSO di SLALOM dedicata ai canoisti principianti. A seguire Gara VANOI RAPID RACE ALTO CORSO nel tratto del Vanoi alto. Difficoltà medio-difficile (IV° ). L’organizzazione mette a disposizione Maestri di Canoa e Guide Fluviali per accompagnare i partecipanti nei diversi tratti di questo bellissimo torrente. Possibilità di campeggiare in aree attrezzate e pernottare presso gli Hotel e Rifugi della zona. Al termine premiazioni con il Trofeo Vanoi Rapid Race che quest’anno vede l’inserimento della categoria femminile!

tel: 3473767729
email: onda@ondaselvaggia.com

 

DIDATTICA

Come lanciare una corda? 4 modi per farlo.
Essere capaci di lanciare una corda di salvataggio in acque mosse, ci sono diversi modi di lanciarla ad una persona che sta nuotando in corrente nel fiume.
Dai un’occhiata a questo resoconto ed al filmato, dei passaggi base per avvolgere e lanciare una corda di salvataggio. Quattro modi diversi, presentati da Boreal River Rescue e Five 2 Nine i:
Metodo Butterfly (a partire dalla fine della corda): avvolgi la corda in mano con dei cappi, appesi ad entrambi i lati della mano, assomigliando a delle ali di farfalla.
Metodo Butterfly (a partire dalla fine della borsa): Con la borsa in mano, avvolgi la corda nello stesso modo del primo metodo.
Metodo Tru: tieni la corda in mano e avvolgila in modo che formi una figura a 8 tra la mano e il gomito.
Loop: Inizia con la corda in mano. Iniziare a fare giri con l’altra mano, torcendo la corda mentre la metti nella mano che tiene la cima della corda.

VENTO E ONDE

Qualcuno ha programmato una vacanza in Bretagna (Francia)? Se è così, sulla Pointe du Raz – il promontorio roccioso, che ha la reputazione di essere il punto più occidentale della Bretagna – puoi fare una bella pagaiata di prima classe, come mostra questo video. Kenterrollen: certo che dovresti esserci …

 

 

INTERVISTA

 

 

 

 

Intervista a Sal Montgomery 
Sal Montgomery è una canoista inglese, possiamo dire che ha pagaiato in acque bianche di tutto il mondo. Dai grossi volumi alle gare di freestyle, ha fatto tutto, ma ancora non si sente appagata, sempre alla ricerca del fiume da scendere. Nel pieno dell’estate norvegese, la Sal ha accettato di farsi intervistare.
Raccontaci un po’ dei tuoi successi nel mondo del kayak.
Ho iniziato con il freestyle e sono stata nel team della nazionale della Gran Bretagna per un paio d’anni. Poi ho avuto più possibilità di fare discese in fiume, da allora ho pagaiato in molti paesi di tutto il mondo e strada facendo ho partecipato a qualche competizione qua e là. Il mio risultato migliore, è stato nei Campionati Himalayan Whitewater dove sono arrivata prima. Sono desiderosa di fare altre avventure.
Foto: Jake Holland
Quando e come hai iniziato a pagaiare per la prima volta?
Alcuni amici un’ estate, mi hanno portato a fare un biposto e d’ allora sono stata catturata dall’acqua bianca!
Qual è stato il tuo primo kayak?
Jackson Star
Attualmente cosa stai facendo?
Sono in Norvegia
Qual è stato il tuo più grande ostacolo in canoa / kayak, quando sei passata al terzo grado ?
Mi ci sono voluti anni per imparare a fare l’eschimo, all’epoca era piuttosto frustrante.
Cosa ti trattiene in questo sport?
Avventure con persone fantastiche in posti incredibili.
Chi è la tua più grande fonte di ispirazione nel mondo del paddling (e perché)?
Chiunque sia in acqua, con chi sta facendo cose interessanti e mi fa venir voglia di migliorare la mia pagaiata.
Foto: Matt Blackwell
Data la scelta dove vorresti pagaiare?
Vorrei dare un’occhiata a Ecuador e Cile, così come tornare in Norvegia e in Nepal.
Cosa consideri per il tuo più grande successo nel mondo della canoa / kayak?
Troppe persone straordinarie che fanno cose incredibili! desidero una spedizioni grande, dove i paddlers faranno cose davvero impressionanti.
Come ti trovi nella “zona” prima di una gara o quando devi fare un tratto d’acqua impegnativo?
Guardo la rapida e trovo la mia linea, sono felice di poter fare la mia linea, salgo sulla mia barca e scendo nelle rapide . Poi devo rifare nella mia testa e andarle a prenderle.
Dove è stata la tua ultima nuotata?
Fairy Glen
Qual è il tuo kajak preferito di tutti i tempi e perché?
La Waka Tutea, perché vola! Che kit stai attualmente utilizzando, cosa ti piace e non ti piace?
Peak UK whitewater one piece (muta stagna), in quanto mi mantiene calda e asciutta, oltre ad essere super resistente. La zip sulle gambe rende più facile andare al gabinetto! Il mio Peak UK Delux cag è anche molto comodo da indossare anche nei giorni più caldi.

