News di Febbraio


                            Notizie,analisi,documenti sul nostro club e sul mondo della canoa a cura     di  Arnaldo Croccolino

 


INFO CLUB

 

Assegnate le cariche del nuovo Consiglio Direttivo
Con la prima riunione di Mercoledì 31 Gennaio, nasce così il nuovo Consiglio Direttivo, votato all’ unanimità dall’Assemblea dei Soci, che vede la riconferma di volti già noti e l’ingresso di un nuovo socio. Le cariche rimangono invariate; la presidenza va a Ugo Donati, V. Presidente Guido Marchi, Segretario Oliviero Tieni, Capocanottiera Corrado Rinaldi, responsabile gare Tognacci Maurizio , responsabile dei corsi Thomas Frani, Webmaster Arnaldo Croccolino.  In occasione dell’Assemblea è stato rinnovato ed eletto anche il Collegio Probiviri che sarà rappresentato da Enzo Perazzini, Maurizio Taglialegne e Alberto Costanzi. Un compito di garanzia nel controllare il rispetto delle norme statutarie, etiche e deontologiche da parte dei Soci. Auguri di buon lavoro al nuovo Presidente e a tutti i Consiglieri, che sicuramente lavoreranno con passione ed entusiasmo per far crescere il nostro club e per farsi sempre più promotori dei valori che lo animano, ogni giorno.

 

La famiglia degl’ istruttori si allarga

I Nostri…Oliviero Tieni e Thomas Frani hanno conseguito il titolo di istruttore, dopo aver partecipato e superato brillantemente l’esame finale,                      un’ottima prova che li abilita a diventare Istruttori Italiani F.I.C.K. Il percorso di studi li ha impegnati in lezioni per un intero trimestre che si è concluso lo scorso 21 Gennaio, con una breve discussione di una tesi.
E cosi il club potenzia il proprio organico, dando una risposta positiva alla forte richiesta di corsi, specialmente nei mesi estivi. Un collettivo che coinvolge un maggior numero di istruttori, l’impegno diventa meno gravoso.  Tanto lavoro svolto con professionalità e dedizione, resta solo di porgere i complimenti da parte del Consiglio Direttivo e di tutti gli Associati unitamente all’augurio di una carriera tecnico-sportiva ricca di soddisfazioni.

 

 

Carnevale a Venezia 2018
Il Carnevale di Venezia ha una storia che risale al 1094, anche quest’ anno il nostro club farà parte della storia di questo evento. Un’ esperienza unica, Venezia ha sempre un’atmosfera magica, durante il carnevale sembra di fare un balzo nel passato. La nostra avventura in maschera per calle e campielli ci porterà nel cuore della città, nei giorni di Sabato 10, Domenica 11 e Lunedì 12 Febbraio alla scoperta di angoli nascosti, Canal Grande e Ponte di Rialto saranno tappe irrinunciabili. Si pagaia ovunque, un viaggio nel tempo, nello spazio e nella fantasia.

Programma: Sabato 10 Febbraio: ore 9 Ritrovo e partenza dal piazzale Conad di Viserba.
All’arrivo sistemazione presso il Camping Venezia Village, soggiorno / pernotto in Bungalow
Ore 14: gita a Venezia: Partenza presso il campeggio in autobus fino a Piazzale Roma, la comitiva (canoisti e accompagnatori) proseguirà a piedi per arrivare a Piazza San Marco.
Cena in pizzeria a Venezia, al rientro visita alla Pescheria, balli e danze.
Domenica 11: ore 9 partenza, escursione in canoa dalla sede “Canottieri Mestre” (attraversata della laguna) ingresso a Venezia dal Canale di Canareggio rientro in serata.
Lunedi 12: ore 9 Check-out, tenendo conto degli impegni personali rientro a Rimini
Gli orari di partenza e di rientro per coloro che viaggiano con il pulmino del club sono inderogabili, per chi viaggia con i propri mezzi sono indicativi.
Considerando i tempi così ravvicinati, si consiglia di prenotare quanto prima
Informazioni Tieni Oliviero 3391906643 Donati Ugo 3336479852

