Pagaiata del 1° Gennaio


 

Di Pietro Gianelli     foto Tonti Carmen


Sia pure con qualche perplessità riguardo il tempo, si decide di intraprendere la consueta pagaiata di inizio anno. Al raduno siamo presenti in 5 : Enzo il conducator, Oliviero  il metodico, Ugo lo squalo, Arnaldo il reporter e lo scrivente Pietro l’ omone. Si parte dalla sede marina di Viserba in quanto le previsioni indicano onde di 40 cm. che significherebbero partenza bagnata; sempre meglio partire senza il disagio del contatto con l’acqua fredda. Il mare increspato alla partenza non ci preoccupa e si procede impavidi contro vento confortati dal pensiero che il ritorno con vento alle spalle sarebbe stato uno spasso. Si giunge in breve a doppiare la punta del molo, poi in direttiva del delfinario ed oltre, quando ad un cielo che tendeva sempre più a scurirsi, si aggiungeva il cambio di direzione del vento che andava rapidamente in crescendo; la circostanza ci induceva a riflettere se ripiegare o meno. Dopo un breve conciliabolo scaturiva la repentina nonche’ saggia idea di appropinquiarci verso il ritorno puntando la prua a nord, proprio la direzione dalla quale ora spirava un fastidiosissimo vento contrario. Il mare andava via via increspandosi man mano si avanzava e il vento spruzzava sui nostri volti acqua di mare mischiata a quella di una fastidiosa pioggerellina che si aggiungeva al disagio. Ci trovavamo all’altezza del molo dove il mulinello delle onde era amplificato dalla rifrazione dell’acqua contro la scogliera ed io cercavo lo sguardo dei compagni di vogata per dedurne l’umore che per me in questa circostanza era di preoccupazione. In questo caso occorreva necessariamente controllare l’umore poichè non vi era altra alternativa che procedere con vigorose pagaiate per superare la scogliera della darsena fino a giungere alla foce del Marecchia dove sicuramente la corrente del fronte porto si sarebbe esaurita permettendoci un avanzare più tranquillo. Mentre procedevamo con pagaiate vigorose che affondavano con determinazione nell’elemento, ci si avvicinava verso l’agognato approdo, meta poi finalmente raggiunta, dove difficilmente ci si asteneva dal  baciare terra. Sistemate le canoe in sede si brindava al nuovo anno appollaiati nel furgone al riparo dal vento freddo.