 

AVVENTURA

 

3 marzo 2018 Spedizione in Patagonia Australe Di Arek Mytko

Osservando lo Stretto di Magellano con una vista a volo d’uccello, si può vedere quanto sia irregolare la costa e quanto complicato sia il sistema dei fiordi, degli stretti e dei canali – un vero labirinto. Le due località cilene più grandi sono: Punta Arenas e Puerto Natales distanti via terra 250 km . Dato che ci sono state pochissime spedizioni in kayak sullo Stretto di Magellano, senza contare i viaggi di un giorno, ho deciso di pagaiare da Punta Arenas a Puerto Natales.

Ho avuto due opzioni …
La prima è il percorso classico da una città all’altra, attraverso lo stretto e i canali, che viene utilizzato dalle barche da pesca. Il secondo è penetrare fino alle isole e ai canali, cioè, un tentativo di raggiungere l’altro lato attraverso le montagne. La prima opzione sembrava troppo classica e non abbastanza esplorativa, quindi, rivedendo le mappe, ho scoperto una nuova variante con due trasbordi attraverso le montagne,in alternativa un terzo scenario con tre trasbordi. E così è stato deciso. Il mio viaggio ha attirato l’interesse di un certo numero di guide che avevano lavorato con me,nella Patagonia settentrionale in passato Grazie alla loro professionalità, ho scelto Mauricio e Alex. Sulle acque dello Stretto di Magellano, una squadra armoniosa e solida è alla base, non tanto del successo, ma della garanzia di sicurezza.

Per superare il bacino, chiamato ” the raging fifties ” (dovuto alla latitudine della zona), pericoloso a causa dei venti potenti e delle forti correnti oceaniche, avevo bisogno di kayak da spedizione di grandi dimensioni. La mia scelta è caduta sui modelli più grandi di Tahe Marine e Zegul. Avendo concordato con la fabbrica tutti i dettagli della spedizione dei kayak e delle attrezzature aggiuntive (tute, pagaie, giubbotti di galleggiamento), ho iniziato a raccogliere altre attrezzature per la spedizione e cominciando la preparazione fisica. Quando non sono in spedizione in montagna o in kayak, mi alleno tutti i giorni, una routine che ho seguito sin da quando ero bambino. Il tipo di allenamento è scelto in relazione alla prossima spedizione. E così ho cambiato in qualche modo il mio sistema di allenamento, che ora si è concentrato nel 90% sull’aumento della forza e della resistenza della parte superiore del corpo. Ho dato le stesse linee guida ai miei compagni.
All’inizio di dicembre è arrivato il mio equipaggiamento
Sfortunatamente, la compagnia di trasporti non essendo professionale i miei kayak arrivarono seriamente danneggiati. Due di loro, Zegul Searocket e Tahe Marine Wind 585, li hanno rotti sulle fiancate in diversi punti. Sembrava che qualcuno li avesse schiacciati con qualcosa di pesante. Il terzo kayak, Zegul Empower, aveva una fessura nella parte posteriore del bagagliaio. La prima settimana mi sono occupato delle riparazioni, durante le quali, dalla mia bocca fuoriuscivano solo insulti. Anche in altre spedizioni di pacchi , provenienti dalla Polonia e dagli Stati Uniti, sono state necessarie un sacco di raccomandazioni con le compagnie di trasporto locali affinche mi arrivasse la merce intatta.