 

 

 

Promemoria iscrizioni 2018
sottoscrivere o rinnovare l’iscrizione al C.C.R. per l’anno 2018. Come sappiamo, per fare attività sportiva presso un’associazione iscritta ad una federazione, nel nostro caso alla F.I.C.K / C.O.N.I. è necessario presentare: Un certificato medico non scaduto e almeno una volta il certificato di un Elettrocardiogramma per attività non agonistica. Per coloro che hanno superato il 60°anno di età l’ ECG deve essere rinnovato ogni anno. Per ovvi motivi ai soci che non hanno rinnovato la tessera scatta il divieto di svolgere in assoluto attività sportiva in ogni luogo in nome del Canoa Club Rimini, perdono il diritto di svolgere attività amatoriale o agonistica, non possono utilizzare le strutture e le attrezzature. Il versamento in ritardo della quota non esenta il pagamento dell’intera annualità.

PERSONAGGI

 

Whitewater Queen Genevieve Royer
Intervista by Jay Carpenter
Genevieve Royer è una giovane promettente kayaker,vive a Montreal in Canada. Il suo motto “Innamorata di ogni sport all’aria aperta, in particolare Whitewater Kayaking!” La descrive il suo feed su Instagram. Il giornalista Jay Carpenter, alias Moonshine Kayaker, ha raggiunto questa giovane kayaker poco prima di partire per una spedizione.

Moonshine Kayaker: Ciao Genevieve. Quindi, come ci si sente dopo aver conquistato il titolo di Queen of New York e dopo averlo perso l’anno scorso?
Genevieve Royer: Sono felice, soprattutto entusiasta di aver partecipato a tutti e tre gli eventi. Avevo molta paura della Raquette Race e dell’Eagle Race, quei fiumi sono completamente diversi da quelli che abbiamo in Quebec.

MK: Tu ed Erin Savage avete corso tutte e 3 le gare, è stato un testa a testa, Erin ha vinto nelle prime due . Puoi dirci come è andata la gara finale per quelli che non c’erano?
GR: Ad essere onesti, non sono andata veloce né nella gara di Raquette né in quella di Eagle, prendendo per sbaglio alcuni mulinelli, rovinando la mia linea a Colton Falls. Ho fatto quelle due gare per darmi una scossa, sapendo che ero abbastanza forte e che mi avrebbero aiutato a prendere confidenza su quel tipo di fiumi, più che la gara stessa, la Moose race è diversa. E’ la terza volta che partecipo, è una gara di endurance, sono vicino a casa il tifo mi aiuta ad andare più veloce che posso. Erin era in testa alla partenza fino a quando non ho accidentalmente spinto la sua poppa nella seconda rapida dove ha fatto un 360. In seguito ho saputo che era dietro di me fino a quando non ha lasciato cadere la sua pagaia alla Powerline. Sono felice di essere riuscita a fare delle buone linee, all’arrivo ero molto stanca.

MK: Nella tua biografia hai menzionato che hai iniziato a fare kayak nel 2011. Per competere nella serie QONY devi essere molto vicino alla vetta. Hai qualche allenamento speciale per prepararti alle competizioni?
GR: Molto kayak e qualche allenamento di slalom. Prima di essere in grado di spingere al 100% per andare veloce nelle gare di whitewater, devi essere in grado di mantenere l’equilibrio del tuo corpo, ogni secondo della gara. Questo è quello con cui sto combattendo in questo momento, è difficile andare veloci e mantenere uno stile perfetto, quindi la maggior parte di noi ha bisogno di una formazione tecnica. Devi essere in grado di mantenere la precisione della tua pagaiata, ogni secondo della gara.

