Step by step


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Riempi il borsone: deve esserci tutto il necessario, ma niente di superfluo,lo pazio servirà per i ricordi. Allaccia di nuovo le scarpe, chiudi la porta di casa e parti verso una nuova avventura, anche se per arrivare nel Marecchia a Ponte Verucchio ci vuole solo mezz’ora. Sembra sempre la stessa storia, ma ogni volta è diversa, migliore o peggiore non è importante, è comunque un’esperienza che ti farà crescere e maturare e che rimarrà lì, in quel cassetto dei ricordi. Appena a valle del ponte, proprio sotto lo sbarramento artificiale ci si può imbarcare. Non è semplice com3e tirare la cinghia, si deve affrontare una ripida scarpata   prima di raggiungere l’acqua. Ma come è noto… i fiumaroli soffrono della sindrome endogena del Salmòn e cioè,  basta il rumore di una rapida che i sensi si offuscano, sale la smania e non vedi l’ora di entrare in acqua. Lentamente la canoa scivola giù sui sassi levigati, poi subito i primi colpi controcorrente alla ricerca dell’ondina per surfare. Adesso che ho più tempo a disposizione è uno spasso, riesco ad andare quando l’acqua è bella, chiara e di livello giusto. Questo tratto di fiume è soggetto a forte erosione, si creano passaggi interessanti e in continuo mutamento. Una volta imparata la sua caratteristica,                                                                                                              prima d’imbarcarsi si controlla il percorso. Alla fine potremmo dire un bel campo 4slalom naturale e come quelli artificiali  c’è la possibilità una volta percorso di risalire. Parti con un passaggio brusco, poi…un’ondina ti permette di fare dei traghetti, è il primo step. A questo punto hai preso confidenza con l’acqua, scendi verso la rapida centrale, caratterizzata da   una serie di rapidine, non difficili ma bisogna selezionare bene la linea. In corrente ci sono un paio di grossi massi che generano due piccole morte, da prendere, questo è molto divertente, da      una-all’ altra,  step by step. Lasciata la seconda morta, termini la rapida per arrivare a quello che è rimasto della famosa (si fa per dire) esse, dietro un ampio laghetto, si tira un attimo il fiato. La parte finale più tranquilla è soggetta a maggior erosione, comunque in genere si formano due onde carine da cavalcare ed è comodo  sbarcare. E’ una bella giornata soleggiata si sta bene in fiume e quindi … si torna all’inizio per ripetere la discesa.

 

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