Purtroppo, la logistica in Cile è carente, indipendentemente dalla compagnia con cui viaggia, (dalla Polonia a Santiago del Cile – dieci giorni, … da Santiago del Cile a Punta Arenas – due mesi), furti di attrezzature, lunghi periodi di attesa, l’addebito di ulteriori tasse oniriche). Non è stata una buona partenza! Finalmente il 13 dicembre alle 03:00, abbiamo iniziato a spostare tutte le attrezzature sulla vicina spiaggia. Nel giro di due ore siamo riusciti a mettere tutto nei kayak e indossare una tuta impermeabile. Abbiamo iniziato il viaggio chiamandolo Tahe Outdoors Patagonia Austral Expedition.

Per i primi due giorni abbiamo pagaiato per 14 ore al giorno con vento contrario, diverse volte siamo dovuti andare a terra ad aspettare che le forti raffiche si calmassero. Stavamo andando in kayak a nord-ovest, e i venti ci trascinavano a ovest, era una battaglia estenuante per ogni chilometro. In due giorni abbiamo percorso oltre 70 km di strada lungo la costa, con gli ultimi edifici abbiamo salutato la civiltà. Ora ci aspetta il lungo, Stretto di Magellano.
Cabo Froward
Una delle sezioni più difficili doveva essere la punta del Sud America chiamata Cabo Froward (Capo Froward) – un’alta montagna rocciosa che è anche il punto più meridionale del continente Sud Americano. Diverse volte avevo visitato il luogo, provenendo dal lato delle montagne dove i venti spesso superano i 100 km / h. È una delle aree più stressanti per i pescatori locali e per i kayakisti, a causa dell’ alta costa rocciosa e quindi, nessuna possibilità di fuggire a riva. Quando la mattina dopo abbiamo ripreso a pagaiare per conquistare il promontorio, abbiamo trovato il tempo calmo, che a Magellano è estremamente raro. Il mare era piatto come uno specchio e il vento si era fermato. Increduli, abbiamo pagaiato lungo le pareti rocciose, toccandole con le mani per segnare fisicamente la nostra presenza. La giornata si è conclusa come era iniziata, senza vento.

In Patagonia, specialmente nella parte meridionale, non puoi mai distrarti, indipendentemente dalle condizioni in cui ti trovi. Due giorni di tempo senza vento sono perfetti per il kayak a Magellano, ma nella Patagonia non dura mai per sempre, come avevo fatto notare ai miei compagni prima della spedizione. Abbiamo scoperto con quanta rapidità le condizioni possono cambiare da idilliache a una tempesta mortale, come quando abbiamo navigato lungo il muro di nove chilometri. Il mare cominciò a ondularsi dolcemente, subito cominciai a osservare con ansia il cielo, il movimento delle nuvole e la formazione rocciosa, che non offriva alcun luogo che consentisse un’approdo.
Mani vesciche
Cinque minuti più tardi, i nostri kayak salivano e scendevano onde oceaniche, dovemmo allontanarci dalla riva, per non naufragare sulle rocce. Per due ore, pieni di stress e tensione, lentamente stavamo avanzandoi, il nostro corpo che lottava costantemente per mantenere l’equilibrio. Quando il muro è finito, siamo fortunatamente planati in una baia con una lunga spiaggia, finalmente abbiamo tirato un sospiro di sollievo e rilassato i nostri corpi doloranti. Le nostre mani erano piene di vesciche per afferrare saldamente le pagaie, che il vento continuamente aveva cercato di strapparci dalle mani. Per i miei compagni, questa era la loro prima esperienza di pagaiata lunga molte ore e per diversi giorni. Hanno iniziato a sentire forti dolori alla schiena, braccia, mani e gli avambracci erano tutti gonfi, abbiamo deciso di fare una sosta di qualche giorno per recuperare.