MK: A quali eventi hai partecipato al di fuori della serie QONY?
GR: Ho partecipato alla “Série Eau Vive Extrême Québec” fin dalla prima edizione di 2 anni fa. La serie comprende 5 gare di classe 4°. La Neilson Race, Rouge Challenge, Hollywood Head to Head, Montreal Eau Vive e Slalom 7 Sisters, arrivando prima in 4 gare. Ho anche partecipato alla Green Race l’anno scorso per la prima volta. Sono andata lì una settimana prima della gara, ho cercato di fare molte discese di prova prima della gara (non erano molti gli orari dei rilasci). Ho un brutto ricordo, la gara è stato come scoprire un nuovo fiume ahah! Ho fatto le mie peggiori pagaiate in gara, somigliavo molto al giro di gara di Rush Sturges (dovresti andare a vedere).

MK: Sembra una gara intensa! Cosa ti preoccupa e cosa potrebbe penalizzarti nel cronometraggio in gara?
GR: Sì, non voglio rimanere un battitore ahah, ma è anche una gara davvero divertente su un fiume incredibile e con una fantastico gruppo di canoisti locali. Sto facendo degli scatti in acqua piatta a fine lavoro, quando ormai è buio nelle lachines, i fine settimana creeking. Sarò lì 7 giorni prima della gara e trascorrerò tutto il tempo che potrò ad allenarmi sul fiume e studiare le linee sui video. Sono impegnata a fare ed ottenere buone linee fin dalla partenza e di mantenere un buon ritmo (lento è regolare, scorrevole è veloce). La mia preoccupazione è di non incastrarmi in qualche roccia e non fare il bagno da nessuna parte! Lento è liscio, liscio è veloce

 

 

MK: Quindi stavo guardando un po’ il Rouge River online e sembra un fiume piuttosto bello per imparare, sembra anche un fiume che può anche bastonarti e farti fare delle nuotate emozionanti. Hai qualche bella nuotata da raccontare sul Rouge?
GR: Ho imparato a fare l’eskimo non appena ho potuto, seguire le discese di rafting nella sezione di classe 3°-4°. Ho avuto così tante sconfitte nella “lavatrice”, probabilmente più di chiunque altro, mentre imparavo ho sempre combattuto. Lo stesso quando ho fatto le 7 sorelle, qualche anno fa (la sezione della cascata), mi ero fissata di farle, non potevo farne a meno. Posso dirti ogni singola cosa che può accadere in fondo a queste cascate, come le ho vissuto io! Le ho discese più di una volta, ho nuotato solo perché ho perso la pagaia.

MK: Guardando indietro alle gare di QONY rispetto alle gare di KONY, mi vengono in mente due cose ovvie. Uno, solo 4 o 5 donne entrano in gara. In secondo luogo, solo 2 di solito competono in tutte e 3 le gare. Come un ragazzo che va in barca con alcuni kayakisti davvero cattivi, hai un’opinione sul motivo per cui sembra esserci una mancanza di interesse nelle gare QONY?
GR: Sara Fick ha fatto tutte e tre le gare anche l’anno scorso. Non ne so abbastanza dei canoisti locali per dire qualcosa al riguardo, ma c’è una differenza tra gareggiare in fiume, prendere i vortici e correre da solo senza fermarsi e senza sicurezza, sicuramente può condizionarti. Il divario tra la barca lunga maschile e la barca corta femminile è enorme e alcune ragazze potrebbero sentirsi meno competitive a causa di ciò. Se paragoniamo alla serie del Quebec, non ci sono più ragazze in competizione nelle gare di Classe V°. Fino a quest’anno, ero l’unica ragazza che correva alla gara di Neilson, eravamo solo in 3 allo Slalom 7 Sisters quest’anno.

MK: Cosa riserva il futuro a Genevieve? Hai puntato gli occhi su eventi specifici a cui non hai ancora partecipato? C’è qualche fiume che stai pianificando nella lista infinita di fiumi?
GR: Vorrei andare in kayak in tanti posti diversi, scoprendo incredibili fiumi e rapide, come posso. Non ho ancora avuto la possibilità di viaggiare fuori dal Nord America per andare in kayak a causa della scuola, ma non vedo l’ora di andare ad esplorare il mondo. Probabilmente un giorno andrò sulla Sickline, ma farò in modo di essere abbastanza forte da poter fare le finali, se andrò perché è piuttosto lontano e costoso.
MK: Genevieve, grazie per il tuo tempo. Hai qualche parola d’ispirazione per i nostri tanti giovani lettori?
GR: Lento è liscio, liscio è veloce!

