Venezia nascosta


 

                                                                            

 

Di Pietro Gianelli

Si parte puntualmente alle ore 8 di sabato 25 febbraio in quattro (Ugo Oliviero Pietro e Gigi)sul pulmino con a rimorchio 7 canoe ; gli altri 3 canoisti (Ovidio Arnaldo ed Enzo) sono già sul posto con le rispettive signore. Il viaggio procede tranquillamente fin quando all’altezza di Ravenna il clima rilassato di bordo viene improvvisamente interrotto da una folgorante imprecazione da parte di Ugo: “porca put…. ho
dimenticato a casa la porchetta e la piada”…segue un sinistro silenzio prima dell’inizio di un conciliabolo tra i presenti che porta poi alla conclusione sia più opportuno procedere che tornare indietro a prendere
la spesa, che si farà poi al campeggio. Una volta pranzato si parte alla volta di Venezia in maschera dove si cammina incontrando e fotografando maschere sempre più accattivanti per la loro particolare ricercatezza
tale da creare quell’atmosfera di sogno che caratterizza questa città ogni volta che si ripete l’evento. Si cena a ristorante e si rientra tutti verso le ore 11 di sera. l’indomani si parte per l’imbarco presso
presso i “canottieri Venezia” che ci concedono gentilmente l’accesso e dopo 30 minuti di laguna ci si immette sul canale “Cannareggio” per poi immettersi sul Canal Grande . Quì occorre fare bene attenzione al traffico di traghetti e motoscafi che solcano perennemente il canale provocando movimenti di acqua improvvisi che disturbano ma non spaventano nostro impavido procedere. Passato il Rialto e il ponte
dell’Accademia ci si immette sui canali secondari che conducono nelle zone più recondite della città fuori dal caos dei motorizzati, dove s’incrociano le gondole con turisti a bordo. Si può così vedere la
Venezia nascosta che solo con mezzi a remi si riesce a raggiungere. Passando sotto i ponti i turisti ci fotografano incuriositi dal vedere un convoglio così inusitato come il nostro avventurarsi in questo dedalo di canali dove perdersi non sarebbe stato difficile se non avessimo avuto in Enzo un “conducador” con un’eccezionale senso dell’orientamento ad indicare la rotta. Così è passata la giornata tra Canal Grande e canali laterali dove la caratteristica fatiscenza di una Venezia decadente si è potuta toccare con mano. Bene!!…dopo circa 5 ore di navigazione si torna alla base pronti per il rientro. Concludo dicendo che per me è stata un’esperienza eccezionale con un tempo stupendo e una compagnia meravigliosa ,cominciando da Enzo il “conducador” ,sempre attento a dare utili consigli , a Ugo “lo squalo” e Oliviero”il metodico” che hanno contribuito a dare sicurezza alla spedizione ,ad Arnaldo “il reporter” preposto ad immortalare l’evento, al “commodoro” Gigi che setiva così intensamente l’emozione dell’evento fino a torgliergli il respiro, ed infine ai più astutamente defilati Ovidio “la volpe” e lo scrivente Pietro “l’omone”, sempre attenti più che mai alle direttive del “conducador”.