Maraamu Surfski Race 2017


 

Maraamu surfski 2017 ; Tahaa – Bora Bora Polinesia Francese. 40 km.

Esattamente dopo un anno dalla mia prima esperienza di gara alla Maraamu 2016, rieccomi qua a raccontare e dividerne le sensazioni provate in questa bellissima e brutale (sembra un controsenso ma mi va di definirla cosi) gara di 40km, dall’isola di Tahaa, all’isola di Bora Bora: entrambe site nell’arcipelago sud tropicale della Polinesia Francese. Data l’era tecnologica in cui viviamo, siamo arrivati al punto che le previsioni metereologiche sono veritiere al 90%, quindi gia’ dall’inizio settimana si notava che Maraamu (il forte vento tropicale che in questo periodo soffia in direzione est-ovest) avrebbe gradualmente diminuito l’intensita’ verso la fine della settimana. Previsione azzeccata al 100%, infatti a cominciare dal mercoledi Maraamu ha ridotto la velocita’ dei suoi “ventilatori”, passando dai 22 nodi della settimana scorsa (primi di settembre) alla calma totale di venerdi 8 settembre, per poi riattivarsi un poco (8 nodi) sabato 9 settembre 2017 giorno previsto per la gara. 8 nodi di vento nell’Oceano Pacifico in una gara di DOWNWIND (con vento a favore) con concorrenti di livello mondiale, sono uguale 0 (ZERO) quindi tutti i 70 circa partecipanti, me incluso, hanno escluso gia’ dalla vigilia la lotta contro Nettuno Dio del mare, mentalizzandoci a metabolizzare l’idea di una lunga gara priva della spinta del vento e delle onde a favore. (detto alla romagnola: “na’fadiga dla madona”)Condizioni esattamente all’opposto del 2016 dove la lotta contro gli elementi ( 3 m di onde costanti per 30 km generate dai 20-22 nodi di vento) e’ stata, almeno per me, molto impegnativa: fisicamente durante la gara e psicologicamente i giorni precedenti. Riposo, seduta di stretching, ancora riposo….. questo l’allenamento dei 2 giorni prima della gara in programma.Sabato 9 settembre 2017, sveglia alle 6:00, colazione a base di cibi locali, seguita dalla preparazione meticolosa delle bevande e barrette energetiche da portarsi al seguito durante la gara.Ore 8:15, tutti in acqua per dirigersi al punto di partenza che dista 4 km, da sommarsi ai gia’ tanti 40 km ..
Ore 9:00: pronti via!! Tutti bravi, niente tamponamenti, niente pagaiate in faccia, niente urla e nomacci.(si nota essendo abituati a “dove ca*zo vai!! Stro*zo non tagliarmi la strada!!”) Partenza civile e decorosa. Il drappello dei big con Cory Hill ( campione del mondo 2015) Sean Rice ( campione del mondo 2013) Hiromana Flores ( campione Polinesiano e vincitore della edizione 2016) prende distanza dal resto del gruppo che va via via assottigliandosi col passare dei km. Imponente l’organizzazione in tema di SICUREZZA!! 15 imbarcazioni a motore super veloci piu’ un grosso catamarano a motore (60 persone di capienza) Prima utilizzato per il trasporto degli atleti ed accompagnatori sull’isola di Tahaa (luogo di partenza gara) avvenuto venerdi 8 settembre ; poi per dare modo agli accompagnatori di seguire la gara da vicino incitando i propri amici, mogli, mariti o figli. In aggiunta, ogni concorrente era fornito di GPS Tracker che trasmetteva la propria posizione in tempo reale, dando modo tramite software e computer allo speaker di commentare la gara su uno schermo gigante di fronte al pubblico presente sul porto di Vaitape capitale dell’isola di Bora Bora. La Gara era trasmessa anche in diretta dalla locale TV in tutto l’arcipelago polinesiano, incluso l’isola principale di Tahiti. Ritornando alla gara, dopo un’ora di tempo ogni concorrente e’ un minuscolo puntino nell’oceano, ognuno a seguire il proprio ritmo. Personalmente ho evitato il confronto diretto con qualunque avversario per non influenzare il mio ritmo (veramente difficile evitare di accellerare quando qualcuno ti sorpassa). Grazie all’esperienza accumulata nelle decine di gare di questo tipo, in sincro con la conoscenza dei propri limiti, ho gestito brillantemente questa situazione: risparmiando le energie cercando di curare al massimo la tecnica di voga. Il caldo e’ stato il nemico assoluto. Il riflesso del sole sull’oceano emanava un calore al limite della sopportazione fino al punto di gettarmi fuori bordo due volte per refrigerarmi. Il profilo del monteOtemanu che sovrasta la piccola isola all’interno della barriera corallina di Bora Bora ti guida durante tutto il percorso fino a diventare un miraggio irraggiungibile. Poi quando gli sei vicino devi circumnavigare 10 km di barriera corallina per entrare all’interno della laguna e dirigerti all’arrivo finaleUna volta entrati attraverso l’unico varco esistente, sei cosciente che rimangono gli ultimi 3 Km da percorrere. E’ arrivato il momento di utilizzare le ultime energie rimaste. Gli stimoli non mancano: ho di fronte 5 concorrenti ed un paio alle spalle, uno addirittura nella mia scia. “Vai Mauri” dico parlando a me stesso, bevo l’ultimo sorso di acqua sciroppata con 2 bustine di Polase Sport, accorcio la pagaia da 212 a 210 cm, cambio ritmo. Evvvvvvvvvaaaiiiii!!! ┬áSorpasso 2 Tahitiani, distacco l’australiano che mi succhiava la scia, raggiungo altri 2 atleti Tahitiani, volata finale i battiti cardiaci salgono su su su…. i muscoli urlano… sento una fitta trasversale sotto il pettorale destro…… la mente ritorna lucida, dissociandosi dal vortice competitivo, penso per alcuni secondi all’amico Campione di Slalom e Discesa fluviale Marco Caldera che e’ volato in cielo 2 ore dopo avere terminato una dura gara di oltre 2 ore……Marco aveva 54 anni. Io ne ho 61!!Mancano poche centinaia di metri, riduco la frequenza di pagaiata, mi metto in scia al concorrente che mi sta davanti fino all”arrivo finale. E’ fatta!! Anche la Maraamu e’ passata, questa gara per me era l’obiettivo finale ed ultima gara della stagione 2017.Risultato finale della Maraamu: 30 esimo in classifica generale con 70 partenti
17esimo nella cat. Master +40………Purtroppo non hanno suddiviso le categ. dei Master ogni 10 anni come succede in altre gare tipo: +40, +50 +60 altrimenti avrei vinto al 100%

Un caro saluto a chi mi legge ” Iaorana”