 

Vince Shay l’uomo che sussurrava alle balene

29 dicembre 2017
Di Chuck Graham // Foto di Vince Shay e Chuck Graham
Le cinque balene megattere emersero dal mare al largo della Pismo Beach in California, ad assistere a questo maremoto un veterano del kayak e guida, Vince Shay. Nonostante le diverse centinaia di tonnellate di cetacei che ronzavano intorno riesce a fare qualche scatto poi, Shay appoggiò la sua fotocamera al suo kayak giallo e lanciò un grido di gioia. Anche il mio contatore di adrenalina era collegato, dato che le balene emersero dall’oceano a soli 13 metri di distanza. Intorno i soliti opportunisti pronti a banchettare, leoni marini, foche e uccelli marini si unirono alla frenesia del cibo. Era inebriante guardare seduti in kayak mentre intorno a noi un colossale branco di pesciolini veniva inseguito dalla catena alimentare locale. Shay entusiasta gridò “Stanno tornando di nuovo in cerchio! Andrà tutto bene poi torneranno di nuovo! Devi solo portare un po’di pazienza!” Lo sa bene Shay e la moglie Emily erano proprietari del Avila Beach Paddlesports dal 2010. Le megattere sono arrivate nel 2012, poi per alcuni anni non si sono viste, nel 2015 e nel ‘2016 sono tornate, ancora più numerose. In questa stagione le megattere dividono il loro tempo tra Avila e la vicina Pismo Beach. Fotografo di lunga data, Shay sorprendentemente non ha scattato un singolo fotogramma delle quattro megattere che frequentavano Avila nel 2012, a volte arrivando a meno di 15 metri dal molo della città. Ma nell’estate del 2015, quando 17 megattere pasteggiavano regolarmente a soli 50 metri dalla riva, Shay iniziò per lunghe ore a fotografarle dal suo kayak. Mentre altri guardano e fotografano le balene dai motoscafi, Shay preferisce l’approccio più intimo e rispettoso con un kayak. Non insegue le balene, che potrebbero alterare il loro comportamento o causare loro stress. Invece, aspetta, lasciando che i cetacei si avvicinino a lui se lo desiderano. Shay ha studiato la fauna selvatica nelle sue acque domestiche e sa come reagiscono quando si riunisce un branco di pesci. La strategia è seguire i piccoli pesci, un’astuzia che ha usato per anni guidando escursioni in kayak lungo una costa frequentata da foche del porto, leoni marini, lontre di mare e delfini. “Cerco segnali, è tutto merito dell’esca e degli uccelli, io resto in una posizione centrale e spero di essere fortunato.” Shay usa una fotocamere Canon 7D Mark I e Mark II, in genere con un teleobiettivo Canon 100-400mm. È un po’ rischioso, ogni volta che estrae la costosa attrezzatura dalla custodia impermeabile, ma Shay è sicuro che le megattere sanno dov’è. “Credo davvero che questi animali siano abbastanza intelligenti da sapere esattamente dove si trova una barca o un kayaker”. Non vuol dire che Shay non ha avuto la sua giusta dose di incontri ravvicinati, è stato talmente vicino alle megattere, così vicine da poterle toccare e annusare. Ha ricordato un memorabile incontro in cui seguiva un branco di alici, quando all’improvviso una megattera è emersa proprio sotto la sua barca, solo pochi secondi per mettere via la sua attrezzatura. “Ho fotografato i miei piedi e il mio obiettivo”, ha detto Shay. “Ero pronto per l’impatto perché sapevo che la balena stava spalancando le fauci per mangiare davvero vicino a me. L’ho fatto! Avrei potuto toccarla! Non era così violenta come sembrava. L’alimentazione è relativamente delicata creando un vortice d’acqua in giù e non fuori”. Il giorno che ho trascorso con Shay, abbiamo pagaiato per 5/600 metri al largo di Shell Beach, per circa cinque ore in acque cristalline fotografando cinque megattere. Abbiamo osservato l’acqua scura e increspata che indicava una palla di sardine. Gli uccelli marini brulicavano tutt’intorno a noi. Quindi, senza preavviso, l’affondo è iniziato all’unisono con diverse megattere che esplodevano dall’acqua simultaneamente. Un attimo dopo, era di nuovo silenzio.