In questa spedizione non era solo la stretto di Magellano a preoccuparci, ma anche due trasbordi molto impegnativi . Svalicare due montagne, di cui non avevamo praticamente la consapevolezza di cosa ci aspettasse. In molti luoghi, ci sono tutti i tipi di ostacoli naturali, come isole, baie o punte rocciose sporgenti dove appaiono i vortici. I vortici e le correnti sono così forti che i pescatori aspettano il periodo delle maree per arrivare all’altro lato del canale. I venti, che, come ho detto, soffiano da ovest, guadagnano velocità premendo tra alte montagne e sollevando le onde. Il canale di Jeronimo è un canale stretto, che è più simile a un fiume che all’oceano, a seconda del movimento del mare, abbiamo trovato la corrente in linea con la nostra direzione, o opposta.
Con i kayak abbiamo imboccato il canale Jeronimo, l’alta marea era finita e il vento non era così fastidioso, dopo un’ora che stavamo pagaiando la direzione della corrente è cambiata e iniziò una battaglia in salita. Con la sera imminente, il vento ha cominciato a soffiare più ferocemente e ad un certo punto è diventato abbastanza forte arrivando di lato, che i nostri kayak sono stati spinti verso le rocce. La situazione era pericolosa perché diventava molto difficile mantenere il controllo dei kayak, con le pagaie che cercavano di volare via dalle nostre mani. Ci sono voluti due giorni per attraversare il canale contro le correnti e il forte vento. Tuttavia, quando ce l’abbiamo fatta, abbiamo dovuto fare un trasbordo di 10 km per arrivare dall’altra parte delle montagne. Il primo trasbordo non è stato così difficile tecnicamente grazie alle due lagune e alla scarsa vegetazione. Siamo riusciti a trovare un passaggio, ci son voluti solo tre giorni. Ora, ci attende Xaltegua Bay ben noto per i suoi venti forti e le onde alte, a causa del collegamento diretto con l’Oceano Pacifico.

‘Evacuazione’
Dopo una dura pagaiata di una giornata, ci siamo accampati in un’incantevole baia, abbiamo pregato per avere una finestra meteorologica favorevole così avrebbe calmato il mare, dandoci la possibilità di attraversare la baia. Di notte il vento è morto e verso le 3 del mattino, ho svegliato i ragazzi e ci siamo dati una mossa nel fare i bagagli in fretta e via in kayak ,partiti immediatamente. Il mare era insolitamente calmo, si avanzava nervosamente, arrivando dall’altra parte della baia, quando, dopo tre ore, arrivati all’ingresso del Canale di Gajardo il vento ha cominciato a soffiare. Da un lato siamo stati fortunati ormai eravamo a due ore dal raggiungere il collo di bottiglia stretto del canale. Siamo stati tra le piccole isole, dove la corrente opposta ha iniziato a spostare i nostri kayak all’indietro, l’acqua si sollevò e cominciò a formare vortici. Combattendo la forte corrente e il vento, ci siamo nascosti dietro un’isola rocciosa, che ci ha protetto dal vento. Era solo un rifugio temporaneo perché dove eravamo non c’era spiaggia e soprattutto, acqua potabile. Decidemmo di aspettare che la tempesta passasse e quando ci sembrò che il vento si attenuasse, uscimmo nella baia.

