Mincio 2017


 

Scritto da Roberto Renzi “Bino”

Mincio 2017
Ed eccoci anche quest’anno a cimentarci con la discesa del Mincio, da Goito a Mantova per un totale di 23 km. La manifestazione abitualmente si tiene ai primi di settembre ma, causa maltempo, l’organizzazione ha intelligentemente deciso di rimandare la data ad ottobre con lo splendido risultato che alla fine ha piovuto comunque ed in più era un freddo cagnaccio. Quando ci incontriamo all’alba c’è chi ancora non si rassegna alla fine dell’estate e si presenta in braghini ed infradito ( Bino ) e chi invece, Andrea, già anticipa l’inverno e sfoggia un giubbottone natalizio. Ma forse questo si giustifica anche col fatto che lui arriva da un remoto paese alle pendici delle Alpi, meglio noto come Villa Verucchio. Alla fine la scelta azzeccata sarà quella di Andrea mentre il mio look audace e sbarazzino si rivelerà una mossa suicida e mi punirà il giorno seguente con un terribile cagotto. Vista la rilevanza nazionale della manifestazione, Oliviero ci stupisce con un grande regalo. Dal proprio garage, tra la boccetta con la reliquia dell’anulare di Fra Cionfoli e quella contenente l’alluce di Romeo Benetti, Oliviero ha infatti estratto e portato alla luce la sua canoa gialla che abitualmente custodisce religiosamente in una teca sotto azoto liquido. Sempre a proposito di imbarcazioni, passiamo da quelle troppo nuove a quelle dell’era giurassica. Di fronte alle resistenze di Guido alla sostituzione della propria canoa, Ugo ed Enzo decidono di modificare il corso degli eventi attraverso una perfida manovra. Mentre issano e legano la canoa di Guido sul tetto del pulmino, tirano le corde a tutta forza in modo da dargli un bello “scricchetto” …..non così forte da generare un cedimento strutturale ma sufficiente da insinuare una piccola ed irrimediabile incrinatura nella scocca, tale da fare affondare dolcemente il natante e tutto il suo equipaggio tra qualche settimana.
Fatte queste premesse tecniche, finalmente si parte. La sicura guida di Ugo, scodella la compagine a Goito dove ci attende una simpatica pioggerella autunnale. Impavidi, partiamo sicuri e baldanzosi in testa al gruppo alla volta di Mantova. Il fiume scorre tranquillo e la corrente agevola la discesa tanto e’ vero che il telefonino di Gianluca sentenzierà, che per un’ora non abbiamo pagaiato…..mah, secondo me dev’essere stato quel lungo tratto dove nei campi limitrofi avevano concimato ed abbiamo tutti perso i sensi…telefonino compreso. Altro tratto difficile ce lo ritroviamo quando si arriva ad una diga ed è il momento di uscire dal canale, risalire il rivale del fiume canoa in spalla e ridiscendere dall’altra parte. Il gruppo e’ ancora compatto e si crea una calca micidiale per accedere alla stretta banchina di approdo. I canonisti sgomitano e si scornano come mufloni in lotta per l’accoppiamento, per riuscire ad anticipare i concorrenti. Andrea combatte appassionatamente per tentare di avvicinarsi al pontile ma si ritrova più volte ad essere rispedito indietro dagli avversari. Poi improvvisamente lo vedo cominciare a roteare vorticosamente la pagaia per farsi largo nella “fasolada” e con una mossa degna del miglior Aceto al Palio di Siena riuscire ad infilarsi come una supposta in uno stretto corridoio e guadagnare l’agognata riva. Così un po’ infreddoliti ma felici arriviamo tra i primi a Mantova dove ci aspetta lo splendido Castello medioevale di San Giorgio e, molto a sorpresa, un fantastica doccia calda. Siamo stanchi ma felici, nella difficoltà e nella sofferenza il gruppo si è unito, ha cementato la propria identità. Fianco a fianco abbiamo sudato, abbiamo lottato e ci siamo aiutati vicendevolmente, ognuno di noi affidandosi al proprio compagno e sacrificandosi per lui. Ed è in questa atmosfera di condivisione che Gianluca, durante il pranzo, con un nobile gesto, sceglie di darci il suo risotto la sua porchetta e poi pure la sua giardiniera ci siamo sgargarozzati e noi, emozionati di fronte a cotanta generosità, lo abbiamo ripagato con…..una beata mazza.
Allo stesso modo Corrado, contagiato da questa ritrovata unione fisica e spirituale e da questa complicità da caserma, deciderà, nell’intimità degli spogliatoi, di mostrarci il suo nuovo e prodigioso acquisto fatto alla fiera di Santarcangelo. Non mancate il prossimo anno.