 

 

AVVENTURA

 

Circumnavigazione dell’Isola del Sud della Nuova Zelanda

Di Tara Mulvany
In un fresco mattino di tarda primavera, io e il mio amico Sim siamo scesi in acqua a Milford Sound. Enormi rupi di granito torreggiavano sopra di noi, cascate di acqua si riversavano dalle valli. Ho avuto timore, confusione, eccitazione e paura, c’era così tanta incertezza in quello che mi aspettava e improvvisamente mi sentivo molto piccola e l’avventura che ci aspettava sembrava così enorme.

Sim e Tara. Foto: Paul Caffyn
I cicloni dell’Oceano Antartico arrivarono con violenti fronti sud occidentali sull’Isola del Sud eD insieme a loro portarono un enorme e potente moto ondoso. Durante una breve pausa tra questi due fronti, scivolammo silenziosamente nel Mare di Tasmania, desiderosi di fare qualche pagaiata verso nord. Abbiamo oltrepassato una terra selvaggia e incontaminata, coperta dalla foresta spontanea. Tronchi portati dalla corrente giacevano sbiancati al sole, sparsi su spiagge sabbiose, turbini di alghe si aggrappavano a confuse rocce.
Per tre giorni l’oceano è stato calmo, ma presto, le tempeste si sono spostate e siamo rimasti intrappolati a terra per giorni. Dalle spiagge spazzate dal vento abbiamo incontrato fuligginosi moscerini che ci sorpassavano con le raffiche di vento, formando archi travolgenti nel cielo. La pioggia pesante scendeva dalle nuvole scure e le montagne si coprivano lentamente di neve fitta.
Nelle settimane che seguirono, avanzammo lentamente verso la costa occidentale nelle brevi finestre meteorologiche, mentre le giornate si facevano più corte e fredde, non potevo fare a meno di mettere in discussione la nostra decisione di partire in inverno. Non potevamo fare altro che sederci e aspettare che le tempeste passassero e che i mari si calmassero.
Nei rari giorni calmi, dopo una pagaiata sofferta, siamo stati attratti da una vista incredibile, una terra da fiaba, l’enorme catena montuosa delle Alpi meridionali era alta accanto a noi. I ghiacciai che precipitavano giù come fiumi di ghiaccio nella lussureggiante foresta pluviale sottostante, onde enormi esplodevano su spiagge di sabbia dorata, gli albatros spesso volteggiavano sopra di noi, scivolando sopra la cresta delle onde con il massimo controllo.
Più a nord, le palme di Nikau pendevano su spiagge di pura sabbia bianca e le onde si infrangevano contro promontori rocciosi, mandando gli spruzzi verso l’alto, non c’erano strade, case e nessun contatto con il mondo esterno Dopo quasi due mesi, abbiamo doppiato Farewell Spit, una striscia di sabbia lunga 35 km che segnava la fine della costa occidentale. Ci siamo testati come non mai, bagni, eskimi, siamo sopravvissuti a un paio di atterraggi surfando nel buio, abbiamo sopportato per quattro giorni il mal di mare. Eravamo sopravvissuti e in un momento di sollievo, siamo scivolati sulle calme acque dell’Oceano Pacifico.
A metà strada intorno all’Isola del Sud le cose hanno preso una svolta inaspettata, nel bene o nel male, non sono ancora sicura. In ogni caso, la nostra avventura si è conclusa, Sim ha deciso di fermarsi e così mi sono trovata a continuare da sola. Ho preparato la mia barca e ho pagaiato un paio di settimane nel mare calmo, tempo primaverile, facendo molta strada lungo la costa orientale. Ho pagaiato per 12 ore, giorno dopo giorno, sgranocchiando barrette di cioccolato come mai prima d’ora. Rounding Nugget Point e la fine della costa orientale, ho navigato attraverso torri di roccia gigantesca e su una grigia e desolata costa meridionale.A Bluff, la fine della State Highway One, sono rimasta intrappolata per 10 giorni, onde di nove metri hanno colpito il tratto di costa.