Per due ore abbiamo pagaiato forte, tagliando le onde e il vento. Abbiamo deciso di entrare nel canale con il cambio di marea che sarebbe dovuto arrivare dopo due ore. Ci ha dato la possibilità di riposarci e preparare un pasto. Gajardo Channel è un pittoresco canale che, nel mezzo della sua lunghezza, si assottiglia fino a 50 metri. È facile immaginare cosa succede alla strozzatura, dove l’oceano si riversa da una parte all’altra. Siamo arrivati al restringimento, subito dopo il cambio di marea. Abbiamo dovuto superare 200 metri di un “fiume di montagna”. I kayak furono lanciati in tutte le direzioni mentre lottavamo attraverso la forte corrente e numerosi gorghi. Siamo riusciti a superare la difficoltà e dall’altra parte ci aspettava, uno “specchio”.
Siamo arrivati al secondo trasbordo, Per prima cosa, abbiamo cercato di entrare in un altro fiordo vicino al ghiacciaio Campo Nevado, ma quando siamo scesi a controllare, abbiamo notato che il fiordo era ostruito dal ghiaccio e così abbiamo proseguito sulla nostra strada. Dopo 10 km prima del trasbordo, ci siamo dovuti fermare per alcuni giorni nel fiordo di Skyring per una tempesta. Purtroppo il secondo trasferimento di kayak ci ha portato via del tempo, ci sono voluti cinque giorni per superare i cinque chilometri di zone umide.

Durante questo periodo il vento soffiava continuamente, il che ci dava conforto poiché sapevamo che non avrebbe soffiato per sempre e alla fine ci doveva essere una tregua , come a Froward Cape. Quando siamo entrati nel fiordo di Obstruccion, ormai vicino Puerto Natales, non l’avevamo, ma con la nostra mente eravamo già pronti per l’apertura delle bottiglie di champagne. Tuttavia, i primi chilometri del fiordo hanno stravolto i nostri piani di raggiungere rapidamente l’obiettivo. Il vento, che soffiava soprattutto di traverso non ci permetteva nemmeno di lasciare la baia, dove trovavamo un rifugio perfetto. Per cinque giorni ogni giorno, abbiamo cercato di lasciare la baia e ogni volta dovevamo tornare indietro. Il vento sul fiordo aperto superava i 100 km / h. Era impossibile tenere la pagaia in mano, per non parlare della pagaiata ed era impossibile respirare. Eravamo a due giorni dalla nostra destinazione, affamati e stanchi, le nostre razioni negli ultimi giorni erano diminuite, poi finite!! e il vento soffiava costantemente, senza nemmeno darci la possibilità di pescare. Qualunque cosa siamo riusciti a catturare dalla riva, abbiamo mangiato comprese le ossa, abbiamo raccolto funghi che crescevano sugli alberi. Non era molto, ma riempiva lo stomaco.

Dopo una settimana di attesa, alla fine ci fu l’opportunità di pagaiare fuori dalla baia. Alle 4 del mattino si parte le sporgenze frastagliate della costa, sulle quali prima le onde si erano infrante furiosamente, potevano finalmente essere aggirate. Due ore dopo arrivò il vento, ma non ci importava, dato che eravamo usciti dalla sezione più difficile del fiordo, felici lentamente stavamo raggiungendo la civiltà.
Due giorni dopo abbiamo raggiunto il porto di Puerto Natales. Eravamo affamati, stanchi, ma felici. L’intero viaggio è durato 33 giorni, la sezione più lunga in mare, che abbiamo coperto in un giorno, è stata di 73 km. Abbiamo pagaiato 10-14 ore al giorno, considerando il fatto che i giorni durante questo periodo dell’anno erano i più lunghi. La velocità media di un kayak a pieno carico era di 7 km / h in condizioni eccellenti, a seconda della corrente e del vento, questa velocità era diversa e in generale era più bassa. Durante i 33 giorni della spedizione abbiamo avuto due giorni in cui il vento soffiava da poppa e tre giorni di tempo senza vento. In altri casi, il vento soffiava nelle nostre facce e nella fase finale della spedizione, da un lato. In questa spedizione ho perso cinque chili.