Alla fine riparto da Bruce Bay, Westland, con il mio kayak carico di quello che speravo essere abbastanza cibo da riportarmi a Milford. Pagaiando verso la costa di Fiordland mi sentivo un po’ nervosa, allo stesso tempo enormemente eccitata, ero di nuovo in acque familiari e sulla strada di casa. Tutto ciò che mi separava ora dal Milford Sound erano 500 km della costa più selvaggia, remota e impietosa di tutta la Nuova Zelanda.
Massicce montagne granitiche precipitano direttamente nell’oceano e la foresta pluviale si aggrappa a pareti rocciose quasi verticali. Sull’acqua i pinguini gridavano e schizzavano prima di scomparire in profondità. Le spiagge erano poche e lontane tra loro ed io ero sola in questa natura selvaggia.

Mi ci vollero due settimane per tornare dove il mio viaggio era iniziato, doppiando St Annes Point, all’ingresso di Milford Sound, mi sono fatta strada da un punto all’altro, saltando tra le pareti a strapiombo mentre mi dirigevo verso il fiordo interno. Ero pervasa da un enorme senso di sollievo. Mi ci sono voluti cinque mesi per completare il mio viaggio e nonostante tutte le tempeste e le sfide che avevo affrontato, in qualche modo ne ero venuta fuori. Mentre lanciavo la mia barca sulla terraferma, ero tranquillamente soddisfatta.
Un anno dopo per completare la mia circumnavigazione dell’Isola del Sud, ho caricato il mio kayak con sei settimane di cibo, e sono partita per Rakiura / Stewart Island, la terza isola più grande della Nuova Zelanda. Ho trascorso cinque settimane magiche esplorando, pescando e nuotando nell’isola.

Una mattina presto parto da Colac Bay, in direzione della costa di Fiordland, a meno di due
settimane, concludo e ritorno da questo viaggio, ho caricato di nuovo il mio kayak sul tetto della mia auto e ho guidato per 12 ore fino alla cima dell’Isola del Sud. Poi sono saltata nel mio kayak e ho navigato attraverso lo stretto di Cook, iniziando il mio viaggio in solitaria intorno all’Isola del Nord. Quattro mesi dopo, sono diventata la prima donna ad aver pagaiato non solo l’isola del Nord, ma anche su tutte e tre le isole della Nuova Zelanda.
Prossimamente pubblicherò un libro sul mio viaggio intorno all’Isola del Sud. Informazioni su dove è possibile acquistare una copia saranno disponibili sul mio sito Web: www.tarasjourneys.com
Editore: www.craigpotton.co.nz

 

 

Il Giappone è solo un posto speciale

Di Laura Farrell

 

Nella valle Nishizawa si trova uno dei più belli e scenografici fiume del Giappone il Fuefukigawa. E’ una bella e lunga escursione, per fortuna c’è una comoda strada che arriva all’imbarco ,Shannamar Dewey si gode il passatempo preferito di ogni paddler. Sul Fuefukigawa i tratti d’ acqua bianca sono straordinariamente belli è uno dei posti più fotografati al mondo. La cascata più importante sul Fuefukigawa richiede un attimo di riflessione, se l’avessimo fatta il primo giorno appena arrivati, dubito ancora che l’ avremmo fatta, la possibilità di subire un colpo e sostenere un infortunio anche se lieve è troppo alta, con il livello basso. Ma un lieve infortunio nell’ultimo giorno, beh, non è un grosso problema.

 

 

Se c’è una cosa che mi scoccia, è pagaiare con un kaiak dal colore che fa c….e, ho capito che alcuni colori sono difficili da vendere cosi finiscono per affittarli. Rendere un’immagine pubblica, è tutta pubblicità gratis, con una bella barca rossa le foto sono molto più belle, non ho mai venduto un’immagine con un kayak blu e bianco. Un paio di rapide le abbiamo trasbordate, c’era poca acqua ed enormi massi. Yoshihiro Takahashi si lancia in una cascata a due stadi, in uno scenario che solo in Giappone può esserci, poi scende Shannamar Dewey, io e Diane Gaydos. Passaggio dopo passaggio arriviamo alla fine dove il Fuefukigawa si trasforma in una strana serie di dighe poco profonde fatte per controllare l’erosione. Allo sbarco prendiamo un sentiero con grandi sorrisi, solo delusi dal fatto che il nostro tempo in Giappone sia finito. A quanto pare i colori dell’autunno sul Fuefukigawa sono qualcosa di spettacolare, mi piacerebbe tornare. Grazie ancora a Yoshihiro Takahashi per averci ospitato e alla sua incommensurabile pazienza con le nostre innumerevoli valigie, con la persona giusta il Giappone è una destinazione incredibilmente bella. Se vuoi uscire dal sentiero battuto, sperimentare la meravigliosa cultura, la storia e l’acqua bianca, considera Yoshi come guida. Spirito Giappone

 

 

 

 

 

 

 

MATERIALE

Lettmann Manta
3 Gennaio 2018 la società tedesca di kayak Lettmann, molto presto sarà sul mercato con un nuovo modello di kayak, il Lettmann Manta. Questo kayak è progettato per essere più veloce del Granate, ed è specifico per grossi volumi d’acqua.
Specifiche:
Lunghezza 275 cm
Larghezza 65 cm
Volume 329 L

 

4 Gennaio 2018 Pyranha Ripper
Cambia il modo in cui guardi il fiume, non importa se sei a fare il solito fiume vicino casa, o stai incautamente in verticale su qualche classe di 5°, lo Squartatore è la barca giusta per te!

 

 

IL volume sufficiente per affrontare tutte le tue vie preferite, nel Ripper sarai a poppa, schizzare fuori dai vortici, tuffarti nei salti e fare surf sull’onda in ogni onda … dopotutto, il kayak è pensato per essere divertente!
Specifiche
Taglie S M
Lunghezza 273 cm 274 cm
Larghezza 59 cm 62 cm
Pozzetto esterno lunghezza 95 cm 95 cm
Larghezza esterna cockpit 50 cm 50 cm
Volume 228 L 236 L
Peso 20 kg 20 kg
ALLESTIMENTO
Sistema Stout 2
Sedile imbottito, Cinturino a cricchetto regolabile sulla schiena
paracoscia New Stout 2 regolabili con opzione Hooker, Piastra completa per poggiapiedi
Maniglie di sostegno in alluminio x3 Punti di sicurezza in alluminio x2
COLORI
Giallo / Rosso / Verde Turchese / Lime / Fucsia Rosso / Bianco / Grigio

 

 

18 Gennaio 2018 Spade Kayaks Black Jack –Nuovo look
Craig Marsport Hill ha questo fantastico verde lime Spade Kayaks Black Jack. Deve essere uno dei primi Black Jacks ad essere fotografati

Il design sembra davvero pulito. Il Black Jack è un moderno kayak d’ acqua bianca che colma perfettamente il divario tra un fiume e un crogiolo. L’alto volume e l’alto rocker gli conferiscono la capacità della linea asciutta e la galleggiabilità di cui ha bisogno una barca . Un fondo piatto e una guida pronunciata offrono reattività dinamica anche su acque più dolci. Con 285 litri di volume, Jack è costruito per canoisti tra i 60 e gli 85 kg, troppa cioccolata e Red Bull significa che questo è troppo piccolo per te. L’allestimento è semplice. Non è progettato per essere elegante, è progettato per funzionare.
Specifiche
Lungo: 256 cm
Largo: 66 cm
Volume: 285 litri
Peso: approx. 2o kg
Colour: yellow, green, red
Peso Paddler: 60–85 kg
Pyranha Ripper – Video promozionale